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Cronaca

Riccardo Lombardi un sognatore di un Mondo Migliore

RICCARDO LOMBARDI
un sognatore di un mondo migliore

Tanti personaggi della storia hanno desiderato un mondo
migliore, uno di questi è Riccardo Lombardi.

La curiosità mi ha spinto a cercare notizie su di lui.
Devo dire che sono stata molto fortunata, ho trovato sul
web un libro gratuito che ho potuto scaricare.

Titolo: Per un mondo nuovo
Vita di Padre Riccardo Lombardi
Scritto da Raffaele Iaria giornalista accreditato presso la
sala stampa della Santa Sede.

È un libro ricchissimo, bello e molto interessante, invito i
curiosi a leggerlo.

Ho ricavato da questo libro alcune notizie molto importanti.
Da alcuni anni mi interessano i libri dei Santi, leggendo la
vita di S.Teresa d’Avila ad esempio (non a caso e’ il nome
della Santa della mia Parrocchia e nome della contrada
dove vivo),(il caso non esiste?), ho compreso che siamo
giunti nel tempo del cambiamento, di rinnovamento generale.

L’uomo ha la necessità, il bisogno di ritrovare se stesso per
poter ricominciare daccapo la sua vita.

Ha bisogno di una nuova consapevolezza, deve svegliarsi
dal torpore dove il sistema lo ha indotto.

Deve capire che tutto dipende da se’, l’uomo deve sapere
chi è, quali sono le sue capacità, deve comprendere che la
sua vita dipende dalle sue scelte e non da quelle degli altri.

Solo conoscendo se stesso potrà, attraverso il suo talento,
il suo valore, scoprire la sua interiorità spirituale, imparare
ad ascoltare il suo cuore, lasciarsi guidare….perché è da
lì che parte, che nasce, che viene fuori la sua verità.

È’ da lì che si riesce ad ascoltare quella voce che è da
sempre dentro di te, il tuo Dio, colui che ti ama da morire!
Sì proprio così! Ha dato se stesso per te! Stravede per te!

Nessuno ti ha mai amato come lui, nessuno.

Il suo amore e’ incondizionato, non ti chiede nulla in cambio,
vuole solo la tua felicità, vuole essere accolto nel tuo cuore!

Vi regalo alcune frasi citate nel libro affinché possiate avere
un idea di chi era P.Riccardo Lombardi

Padre Riccardo Lombardi era un sognatore.
Così nacque la sua idea della «Missione per un Mondo Migliore» del 1952.
Ma non solo un sognatore, «un contemplativo intensamente attivo».
A parlare così di padre Riccardo Lombardi, un nome sconosciuto ai più giovani, fu Juan Alonso Vega, uno dei primi rappresentanti del Movimento per un mondo Migliore, che visse accanto a lui la maggior parte della sua vita.

Il sacerdote era noto con l’appellativo emblematico di «microfono di dio», per le sue predicazioni a gruppi sempre più numerosi di persone, passando da aule universitarie a teatri, poi a cattedrali, a piazze, fino a rivolgersi a vere «folle» riunite in  più luoghi simultanei per ascoltare via radio la sua voce.

C’è una forza superiore nascosta nei semplici gesti del Lombardi.
Una forza – scrive il giornalista José Maria Javierre – che lo rende invincibile.
È un uomo buono, dice parole chiare, dirette, senza demagogia o trucchetti.
Ha una intelligenza limpida e una preparazione severa.
Ma senza un’assistenza speciale di Dio non si può spiegare come un uomo, che oserei definire il più audace pioniere del futuro, possa evitare gli scogli che gli si presentano sulla strada… Folle innumerevoli lo hanno ascoltato in tutte le lingue.

Padre Lombardi «non è il microfono di se stesso – scrive l’“Europeo” del 21 luglio 1956 – ma di Dio.

E come tale ha una missione oggi nel mondo».

Una missione influente perché fa parte della storia dell’umanità dalla Seconda Guerra Mondiale fino ad oggi, una influenza «estesa», come ricorda Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari, morta il 14 marzo 2008:

Chiunque ha avuto occasione di viaggiare nei paesi più lontani, incontra tracce profonde della sua predicazione in date ed epoche diverse..
La sua influenza è stata grande anche per il contenuto: vario e sempre incisivo, secondo le circostanze e il livello delle persone cui si rivolgeva.

