Home>Blog>Uomini e Donne Storie>Immagina: “Io voglio stare Malato”.
Uomini e Donne Storie

Immagina: “Io voglio stare Malato”.

“In materia amorosa i pazzi sono quelli che ne sanno di più. Non chiedere d’amore agli intelligenti, amano intelligentemente, che è come non aver amato mai”. (Julio Cortázar)

Ho sempre pensato che nessuno può dare davvero consigli agli altri, convinzione che tra l’altro trovo rafforzata in De Andrè, quando ci ha cantato che “la gente dà buoni consigli, se non può più dare cattivo esempio”.  Nonostante questo, spesso, pur non avendone titolo, vengo contattato da tanti di voi, affinché io provi ad aiutarvi ad uscire da situazioni delicate o di conflitto.

Due anni fa, per esempio, mi chiamò un referente provinciale e mi chiese “un consiglio”, su come si sarebbe dovuto comportare, in una vicenda che lo vedeva coinvolto. Stava portando avanti un progetto che vedeva coinvolte anche delle aziende private, che avrebbero potuto contribuire economicamente a tale iniziativa, ma che avevano accettato di collaborare per sua mera conoscenza personale. Il referente che stava sopra a lui, avocò a sé il progetto provocando la sua indignazione e la sua uscita da quell’iniziativa. Lui si sentì defraudato e il fatto di non seguire più quell’iniziativa, stava portando quel progetto ad un punto morto; inoltre i rapporti con il suo referente si erano “guastati”. Questa persona che mi ha contattato, aveva due doti però che risultano fondamentali: era una persona intelligente e credeva veramente nel progetto per un mondo migliore…

In questi ultimi mesi, abbiamo visto la fuoriuscita di alcune persone che sembravano dover spaccare il mondo per contribuire a realizzare il nostro progetto per un nuovo umanesimo. Molti di questi hanno giustificato la loro fuoriuscita, non come una perdita di fiducia nel progetto, ma a causa di alcune situazioni che vedevano coinvolte altre persone, che a loro dire li hanno portati a non credere più nella bontà dello stesso. Contestualmente al loro abbandono, queste persone hanno comunque espresso l’amore verso il progetto Coemm, dichiarando altresì la necessità di allontanarsi per “guarire” da qualcosa che li stava turbando.

Questa loro scelta, di per sé insindacabile, mi ha fatto ritornare alla mente una delle scene più belle che il grande Massimo Troisi ci abbia mai regalato. È tratta da “Il postino”, che ritengo essere il film italiano più bello di tutti i tempi e racconta il momento in cui il postino Mario Ruoppolo (Massimo Troisi) si reca dal suo “amico” Pablo Neruda (Philippe Noiret), per comunicargli di essersi innamorato.

Io ritengo che se stai provando veramente amore per qualcosa, non puoi abbandonarlo o allontanartene, solo perché questo ti crea turbamento o un dissenso interiore. Se ami davvero qualcosa, anche se ritieni che possa avere qualcosa di sbagliato, lotti e combatti per cambiarlo dall’interno e non scappando. Probabilmente noi che continuiamo a lottare per il progetto ideato da Maurizio Sarlo, siamo veramente utopici e sognatori, profondamente malati di un amore viscerale verso qualcosa che è sì, difficile da realizzare, ma che alla fine è l’unico carburante che abbiamo, che possa essere in grado di farci davvero sperare di cambiare il paradigma di questa società. Certamente i ritardi, alcune défaillance e soprattutto una certa arroganza, che a volte emerge in chi dovrebbe invece contribuire a portare avanti il messaggio di Pace e di Serenità proposto da Maurizio Sarlo, può creare sbandamenti nelle nostre certezze, ma l’amore che abbiamo verso l’idea del progetto Coemm, è una di quelle malattie che ci deve portare a sostenere che, nonostante tutto, come Mario Ruoppolo, “Noi vogliamo stare malati”.

Quando mi contattò quel referente due anni fa, per chiedermi come si doveva comportare, io gli risposi che non ero in grado di dargli una risposta ma gli dissi: <<Prima devi capire se vuoi fare i tuoi interessi o quelli del progetto. Quando avrai capito questo, forse troverai la risposta>>. Dopo qualche settimana, mi richiamò dicendomi che aveva pensato molto a quello che gli avevo detto, ed alla fine aveva mandato un messaggio al suo “referente”, dicendogli che gli dispiaceva che ci fossero state incomprensioni tra di loro e che comunque, se avesse avuto bisogno di lui, era a sua totale disposizione. Quel referente successivamente lo aveva chiamato e avevano iniziato a collaborare insieme a quel loro progetto, ottenendo grandi risultati.

La scelta di quella persona che mi aveva contattato, era stata quella di passare sopra a tutte le personalizzazioni delle problematiche interne al progetto, per pensare esclusivamente al “Bene del Progetto”. Io credo che chiunque “smetta di stare malato” nel progetto Coemm, oltre a perdere l’occasione di contribuire a realizzare un mondo migliore, crei anche un grande danno al progetto stesso, proprio per il fatto che andrà a fare mancare il suo indispensabile contributo. Abbiamo chiesto a Maurizio Sarlo, cosa può comportare per il progetto, questa emorragia di personaggi, che avevano visibilità nel progetto e il fondatore di Coemm, ci ha risposto che comunque alla fine “il Bene vince sempre sul Male”.

Caro Maurizio, anche io sono convinto che “Amor Omnia Vincit” e anche per questo ti ribadisco con tutto il cuore e con tutta la mia convinzione e sono convinto che tanti altri vorranno partecipare nei commenti a questa mia esternazione, che rispetto al tuo meraviglioso progetto per un Mondo Migliore: <<Io voglio stare malato!>>.

Daniele Lama Trubiano 2019©

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *