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Lazio

Fortunato? Sfortunato? Forse!

Una parabola zen

racconta di un contadino che aveva un cavallo per tirare l’aratro. Gli altri contadini gli dicevano:”Sei fortunato ad avere un cavallo a toglierti la fatica di arare!”. Il contadino rispondeva:”Fortunato? Forse!” Un giorno il cavallo scappò e tutti i paesani compativano il contadino:”Oh, come sei sfortunato che ti è scappato il cavallo proprio ora che viene da fare il lavoro più duro!” Il contadino rispondeva:”Sfortunato? Forse!” Un giorno il cavallo tornò con una giumenta che aspettava un cavallino.

I contadini a sbracciarsi:”Oh, sei proprio fortunato, non solo il tuo cavallo è tornato, ma ha portato con se una cavalla incinta!” E il contadino:”Fortunato? Forse!” Il figlio del contadino cercando di domare la cavalla cade e si rompe una gamba.”Oh povero te, il tuo unico figlio maschio si è spezzato una gamba ora come farai a raccogliere il grano?” E il contadino:”Sfortunato? Forse!” Dopo qualche gorno arrivò al paese l’araldo dell’imperatore a precettare tutti i figli maschi per andare a combattere i mongoli alla frontiera, una vera carneficina di giovani. Naturalmente il figlio del contadino con la gamba spezzata non poteva partire…
Questa parabola potrebbe continuare all’infinito. Ma quale messaggio ci trasmette? Ci insegna a guardare agli accadimenti senza attaccamento. E questa parabola zen, se vogliamo, rappresenta un po’ lo spirito equanime con cui gli aderenti al progetto Coemm riuniti nei salotti Clemm seguono il progetto. Innanzitutto qualsiasi cosa accada, prendila con filosofia, accetta il bello e anche il brutto, perchè non è detto che ciò che ci appare bello lo sia, nè che quel che ci appare brutto lo sia.
Penso alla serenità con cui Maurizio Sarlo e Maura Luperto ci guidano impavidi verso la meta. Loro, come noi colonne e plinti, siamo i costruttori della nostra fortuna!
Ora è arrivato veramente il momento di tirarsi su le maniche, il regolamento ce lo dice chiaramente, tra Capitano e Persona Ospite non c’è differenza, entrambi sono chiamati a diffondere con l’esempio il nucleo portante del progetto che è, la prima che mi viene in mente,  un cambio di paradigma da emissione a debito ad emissione a credito, nell’ambito economico, ma soprattutto una presa di coscienza collettiva per la quale noi diventiamo come i contadini della parabola.Ora ci dicono “Che polli a seguire questo progetto, siete dei folli, credete in una utopia irrealizzabile, come potete pensare che si possa eliminare la povertà, e poi l’Italia come nazione pilota? ma non sapete come sono fatti gli italiani? E dopo ci diranno:”Ah come siete fortunati, e se volesssimo anche noi la carta dei servzi, che dobbiamo fare?”
Io so quali saranno i primi acquisti che farò con la carta: rose rosse da donare a chi mi ha schernita, offesa e accusata di essere una polla. Perchè, come il contadino, credo che la fortuna non esista, ma solo gli occhi vedono ciò che vogliono vedere, i cuori sentono ciò che vogliono sentire, e restando uniti la nostra “fortuna” la condivideremo con tutti gli italiani, “buoni e meno “buoni”.
Come? Presto lo scoprirete!
Susanna Pistone RR Lazio CFP C7A

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