Almeno un paio di volte la Lubich disse che Lombardi era «la persona più santa che lei avesse incontrato»

Il nome di padre Lombardi è legato molto alle vicende storico- politiche del dopoguerra, periodo molto intenso della sua presenza sulla scena nazionale. È un periodo difficile per il nostro Paese, che vive una situazione di transizione dopo il Ventennio fascista e la Seconda Guerra Mondiale.

Sono gli anni in cui papa Pio XII lancia il «Proclama per un mondo migliore» attraverso la radio. È il 10 febbraio 1952.

La parola di padre Lombardi conquistava il cuore della gente perché coglieva le aspirazioni e gli aneliti di una coscienza collettiva in cerca di riconciliazione, di pace e unità, dopo la piaga della guerra37. «È un oratore contemplativo.

Il Signore gli concederà un dono specialissimo di “contemplare la storia in Lui e Lui nella storia”», affermano padre Justin Bartoszek e il laico Jon hyun della Corea, ricordando il gesuita: «Il ricordo più grande di padre Lombardi ci ritorna quando pensiamo alle tante volte che lo abbbiamo incontrato solo in cappella, alla Fonte della sua forza, cioè in preghiera e in contemplazione».


Il gesuita invitava a ricostruire l’amore, un invito che rappresentava «la più grande sfida»:

L’amore che precisiamo – affermava – è quello del volere il bene degli altri, l’amore che aiuta quelli che soffrono, anche a costo di grandi sacrifici… ho finalmente incontrato l’uomo che insegna l’amore: l’unico uomo che ha innalzato la cattedrale dell’amore è stato Gesù Cristo.

Papa Pacelli segue con attenzione l’azione del gesuita e dei suoi collaboratori ed è convinto della necessità di una riforma nella Chiesa cattolica. Lo dice chiaramente a Lombardi nell’udienza che gli concede il 5 maggio del 1948 durante la quale gli affida il compito, dopo aver ascoltato alcune proposte di rinnovamento, di redigere un progetto organico di riforma della Chiesa, dicendosi convinto anche delle difficoltà che una riforma può comportare.

«Gesù vuole questo» – risponde il gesuita – «iniziare un rinnovamento completo della Chiesa».

Lombardi non parla di un Concilio come aveva fatto invece, due mesi prima, l’assessore al Sant’Uffizio monsignor Alfredo Ottaviani. Il progetto della convocazione di un Concilio era anche nelle intenzioni di papa Pio XI.

Per quanto riguarda Lombardi, una riforma della Chiesa la pensava già alla fine del 1947, poco prima di iniziare la sua «Crociata della Bontà» per le città italiane.

Le parole del papa incoraggiano Lombardi, che si dedica al lavoro senza interrompere le sue predicazioni in giro per l’Italia. Una settimana dopo l’udienza ha già pronto il progetto da presentare al pontefice.

Il 1951 è l’anno della pubblicazione del volume Per un mondo nuovo, in cui padre Lombardi raccoglie le idee predicate fino ad allora in Italia e nel mondo. Il volume ha un successo inaspettato. In sei mesi raggiunge le trentamila copie e ben sei edizioni.

Un mondo sta morendo: nella sofferenza di tanti, nelle lotte di classi e di popoli, nell’incapacità di organizzare la pace; ancor più sta morendo nelle coscienze insoddisfatte, disorientate, scoraggiate, amareggiate.

È «il letargo dello spirito, l’anemia della volontà, la freddezza dei cuori» quello di cui parla il Papa…

E tuttavia bisogna reagire, è il mondo intero che bisogna ricostruire fin dalle sue fondamenta.

Non so quanti, fra i grandi di oggi, hanno il coraggio di parlare in questo modo: grandi che confidano nelle formule marxiste o si irrigidiscono contro di esse con atteggiamenti ancora più retrivi, e non sentono abbastanza fortemente questa terribile verità.

Ma chi potrà ispirare una tale ricostruzione? Milioni di uomini invocano un cambiamento di direzione e guardano alla Chiesa
Lombardi e suor Lucia hanno parlato anche della mancanza di vocazioni ma – secondo la religiosa – il problema
non è che sono pochi i sacerdoti, ma che piuttosto non sono come dovrebbero essere.

In questo caso, pochi potrebbero fare molto più di molti.

Come il popolo seguirebbe il clero, così questo seguirebbe una riforma proposta da Roma. È naturale che ci siano lotte contro di me, ma non devo temere.

