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Paroliamo: “Semper Fidelis”.

<<C’è qualcosa che mi turba. Ancora mugugni, ancora lamentele, ancora scetticismo, proteste, maldicenze di seconda, terza e quarta mano. Ma ci crediamo o no a questo progetto? Abbiamo o non abbiamo fiducia in Maurizio? Io personalmente ho grande fiducia in un progetto che, nella sua completezza costantemente in divenire, è l’unica alternativa al fallimento totale prima del nostro paese, poi della intera umanità! Ed ho molta fiducia in Maurizio, avendolo anche conosciuto personalmente ed avendo ricevuto così il suo messaggio frequenziale, vibrazionale, ancor prima di quello verbale! Dunque, se abbiamo fiducia continuiamo con entusiasmo ed amore; se al contrario non ne abbiamo, lasciamo andare tutto! Non rimaniamo a diffondere il malcontento che come un brutto virus contagia gli altri, abbandonandone la frequenza vitale! Chiedo scusa per lo sfogo, ma sentivo di farlo e il mondo migliore, a mio avviso, nasce innanzitutto dall’essere sé stessi, spontanei e sinceri. (Anna Nagliati)

Certamente non amo portare esempi militari nelle mie esternazioni mirate a creare una consapevolezza di un Mondo Migliore. È indubbio però che se dobbiamo portare l’esempio massimo della fedeltà a qualcosa, il corpo dei Marines degli Stati Uniti, è il più fulgido esempio dell’espressione di tale concetto, che addirittura hanno racchiuso nel loro motto: “Semper Fidelis”.

Nell’antica Roma, questa locuzione latina, indicava la massima fedeltà agli imperatori. Si ritiene che fosse la frase di chiusura dei discorsi davanti al popolo, dei senatori dell’antica Roma, i quali con “Semper Fidelis” si rivolgevano a all’imperatore e successivamente alla repubblica. Nel medioevo “Semper Fidelis”, veniva utilizzato per rivolgersi al papa, come dimostrazione della fede in Dio e nella sua rappresentazione terrena. Oggi tale locuzione è utilizzata in senso lato, per indicare la totale adesione e fiducia verso un ideale, un pensiero o l’agire di una persona.

Anna è una grandissima mamma che lavora negli agriturismi della Val di Pesa, che ho conosciuto a Torre del Lago in occasione di una tappa toscana del “New Humanis Tour 2018”. È una persona corretta, sanguigna e leale e proprio queste sue caratteristiche l’hanno portata, nei giorni scorsi, a pubblicare sulle pagine social del progetto per un Mondo Migliore, il post con cui oggi ho aperto questo articoletto. La sua esternazione, dalla quale emerge un amore viscerale per il progetto Coemm, pone l’accento su quell’essere “Semper Fidelis”, che dovrebbe illuminare la strada di chi ha deciso di seguire il regolamento ed il progetto di Coemm. Questo suo sfogo, sicuramente apprezzabile per quanto dimostra come attaccamento a questa grande iniziativa umanistica, parte però secondo me da un assunto sbagliato. Il suo reclamare a coloro che dicono di credere in questo progetto di essere “Semper Fidelis”, mostra chiaramente l’errore di fondo di sbagliare il soggetto al quale quella fedeltà dovrebbe essere dimostrata. Chi segue il progetto da tre anni, dovrebbe avere raggiunto la consapevolezza che adesso, facendo a pieno parte di un progetto che vuole rappresentare il tutto e non solo di una parte di ciò che ci circonda, non è più comprensibile il dichiarare fiducia verso colui che questo progetto lo ha inventato e ce lo ha fatto conoscere.

Noi non abbiamo più la necessità di dimostrare di essere sempre fedeli al capo, all’impero o al Papa, bensì dobbiamo andare oltre impegnandoci per fare in modo che la nostra fedeltà, risponda adesso sempre e comunque a quell’idea che abbiamo deciso di seguire. Il “Semper Fidelis” dei Marines americani, di fatto non rappresenta la loro fedeltà alla Nazione o al corpo di cui fanno parte, ma la loro fedeltà all’idea di quel corpo. Un marines, sarà sempre un Marines, anche quando non farà più parte del servizio attivo. Ecco che l’esempio che noi dobbiamo seguire nel progetto fondato da Maurizio Sarlo, oggi Presieduto da Maura Luperto, è proprio quello dell’essere fedeli ed avere piena fiducia, in quella consapevolezza che noi abbiamo raggiunto, verso la possibile realizzazione del progetto Coemm. Se inizieremo davvero a ragionare in questi termini, non solo non avremo scusanti nel momento in cui non riuscissimo a realizzare quanto vorremmo, ma soprattutto saremo sicuri che nessuno potrà mai dirci, che questo progetto ci ha sfruttato o ingannato. Siamo solo noi che possiamo ingannare noi stessi, rimanendo tra le fila di coloro che galleggiano invece di spostarci davanti alla nave per tirarla a riva.

Dopo tre anni di progetto Coemm, chi ha effettuato questo percorso con amore, altruismo ed etica, non ha necessità di affermare di fidarsi di Coemm, di Maurizio Sarlo o di Maura Luperto, ma più semplicemente sentirà dentro di sé, di essere lui stesso il soggetto a cui dimostrare di essere “Semper Fidelis” a questo progetto, semplicemente perché in realtà è lui stesso il progetto. Oggi chi ha compreso davvero la grandezza e le potenzialità dell’idea di nuovo umanesimo pensata da Maurizio Sarlo, non dirà: <<io faccio parte del progetto Coemm>>, ma affermerà a gran voce: <<Io sono il progetto Coemm>>.

Grazie ad Anna per lo spunto che ci ha dato con il suo post.

Daniele Lama Trubiano 2019©

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