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Lo Stato che vorrei 1/11 : Una Repubblica democratica fondata sul VALORE UMANO

 

 

 

Lo Stato che vorrei : Una Repubblica democratica fondata sul VALORE UMANO

CFP POLIS Politica Culturale a servizio dell’Essere Umano e del suo Valore

6. LO STATO CHE VORREI a cura del SC Genova Rodolfo Spirandelli

 

           IL DEBITO PUBBLICO

Einstein ha detto una cosa che, a prima vista, pare ovvia, tanto è semplice ed universale:
“… Non si può risolvere un problema con la stessa mente/mentalità che lo ha generato”.
Leggendo i proclami pre-elettorali di ogni partito (ma magari partissero una buona volta… e per destinazione ignota!), si può notare l’abbondanza di buone intenzioni (le famose promesse
elettorali, appunto…), nei riguardi delle negatività in cui versa l’Italia: debito pubblico, disoccupazione, sanità, scuole e chi più ne ha più ne metta. Ma quello che balza agli occhi (se non ce li abbiamo foderati di prosciutto), è che nessuno spiega COME vuole raggiungere questi obiettivi.
Partiamo dallo spauracchio per antonomasia: IL DEBITO PUBBLICO.
Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, il nostro più grande problema non è il debito
pubblico, ma la nostra IGNORANZA abissale! Continuiamo a ripetere supinamente quello che ci dicono i media in genere, senza un minimo di spirito critico… Devo ammettere che io per primo, fino a qualche mese fa, non ne sapevo nulla… ma ho cercato di documentarmi e voglio condividere le mie personalissime osservazioni.

Cominciamo da una semplice domanda: ma se fosse vero che un debito pubblico al 3% del PIL sia deleterio per uno Stato (come vuol farci credere la commissione europea…), com’è possibile che il Giappone, con un debito al 240% del PIL, abbia potuto ricostruire il Paese dopo lo tsunami?
Il problema è semplicemente nel significato delle parole e di  come queste vengono usate.

Originariamente il Debito era chiamato PUBBLICO perché era una sorta di patto fiduciario con i cittadini, i quali, comprando BOT e CCT, PRESTAVANO denaro (il cosiddetto RISPARMIO),
allo Stato per tutte le sue incombenze, grandi opere comprese, in cambio di un piccolo interesse. Su cosa si basava questo tacito accordo? Sul fatto che LA MONETA ERA CREATA DALLO STATO nella quantità che riteneva necessaria. Questa si chiama SOVRANITA’ MONETARIA.
Ma allora dove nasce il problema? Dal fatto che i nostri grandi “statisti” hanno accettato di condividere, con gli altri stati europei, una moneta unica: l’Euro, che non è più una moneta pubblica ma PRIVATA: cioè viene creata dalla Banca Centrale Europea a costo zero, e viene data IN PRESTITO agli Stati membri, dietro ovviamente un piccolo interesse. Ecco perché il Debito Pubblico è diventato una palla al piede: perché da PUBBLICO, il debito dello Stato è diventato PRIVATO (anche se continuano a chiamarlo pubblico)… cioè i creditori non sono più i suoi Cittadini ma la BCE, cioè UNA BANCA PRIVATA (come sono private anche tutte le banche italiane, compresa la Banca d’Italia!).
“… Il Re era nudo, ma nessuno se voleva rendersene conto, finché un bambino, nella sua
innocenza, si mise a gridare: il Re è nudo!”.
Oggi lo stesso bambino potrebbe fare una semplice domanda: “Ma se tutta la moneta circolante proviene dalla BCE, e questa ne presta 100 a me Stato, dove vado a prendere i soldi per pagare gli interessi? Anche la risposta è semplice: da nuove tasse o svendendo i gioielli di famiglia…

Ma c’è una buona notizia: non c’è bisogno di uscire dall’Europa né tanto meno dall’Euro!
Basterebbe che, e si può fare dall’oggi al domani (e i trattati europei CONSENTONO DI FARLO), lo Stato decidesse di emettere una moneta parallela, valida solo per il mercato interno, con la quale gestire tutte le funzioni proprie di uno Stato che voglia occuparsi dei suoi cittadini, come recita la Costituzione Italiana.

Questo non lo dico io ma un grande Economista di fama internazionale, che incidentalmente è italiano… e potrebbe egregiamente svolgere le funzioni di Ministro del Tesoro. Provate a
digitare su Google il nome di Antonino Galloni, e guardatevi un po’ di video delle sue conferenze e interviste

https://youtu.be/CNbT2YM2xpY

 

Tutto questo per dire che chi parla di riduzione del debito pubblico nei soliti termini, o è ignorante o è in malafede, e perciò io non lo voterò mai.

Concludo dicendo che… ho trovato un Programma Elettorale, di soli 11 articoli, che prende in considerazione questi aspetti come piace a me e, nei prossimi post li prenderò in esame uno ad uno.

GRAZIE A  Rodolfo Spirandelli e in memoria di Laura Bono ❤

Davide Destro

La buona comunicazione: è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di bloggers che si ispirano alle linee guida dell’Associazione no profit COEMM (Maura Luperto Presidente e Maurizio Sarlo Fondatore) Info:

http://www.coemm.org

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