Home>Blog>Cronaca>LA MEDICINA PIÙ EFFICACE SONO GLI AMICI
Cronaca

LA MEDICINA PIÙ EFFICACE SONO GLI AMICI

LA MEDICINA PIÙ EFFICACE SONO GLI AMICI

Nel Vangelo  secondo  Giovanni troviamo le  parole  con cui Gesù

definisce  il  suo rapporto con  i discepoli “Voi siete miei amici, se

fate le cose che io vi comando. Io non vi chiamo più servi, perche’

il servo non sa quello che fa il suo signore, ma vi ho chiamato amici,

perché  vi ho fatto  conoscere tutte le  cose che ho udite dal Padre

mio. (Giovanni 15, 14-15).

Sono  i  termini  dell’amicizia, dono soprannaturale dolce e soave,

frutto dell’amore verso il prossimo.

L’amico  fedele  e’  medicina  che dà vita…leggiamo nel libro  del

Siracide.  Non  c’e’,  infatti,  medicina più forte, più efficace per le

nostre ferite, in tutte le cose terrene, che avere accanto chi soffre

o gioisca insieme con noi.

Senza  ombra  di  dubbio,  il miglior Amico e’ Gesù. Lui e’ la vera

luce  e  il  modello  riassunto  dalle  parole…Ama il prossimo tuo

come te stesso.    Il   centro  e  il  culmine  di questa amicizia e’ il

Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, dove Gesù mette

in  atto  le parole dette agli apostoli durante l’ultima cena e pone

la sua vita a nostro favore…”Nessuno ha un amore più grande di

questo…dare la vita per i propri amici (Gv 15,13).

Gesù  ci   considera  suoi  amici.    Crocifisso, davanti a nemici,

traditori,  rinnegatori,  lui  ha  mostrato  il  suo amore gratuito e

innegabile, quello di “restare” fino in fondo dando compimento

alla sua esistenza.

Gesù e’ sempre e comunque nostro amico fedele.

Un elemento essenziale del nostro ideale monastico agostiniano,

la nota caratteristica della vita contemplativa agostiniana, quella

che   la     distingue    dalle     altre   spiritualità, e’   che    la    vita

contemplativa non si esaurisce in una esclusiva tensione verticale,

o meglio, in una solitaria ascesa.

Sant’Agostino ci vuole protese verso Dio fino a scomparire in LUI,

ma…”un cuore solo, un’anima sola”.

Il suo ideale e’ di cercare Dio prima di tutto e sopra tutto, e’ vero,

ma insieme con i fratelli. Il sentimento dell’amicizia nella sua più

nobile    ed    alta    espressione,    e’    un    presupposto  naturale,

imprenscindibile, del suo ideale monastico. L’agostiniana, dunque,

deve  per  cosi’  dire  scomparire nelle Sorelle e poi, “una” con loro,

perdersi in Dio.

“Amo  sopra  ogni  cosa  la  sapienza e procuro che moltissimi altri

con me la cerchino, con me la raggiungano, con me la contemplino,

e con me ne godano pienamente” (Agostino, Soliloqui 1,13,22)”

(Madre Alessandra Macajone osa, Grazie Madre, p.145).

Dalle parole di Madre Alessandra, si intuisce la spiritualità cercata,

vissuta e voluta da Agostino, sensibile e tenero nell’amicizia.

Amicizia come mezzo per raggiungere il fine, che e’ Dio.

Cosi’ in tutte le cose umane nulla e’ caro all’uomo senza un amico”

scrive  Agostino  nella  Lettera  130. Egli amava l’amicizia, non era

fatto per stare da solo. Amava la solitudine intesa come interiorità,

il   rientrare   in  se  stessi, ma per poi stare con gli altri, perché era

convinto che la natura dell’uomo e’ sociale.

Nei Soliloqui, alla domanda della Ragione..”Voglio chiederti pero’

perché desideri che le persone a te care vivano e convivano con te”,

Agostino risponde……….”Affinche’ possiamo indagare in concorde

collaborazione sulla nostra anima e su Dio” (Soliloqui 1,12,20).

Ascoltiamo ancora da lui..”A te Dio nostro, grazie….esistevo, vivevo,

sentivo,  avevo  a  cuore  la preservazione del mio essere immagine

della misteriosissima unità da cui provenivo, vigilavo con l’istinto

interiore sull’integrità dei miei sensi, non volevo essere ingannato,

avevo  una  memoria  vivida,  ero  fornito  di  parola, mi intenerivo

all’amicizia…”(Confessioni 1,20,31).

“Se ami la sicurezza, desidera essere in amicizia con Cristo.

Egli desidera essere tuo ospite. Preparagli il posto.

Che significa…..preparagli il posto?

Non amare te stesso, ama lui.

Se amerai te stesso gli chiuderai la porta, se lo amerai gliel’aprirai.

E  se  avendogli  tu aperto  la porta, egli  sarà entrato da te, tu non

perirai per esserti amato (malamente) ma ti troverai bene insieme

al tuo amico” (Esposizione al salmo 131,6).

Gesù non abbandona mai quelli che ama e noi siamo tra quelli!

Non scordiamocelo!

di Suor M.Giacomina Stuani osa. Monastero Santa Rita

dalle Api alle rose la rivista bimestrale del Monastero Agostiniano Santa Rita da Cascia

Grazie per la testimonianza!

Lucia Pomposo

Condividi su:
Luciana Pomposo
Sono una persona solare, amo la musica e tutto quello che riguarda il fai da te, scrivo racconti per bambini, la buona comunicazione e' il mio motto! Felice di esserci.