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Lazio

Abbattere la fiacchezza del pensiero

https://youtu.be/zI8YIzWltHM

La conoscenza è messa in un angolo da molti, da troppi. Coloro che sanno vengono equiparati a coloro che non sanno, perché uno vale uno e…… siamo in democrazia. Molti, troppi, non controllano le sorgenti di ciò che pensano sia conoscenza, quando invece non lo è. Molti, troppi, abbandonano il dialogo e il pensiero ragionato e profondo, lo spirito critico. Molti, troppi, non vogliono sprecare tempo a capire la posizione dell’altro e la sua validità: se è solo un’ opinione non giustificata o un’ opinione giustificata. Tutto ciò è segno di una di una fiacchezza del pensiero che accompagna la nostra vita relazionale e comunitaria. Siamo costretti a interloquire ed avere rapporti con chi della fiacchezza a della debolezza del suo pensiero se ne è fatto vanto implicito. Questi signori del pensiero fiacco non si rendono conto che la loro ignoranza e mancanza di capacità di pensare è una sorta di FALLIMENTO CONOSCITIVO: non vivono appieno la loro EPOCA conoscitiva in costante EVOLUZIONE perché forse non sanno nemmeno che cosa essa sia e che cosa essa consenta. È uno “svantaggio corrosivo”, uno svantaggio che corrode anche altre loro/nostre/mie capacità valoriale , come, prima fra tutte, la capacità di decidere in ambito individuale per la propria vita/ dignità e della vita dei propri cari, e in ambito collettivo per la vita di tutti. SONO STANCO DI ESSERE RAPPRESENTATO DA POLITICI che TENGONO SOLO IN CONSIDERAZIONE LA FORZA DEI DESIDERI ” DI VENTRE” DEL POPOLO E DI COME ESSI DEBBANO ESSERE TENUTI IN GRAN CONTO DA CHI VUOLE GESTIRLO A SUO FINE ANNIENTANDO LA DIGNITÀ DEL SINGOLO E DELLA COMUNITÀ.
” Uno sciocco trova sempre uno più sciocco che l’ ammira”. Uno stupido e un bandito trovano sempre uno sprovveduto( e talvolta anche un intelligente che è momentaneamente sprovveduto) disposto a seguirli.
Canto I de Art Poetique di Nicola Boileau-Despreaux.
Un poeta italiano, Giacomo Ca’ Zorzi, conosciuto come Giacomo Noventa commento’ poeticamente il detto di Boileau, utilizzando la categoria veneta di ” mona”:
Raza de mone, ‘ sti mone,
No’ sa de èsserlo.
Xe’ che i pari xe’ mone, e lo ge’ra
Anca i pari dei pari, e lo xe’
I parenti, i amici e le done
Che se contenta de lori.
Ah Boileau!, la disgrazia xe’ massa
Più granda de quel che ti scrivi;
Un imbecil trova u’n che lo amira
Anca in u’n, de lu’ manco imbecil.
Nei nostri paesi go’ visto,
E più d’una volta, Baileau,
I più mone esser genii.
C’È CHI DICE NO. IO DICO NO. TANTE PERSONE DICONO SEMPRE PIÙ NO NO NO: IO/NOI NO CI STIAMO.
La soluzione è, nonostante le difficoltà, abbattere la fiacchezza conoscitiva tornando bambini, curiosi e felici di esplorare e conoscere un Mondo Nuovo. Ora, da grandi anche un Mondo Migliore PERCHÉ ESISTE e và conosciuto. L’ unico Mondo ad oggi che può ridare DIGNITÀ AL SINGOLO e di riflesso all’ intera COMUNITÀ. Ognuno con i suoi tempi e possibilità ha la possibilità di contribuire a risollevare il Nostro Amato Paese e saremo di buon esempio per il resto del Mondo.
IO CI CREDO. E TU AMICO/A MIO/A??????????????????????????????????????
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