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Immagina…  Nuove povertà

“La pazienza fa contra alle ingiurie non altrementi che si faccino i panni contro del freddo; imperò che se ti multiplicherai di panni secondo la multiplicazione del freddo, esso freddo nocere non ti potrà; similmente alle grandi ingiurie cresci la pazienza, esse ingiurie offendere non ti potranno la tua mente”. (Leonardo da Vinci)

In queste parole del grande genio toscano, riscopriamo oggi una triste realtà che vede coinvolte tante persone anche nel nostro paese. Da alcuni mesi l’iceberg della povertà, è finalmente apparso in tutta la sua grandezza, dopo anni in cui chi ha governato, ci ha fatto credere che in Italia questo problema non esistesse o al massimo riguardasse una minima parte della popolazione. Oggi sappiano che 5,5 milioni di persone vivono nella nostra penisola al disotto della soglia della povertà mentre altri 9 milioni li stanno raggiungendo; in totale sono un terzo della popolazione che vive al limite o al di sotto di quello che dovrebbe essere garantito ad un essere umano. L’invito di Leonardo a coprirsi di più per non sentire il freddo, nella misura in cui ci dovremmo tutelare dal subire ingiurie e offese, rimbalza nel muro di gomma di uno stato canaglia, che non vuole vedere i veri problemi del proprio popolo, perdendosi dietro a misure di facciata che poco hanno a che fare con le reali esigenze della popolazione e soprattutto di quella parte che oggi si ritrova, magari dopo quaranta anni di lavoro, a vivere di stenti senza potersi permettere nemmeno il minimo indispensabile. L’offesa e l’ingiuria delle istituzioni nei confronti di chi per anni ha alimentato la cosa pubblica con il sudore della propria fronte, oggi si materializza in quella mancanza di dignità a cui queste persone si sono ritrovate, proprio quando la loro vita invece avrebbe dovuto presentargli il conto di una tranquillità, di una serenità e di un’agiatezza guadagnata in tanti anni di lavoro. Invece oggi abbiamo sia pensionati che persone di età avanzata che continuano a lavorare, senza nemmeno potersi permettere di scaldare la propria casa. È una nuova categoria di indigenti che chiamano i “Poveri energetici” e sono quei 10 milioni di italiani che non accendono mai il termostato nelle proprie abitazioni.

Pensare che ci sono 9,5 milioni di persone che hanno lavorato una vita o stanno ancora lavorando, che non possono permettersi di spostare il termostato della propria casa su “ON”, è l’immagine devastante di questa società che oltre ad averci tolto la dignità, la salute, la serenità, i ricordi oggi ci ha levato anche il calore domestico. Sono sempre di più le case morse da un freddo glaciale, nelle quali si va solo a dormire o a mangiare, per chi ha ancora la possibilità di cucinare. Tutto questo tra il menefreghismo più totale di chi potrebbe cambiare le cose, tracciando finalmente una netta linea di demarcazione con le lobbie che gestiscono petrolio, gas naturali, carbone e nucleare, per sviluppare veramente a fondo quelle misure alternative energetiche, che oggi potrebbero permettere veramente a tutti di riscaldare la propria casa a costo quasi zero.

Tre anni fa abbiamo aderito ad un progetto per un Mondo Migliore, con l’idea che avremmo potuto in qualche modo contribuire a realizzarlo. Oggi quella volontà è divenuta un obbligo per tutti noi, nella consapevolezza che questa società invece di riportare un benessere diffuso, si limita spesso a creare nuove categorie di persone che spesso hanno davanti alla loro definizione un aggettivo come nel caso dei “poveri energetici”. Le soluzioni ci sono e sono a portata di mano, tutto sta a riuscire a mettere nella stanza dei bottoni, qualcuno che pensi solo ed esclusivamente al bene del popolo, o forse basta che quelle persone ritrovino una virtù che oggi sembra quasi estinta: l’Onestà.

“Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo solo bisogno di più gente onesta”. (Benedetto Croce)

Daniele Lama Trubiano 2018©

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