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PNL e Cinema sinergia perfetta


La PNL o programmazione neurolinguistica, studia le relazioni tra linguaggio, comportamento e immaginario della persona con se stessa e con il mondo circostante.
Noi siamo ciò che pensiamo che si evidenzia nelle parole, nel linguaggio del corpo e in tutto ciò che c’è nel mezzo, nel non detto in modo esplicito, il cosiddetto paraverbale.
Ciascuno di noi  ha  dei sensi più sviluppati o preferiti, ma, che voi siate prevalentemente uditivi, piuttosto che cinestesici ( il sentire attraverso le sensazioni del corpo, respiro, calore/freddo, tattilità/odore) o visivi, il Cinema è un linguaggio universale proprio perché coinvolge polisensorialmente e sapientemente vago, come la PNL vuole.
Cosa vuol dire sapientemente vago? Che, nel contenuto dell’Opera d’Arte, l’autore lascia uno spazio interpretativo al fruitore dell’Opera. L’Opera  d’Arte quindi, non sarà mai didascalicamente  istruttiva, ma appunto, sapientemente vaga.
Il Cinema ci parla prevalentemente attraverso due sensi: occhi, orecchie, anche se è composto da un’insieme di artisti e manovalanze molto più complesso: regista, produttore, sceneggiatore, attori, tecnici del suono,  compositore della colonna sonora, segretaria di produzione, direttore della fotografia, montatore e tutta la parte di post produzione ed elaborazione di immagini ( pensiamo a tutto il digitale dei personaggi ricostruiti il 3D) e molte altre persone  invisibili ma egualmente fondamentali, che leggiamo nei titoli di coda.
Il Cinema è un’Opera collettiva, fatta per una fruizione collettiva. Cosa ha in comune con la PNL?
Intanto ci parla per immagini e, ricordiamo, il nostro inconscio ci parla prevalentemente per immagini. Inoltre entrambi usano, come un buon coach, un linguaggio sapientemente vago.  Perché? Perché ciascuno ci metta dentro il suo immaginario, i suoi ricordi/esperienze facendo sì che l’Opera stessa  nel caso del film e il percorso di crescita e trasformazione, nel caso del rapporto coach-coachee,  compia dentro di sé questa meravigliosa alchimia di significati e consapevolezze acquisite.
Il Cinema “vero”, quello che trasforma lo spettatore, è quello che trova uno spettatore con un grado di consapevolezza, al suo ingresso in sala, e ne trova un altro con un grado di consapevolezza superiore,  alla sua uscita dalla sala.  Non deve essere un film “impegnato” a far questo, ma un film che sappia toccare i meccanismi emotivi della persona, ma con un fine superiore: non emozionarlo per emozionarlo ma che, nel raccontargli una storia, gli sveli qualcosa di sé e del mondo, che  egli non conosceva.
Ecco il motivo per cui ho deciso di abbracciare il comparto CTS C7A Cinema Settima Arte perché credo che le mie esperienze pregresse e l’amore per il Cinema possano  contribuire a sviluppare quel Mondo Migliore che stiamo costruendo giorno per giorno tutti insieme.
Alla prossima Susanna Pistone

 

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