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Lazio

"Famolo strano"


( nella foto un capolavoro del neorealismo italiano “Riso Amaro”con Silvana Mangano e Vittorio Gassmann per la regia di Giuseppe De Santis )
Famolo strano? No, semplicemente Migliore!
Questa frase – famolo strano –  la ricorderete, la pronunciava Verdone o meglio il suo personaggio “Ivano” nel film “Viaggi di nozze”.
Ed è un titolo un po’ provocatorio in riferimento al Mondo Migliore che vogliamo costruire tutti insieme.
Lo vogliamo “strano” perchè a tutti, tranne che a noi del Pogetto Coemm, sembra impossibile che l’essere umano meriti di vivere libero, condividendo il tempo con i propri cari e gli amici a: conoscere cose nuove, vivere a contatto della Natura, di  nostra Madre Terra, coltivarla secondo le antiche e nuove tecnologie: agricoltura biologica, permacultura e magari anche esprimere il proprio talento mettendolo a disposizione della società…
Si, lo confesso, lo vogliamo così “strano” questo mondo perchè vogliamo dare informazioni fuori dal coro omologato, facendo diffondere la bellezza delle Arti: figurative, performative, multimediali, teatrali e CINEMATOGRAFICHE, l’arte che somma tutte le altre arti: recitazione, composizione musicale,  scenografia, scrittura, fotografia, costumi, regia …
Lo vogliamo così strano questo mondo, che ci stiamo inventando un modo nuovo anche di concepire il Cinema, non solo prodotto ma distribuito in modo innovativo e avvicinabile a tutti, un’Arte veramente a portata di mano che darà spazio al turismo, creerà un’infinità di posti di lavoro e riporterà il Cinema Italiano allo splendore di cui è già stato capace in passato, andando a riaprire tutte quelle sale cinematografiche che ora sono tristemente chiuse in ogni città e Paese…
Lo vogliamo “strano” questo mondo, perchè non vogliamo che un condominio, come il mio ad esempio, tenga al freddo tutti i condomini, perchè molti, disoccupati o pagati una miseria, non sono in grado di versare le quote condominiali.
Strano questo Mondo Migliore che vogliamo, dove i doveri civili siano ad esempio, andare a votare qualcuno che rappresenti veramente i bisogni delle persone: un tetto, cibo in tavola e, ultimo ma non ultimo nel senso della vita, dare il proprio contributo alla società civile, diffondendo la propria conoscenza, esperienza, condividendo i saperi, creando una cittadinanza coesa e solidale dove la Cultura sia veramente Sociale, per unire le persone e non dividerle e soffocarle di bollette,  tasse e comunicazioni equitalia. Sembra un discorso semplicistico, ma non lo è. Putroppo quando arrivano le bollette, le tasse, le multe e non sai come pagarle, restare sereni è impegnativo.
La follìa non è quello che vogliamo creare noi, ma il mondo allo stato attuale, dove le mamme smettono di allattare, non per scelta, ma per ritornare al lavoro a causa del job act, dove i padri stremati non hanno la forza di giocare coi propri figli, dove i vecchietti cercano nella spazzatura di che nutrirsi e dove il cibo stesso, anche se sembra buono e fresco, è spazzatura a livello nutrizionale.
Lo vogliamo fare strano questo mondo, perchè ogni bambino possa essere rispettato nella sua essenza di essere vivo e in salute, tutelandola e valutando caso per caso il piano vaccinale a cui sottoporlo, affidato alla cura di medici che non applichino un protocollo, ma si rifacciano al giuramento di Ippocrate, prima cosa non nuocere…
Lo vogliamo strano perchè vogliamo che i bimbi crescano apprendendo attraverso il gioco e non la costrizione sui banchi per 8 ore al giorno per poi essere portati dal dottore perchè presentano la ADHD, disturbi dell’attenzione quando invece, forse, godendo di buona salute correrebbero nei prati invece di ipnotizzarsi su uno schermo televisivo che li bombarta di stereotipi e di publicità occulta o palese…
Sta per arrivare il Natale, festa apparentemente consumistica, ma anche un momento per fermare la frenesia del lavoro senza anima che molti svolgono e rifugiarsi nel calore della famiglia.
Ciò che tutti desideriamo, senza tema di smentita è che questo Mondo ritrovi quella leggerezza che solo i bambini sanno avere, quel vivere l’attimo così intensamente da dimenticare che vi sia un tempo diverso da quello che viviamo ora.
Il domani parte da qui, dalla CONSAPEVOLEZZA che NOI siamo responsabili e fautori del nostro domani. Sappiamo che per le persone che non conoscono nell’intimo il Progetto pensano che noi siamo dei sognatori che credono in una utopia ma il mio santo preferito diceva una cosa che qui calza a pennello:”Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.”
(Francesco d’Assisi)
Noi italiani abbiamo avuto e abbiamo ancora delle eccellenze all’altezza del nostro Progetto, uno di questi era Adriano Olivetti che fece della sua fabbrica un Paradiso in Terra, se non lo conoscete è il momento di farlo. Olivetti diceva così: “Spesso il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità o coraggio di fare.
Ecco, noi abbiamo il coraggio di fare, chi ci ama, ci segua.
Susanna Pistone RR Lazio CFP C7A

 
 

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