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Uomini e Donne Storie

Sette dì: Sorella Morte

<<Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare>>.

(Dal Cantico delle Creature di San Francesco)

Questa settimana, la cosa che ci ha colpito di più, è stata sicuramente una telefonata che abbiamo ricevuto da uno dei tanti amici che il progetto Coemm, ci ha regalato in tutta la penisola, isole comprese e anche dall’estero. Salvatore è un arzillo novantaquattrenne, che vive in un piccolo paese della Sicilia, circondato dall’affetto dei propri cari e dei suoi concittadini, che per tanti anni lo hanno voluto sullo scranno più alto del loro palazzo comunale. È un uomo che arriva da un’altra epoca; quella in cui l’onore ed il rispetto, soprattutto per la polis, per la comunità e per l’Uomo, avevano la preminenza su tutto. Con Salvatore abbiamo parlato e commentato la situazione attuale in questa società partitocratica, che mira al potere più che al servizio, con una affermazione della violenza verbale, spesso basata sulla mistificazione.

Tra i tanti temi che abbiamo dibattuto nel corso delle nostre conversazioni telefoniche, c’è stata un’affermazione che ci ha colpito particolarmente e che crediamo sia giusto condividere con voi. Spesso con gli amici che ci contattano, discutiamo sul paradigma che muove questa società, che di fatto cancella continuamente la dignità nell’esistenza delle persone; nessuno fino ad oggi ci aveva esternato invece un altro aspetto della dignità, che ci viene continuamente calpestata, come ci ha fatto notare invece il buon caro Salvatore. Crediamo che sia abbastanza semplice commentare l’offesa alla dignità umana, che possiamo osservare ogni giorno soprattutto da parte della politica e dai suoi politicanti, ma Salvatore ha detto una frase, che ci ha ferito profondamente, rendendoci consapevoli di un aspetto che muove milioni di anziani nel nostro paese, che raggiunta la terza età, di fatto vengono gettati alle ortiche in attesa che tolgano il disturbo. Tale condizione la ritroviamo in tutte quelle persone, che si ritrovano a combattere contro malattie insuperabili, che hanno sempre e comunque un comune denominatore: il termine prematuro dell’esistenza di un essere umano.

Parlando del suo impegno passato, soprattutto in ambito civico e politico, Salvatore ci ha esternato una sofferenza, legata al fatto che tutto quel bagaglio di valori e conoscenze democratiche che ha maturato nel corso di sessanta anni di attività pubblica, di fatto verranno persi con la sua scomparsa e soprattutto che in questi suoi ultimi anni di vita, nei quali grazie alla sua esperienza potrebbe aiutare a formare le persone rispetto ad una visione “pulita e di servizio” della politica, a nessuno sembra interessare quel valore umano e sociale, che lui potrebbe mettere a disposizione degli altri. Tutti hanno un sogno nel cassetto ma molte volte facciamo l’errore di considerare gli anziani, come delle entità che hanno raggiunto tutti i loro scopi e che non hanno più sogni nel cassetto. Salvatore invece ci ha regalato una delle più grandi emozioni di quest’anno, quando ha detto, che lui spera ancora che le cose cambino presto e che gli venga data “la possibilità di morire con dignità”, permettendogli infine di sentirsi utile, fino al suo ultimo giorno di passaggio su questa terra.

Siamo talmente presi dalla voglia di ritrovare una dignità nel vivere, che spesso dimentichiamo che a tantissime persone, oltre a tutto il resto, viene anche tolta la dignità della morte e per le sue parole, vogliamo ringraziare Salvatore, che ci ha permesso di pensare a questo aspetto della nostra esistenza, che troppo spesso viene sottovalutata o ignorata. Dobbiamo ricordare sempre che il valore dell’esperienza, spesso legato dell’età di una persona, lo realizziamo solo se riusciamo a trasferire la sua conoscenza a chi lo seguirà; altrimenti si rischia di avere vissuto invano.  Sorella Morte non è mai il peggiore dei nostri mali, ma dobbiamo fare in modo che quello che la vita ci ha regalato, non venga mai disperso dopo il nostro passaggio o che Sorella Morte se lo porti via con la nostra vita.

 “L’esperienza non è che uno spiraglio dal quale ci giungono bagliori delle cose eterne”. (Pavel Florenskij)

Daniele Lama Trubiano 2019©

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