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Lazio

Mangi questa minestra? No grazie, preferisco COEMM

I condizionamenti iniziano al primo sguardo.  Il neonato spalanca gli occhi al mondo.
Sorride mia madre? Non vedo bene il suo volto, ma intuisco, sento.
Dopo una sola ora il neonato risponde all’espressione che vede. Dispositivo naturale per essere accudito. La domanda potrebbe essere: quanto siamo condizionati? In realtà è naturale che lo siamo. Di norma i genitori “condizionano” perché il bimbo cresca protetto dai pericoli che non conosce, apprendendo l’autonomia per crescere sano e indipendente.
Ma in realtà cosa ci sentiamo dire fin da piccoli, nella maggior parte dei casi?:”La vita è dura, non puoi fare quello che vuoi, devi pensare a guadagnarti un pezzo di pane. Dove vuoi arrivare cantando e ballando? Credi forse che aspettino te?” E via discorrendo.
Se quindi da piccoli abbiamo sognato di fare l’astronauta e la ballerina, tanto per dirne alcuni dei più gettonati, da grandi crediamo  che così non è.
Vediamo  che la società, attraverso la scuola e il lavoro, non danno a ciascun individuo, la possibilità di esprimere i propri talenti, creare un prospero nucleo familiare e vivere la propria vita in libertà.
Dico “così non è” perché se andiamo a vedere bene, in Italia, dato che un welfare praticamente non esiste più: la scuola non forma ad esprimere i propri talenti, ma un appiattimento ed un’omologazione nozionistica, non a causa degli insegnanti o dei programmi, ma per la mancanza di fondi che potrebbero rendere la scuola il miglior incubatore di talenti che c’è.
In tutti i comparti dello stato, istruzione,pubblica sicurezza, sanità, infrastrutture, servizi alla famiglia, data l’inesistenza o quasi di budget, dato il debito pubblico, tutte le persone di buona volontà patiscono questo stato di cose, sia chi dovrebbe fornire un servizio, sia chi lo dovrebbe ricevere.
Forse pochi di voi sanno che il debito pubblico che un neonato si trova alla nascita, è di circa 30.000 euro. Ma la cosa più sconcertante è che il debito, che non riusciremo mai a ripagare è fatto dagli interessi passivi sul debito. Un mare senza fondo. Il debito pubblico mondiale è 55 volte più grande del PIL mondiale. Capite che c’è qualcosa che non va nel meccanismo finanziario che attualmente governa il mondo? Chi ha il debito con chi?
In tutto questo, la pubblicità occhieggia ovunque proponendoci acquisti di cellulari, orologi, auto e altro in quasi totale assenza di liquidità della famiglia media italiana. Le famiglie al di sotto della soglia di povertà in Italia sono circa 4 milioni. Famiglie, non persone, quindi almeno il doppio di persone, si stima circa 10 milioni di persone.
La società capitalistica è alla frutta. Produce beni che ormai non si possono quasi più comprare, inoltre il traffico su gomma non ha senso, dato l’inquinamento ambientale.  I combustibili fossili stanno finendo, insomma, un cambiamento non è una cosa che riguarda solo chi ci governa, ma riguarda ciascuno di noi, uno per uno.
Questa è un’immagine di una città industriale cinese da combustibile fossile: carbone. Inquietante vero?
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L’associazionismo in Italia ha fatto molte cose, dando occasione di formazione culturale, socializzazione e rottura degli schemi passivizzanti dati dalla tv.  Ma molti restano in casa, preda dei reality, dove qualcuno vive una vita surrogata per cui chi guarda lo possa giudicare, condannare, assolvere.
Gli antichi romani lo chiamavano “Panem et circenses”, perché effettivamente, anche se ti nutri malissimo ma hai una televisione in casa, puoi dimenticarti di tutto e, cosa più grave, anche di te stesso e del fatto che sei schiavo e non lo sai.
Gli americani non sono obesi perché amano mangiare più di noi. Sono obesi perché l’unico cibo che si possono permettere è cibo spazzatura che li porta a malattie cardiovascolari, tumori, depressione, un loop distruttivo in cui
una persona nel bilancio delle grandi lobby finanziarie, è solo un piccolo numero su un tabellone.
Ci stiamo arrivando anche noi, con il tentativo di distruggere la nostra biodiversità e l’uso indiscriminato di diserbanti e una politica agricola che punta la pistola alla testa del produttore locale per favorire il latifondo a coltivazione intensiva che distrugge la fertilità del suolo.
Tutto questo non per allarmarvi, ma per dirvi le cose come stanno.
La vera libertà quindi qual è? Essere informati e formati.
Nel nostro piccolo  –  ma siamo circa 100.000 persone, quindi tanto piccolo non è  – abbiamo aderito ad un progetto a dir poco meraviglioso di socializzazione culturale, dove, tutte le cose che i canali ufficiali non ci dicono,  sono diffuse attraverso conferenze, video e incontri locali, anche in piccoli gruppi di undici persone, con una metafora calcistica, 10 giocatori e un capitano.
Attraverso grandi menti italiane, Antonino Galloni, Arnaldo Uccella, Giovanni Altieri e molti altri scienziati nei campi dell’economia, agricoltura, ingegneria, stiamo progettando insieme un nuovo Umanesimo.
Ecco cosa ci dice Antonino Galloni a Uno Mattina
Mentre i 5stelle ci parlano di reddito di cittadinanza  –  che poi in soldoni è un sussidio di disoccupazione purtroppo insufficiente a sostenere una famiglia e parziale nel tempo, se non lavori –  la nostra idea, nostra per chi ha sposato il progetto, è che l’essere umano è un valore per il proprio Paese. Valore che esprimendo i suoi talenti, naturali e sviluppati attraverso una formazione adeguata, può creare sviluppo e produzione in molti campi necessari nel nostro paese: agricoltura biologica, servizi alla famiglia, artigianato, piccola e media impresa che, come ci dice Antonino Galloni nella conferenza che trovate in basso, sono state volutamente distrutte a favore della grande impresa, con il bel risultato che abbiamo davanti agli occhi.
Noi, io con altre 100.000 persone, crediamo che l’essere umano sia nato per essere libero di esprimere i propri talenti e che uno Stato, che è fatto  di persone fisiche, abbia bisogno di noi per esistere. Quindi, uno Stato, per dirsi tale deve, come dovere istituzionale, crescere i propri cittadini e nutrirli affinchè arrivino a quell’eccellenza che più volte noi italiani abbiamo saputo dimostrare al mondo.
Il modo c’è.
 
se volete sapere come ci hanno deindustrializzato
 

Alla prossima

 
 

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