Gesù lo predisse chiaramente ai suoi.

Per Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari, padre Lombardi è stato «sempre “il profeta del mondo migliore”, di un mondo nuovo: sia nel senso di annunciare un avvenimento che sta per accadere, ravvivando così negli animi la speranza e rendendo la fiducia in un costante intervento rinnovatore di Dio nella società;

come nel senso di avere un particolare dono di Dio per esortare e stimolare, capace di toccare l’intimo dei cuori e suscitare frutti di conversione e di impegno rinnovato».

Per la Lubich, infatti, padre Lombardi era un uomo trasparente, in un certo senso un idealista, un contemplativo.

Ascoltandolo parlare sembrava emanasse da lui un carisma.

Era un uomo distaccato da tutto. Lo si poteva paragonare a un eremita o a un Giovanni Battista, che gridava mosso dallo Spirito. La sua passione era la Chiesa. Ne era innamorato».


«Al di là delle dimensioni impressionanti del movimento suscitato dalla sua predicazione pubblica, al di là dei fatti accaduti nell’Opera da lui fondata, padre Lombardi è stato un uomo che ha saputo comunicare a molte persone l’amore per Gesù al di sopra di ogni cosa, il desiderio urgente di farLo conoscere, di farLo regnare», ha detto padre Pedro Arrupe, il superiore dei gesuiti che aveva salvato l’indipendenza del Movimento.

«E questo desiderio non era mai sufficientemente ardente per lui, i suoi orizzonti mai sufficientemente ampi: erano tutta la storia dell’umanità, tutti i paesi e tutti i continenti, tutto il mondo e l’intero universo».

Padre Arrupe si dice convinto che nel periodo preconciliare e durante il Concilio, «l’ideale di Chiesa che padre Lombardi aveva maturato durante la sua predicazione, e l’impegno per darle un’espressione concreta con la collaborazione del Movimento è stato un vero gesto profetico».

Nasceva lì anche il profondissimo rapporto di padre Lombardi con Chiara Lubich. Una volta che qualcuno parlò di un rapporto di amicizia, egli corresse: «direi piuttosto di un rapporto di unità in Cristo». Almeno un paio di volte Chiara disse che padre Lombardi era «la persona più santa che lei avesse incontrato». da parte sua, pa- dre Lombardi scopriva sempre più profondamente la spiritualità del Movimento e la comunità nuova che produceva, secondo la promessa di Gesù: «dove due o tre sono riuniti nel mio nome, ivi sono Io in mezzo a loro».

E disse più di una volta: «Questa è la vita che io voglio annunziare, qui è Gesù che ritorna».

Per molti giorni si fecero incontri di padre Lombardi con Chiara, o con i dirigenti del Movimento, o con tutti i focolarini presenti in Mariapoli.

Ricordo perfino che una volta ci fece una o due lezioni su come si fa a parlare in pubblico; ma poi la lezione divenne pratica, esemplare, perché la sera del 14 agosto il Padre parlò sul sagrato della chiesa a più di 6.000 persone, accorse anche da paesi vicini.

Ed io avevo un’impressione fortissima di lui, come di un uomo mosso da Dio e con l’anima dilatata su tutta la Chiesa che cercava in tutti i modi di rinnovare e che, di fatto, con i suoi discorsi infuocati contribuiva a rinnovare. Intanto gli incontri si moltiplicavano e l’unità con Chiara aumentava sempre più.

 

Grazie a questo libro ho potuto conoscere uno dei tanti sognatori di un mondo migliore
Grazie al Progetto Coemm & Clemm ho potuto conoscere tante persone che hanno lo stesso sogno, ad esempio Maurizio Sarlo fondatore del Progetto Mondo Migliore e Maura Luperto Presidente del Progetto.


Un grazie di cuore per la vostra umiltà e grazie a questo molte persone si sono accodate a voi, me compresa, certi di raggiungere la meta, un Mondo Migliore per noi è per il Mondo intero.

Grazie grazie grazie❤️
Lucia Luciana Pomposo Capitano Clemm CFP Dedicato La Via Del Cuore
Ref.Provinciale di Pescara

 

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Luciana Pomposo
Sono una persona solare, amo la musica e tutto quello che riguarda il fai da te, scrivo racconti per bambini, la buona comunicazione e' il mio motto! Felice di esserci.