Il momento storico che stiamo attraversando è davvero molto particolare, ma c’è chi sembra non abbia compreso la gravità di certe azioni. Ad esempio in zona Casilino, per un party, sono scattate le denunce: 4 persone riunitesi in un appuntamento ed accompagnati da alcool e musica ad alto volume, con l’ intento di proseguire fino all’ alba, sono state interrotte dalle forze dell’ ordine allertate dai vicini. La denuncia contestata è quella che riguarda la violazione dell’ articolo 650  del codice penale, quello che sanziona l’«inosservanza dei provvedimenti dell’ Autorità».                                                                                                                                                                                                    Come scrive il Messaggero a firma di Lorenzo De Cicco una volta entrati in casa, i vigili hanno controllato i documenti dei 4 festaioli e hanno scoperto che solo un uomo, di 30 anni, risiedeva nell’appartamento. Altre due donne abitavano in zona, ma non in quella casa, mentre un’altra ragazza, sempre trentenne, era arrivata da Ostia. Tutti e quattro sono stati denunciati. Sorpresi per l’intervento degli agenti della Polizia locale, mentre venivano annotate le loro generalità, hanno replicato con stizza: «Perché ci chiedete i documenti? Ora nemmeno a casa possiamo fare come vogliamo?». Il untop, ovviamente, non è lo schiamazzo – che al più avrà infastidito chi abita nei paraggi ma lo spostamento immotivato, nel pieno di una pandemia che sta causando migliaia di morti e decine di migliaia di contagiati. E l’unico rimedio, come ripetono tutti da due settimane e passa, è restare a casa. Ma nella propria. Le cene, per un po’, si possono rimandare.  
Si ricorda che gli spostamenti sono consentiti solo per «necessità comprovate» e la Polizia locale, guidata dal comandante generale Antonio Di Maggio, sta raccogliendo le segnalazioni di schiamazzi e raduni numerosi. Come detto, si rischia una denuncia penale. Insomma, la questione non è da sottovalutare, del resto è proprio a causa di certi comportamenti superficiali – esempio: le folle di giovani che si accalcavano nei rioni della movida fino al weekend dell’8 marzo, quando l’epidemia era già esplosa che il contagio si è ulteriormente propagato.

Saranno sempre di piu’ i controlli, a Roma ed in tutta Italia, fino a che questo maledetto virus ci lasci in pace, pertanto atteniamoci a ciò che le autorità ci indicano, e se davvero non avete senso civico ( già grave di per sè ), e non vi stà a cuore la salute dei vostri concittadini e connazionali, state almeno attenti alla vostra fedina penale.

JFD

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