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Fatti non foste… a viver come bulli

“Se il mondo è pieno di prepotenti la colpa è di chi non lo è”. (Alessandro Morandotti)

Un anno fa, Michele si buttava da un cavalcavia ad Alpignano nel torinese. Michele era un bravo ragazzo di soli 17 anni, a cui la vita aveva già chiesto tanto, con quel vaccino scaduto che gli era stato iniettato nei primi mesi di vita e che gli aveva mortificato gli arti, creandogli una diversità fisica, che invece di ottenere sostegno e aiuto dai suoi coetanei, lo aveva messo al centro di un meccanismo di denigrazione e scherno, che alla fine ha distrutto anche la sua psiche, portandolo a compiere quel gesto estremo. Oggi ad un anno di distanza nessuno è stato denunciato o indagato per quegli atti di bullismo e Maria, la madre di Michele, continua disperatamente una battaglia contro il tempo, affinché coloro che hanno contribuito con la loro cattiveria al suicidio del figlio, paghino le loro colpe di fronte alla Giustizia, prima che il caso venga archiviato. Qualcuno potrebbe affermare che comunque questi esseri paghino già moralmente il peso di quella disgrazia, con il peso sulla loro coscienza, ma quello che è successo al funerale di Michele, a cui ha assistito la madre, deve fare riflettere e agire ognuno di noi, affinché, la piaga sociale del “bullismo”, sia estirpata per sempre dalla nostra società.

Maria è dietro il feretro che accompagna il suo adorato figlio al cimitero, mentre transitano accanto ad un muro, sul quale è esposta la locandina mortuaria con la foto sorridente di Michele. La mamma guarda quell’immagine in modo assente, in mezzo a suoni di voci incomprensibili di persone che lo stanno piangendo o che lo stanno ricordando. In mezzo a quel vomito di emozioni, Maria affranta come la Pietà di Michelangelo, sente nitidamente la voce di un ragazzo che indica la foto di suo figlio: <<Eri brutto anche da vivo!>>.

Ma siamo davvero questo? Davvero si può arrivare a denigrare il diverso, non rispettando nemmeno la morte? Io credo che la nostra società sia ad un punto di non ritorno; dobbiamo agire ed intervenire tutti assieme, per resettare il male e la cattiveria che ha impossessato questa società o altrimenti rischiamo di andare incontro ad un futuro completamente privo di valori e di rispetto.

Stare a guardare senza fare nulla, equivale a essere complici di chi prende in giro una ragazza o un ragazzo per motivi fisici, sessuali o per qualsiasi altra causa, che li renda diversi dalla massa. Se vogliamo creare davvero un Mondo Migliore, dobbiamo impegnarci in prima persona affinché nessuno possa pensare di sacrificare la propria esistenza alla prepotenza altrui.

Ciao Michele, sono convinto che almeno adesso tu abbia trovato un po’ pace in mezzo a quegli Angeli, che possono godere della tua immensa bellezza.

Purtroppo, quello che è accaduto a Michele, trova terribilmente riscontro nelle parole di Giacomo Leopardi che due secoli fa, a causa di alcuni problemi fisici di natura reumatica, ha subito lui stesso lo scherno per la sua diversità fisica, arrivando a descrivere la prepotenza di cui è satura l’essere umano, in un modo, che risulta ancora oggi, più che mai attuale.

“Il genere umano e, dal solo individuo in fuori, qualunque minima porzione di esso, si divide in due parti: gli uni usano prepotenza, gli altri la soffrono”.
(Giacomo Leopardi)

Daniele Lama Trubiano 2019©

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