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Uomini e Donne Storie

 Eticrazia…  Quasi amici

“Ed io preferisco essere un uomo di paradossi, che un uomo di pregiudizi”.
(Jean Jacques Rousseau)

Effettivamente io credo di riconoscermi come uomo del paradosso, ma cosa significa poi davvero questa parola? Deriva dal greco παρά (contro) e δόξα (opinione) e descrive un fatto che contraddice l’opinione comune o l’esperienza quotidiana, riuscendo perciò sorprendente, straordinaria o bizzarra. Sicuramente molti di voi in questi anni, hanno cercato di comprendere il motivo per cui io difenda a spada tratta il progetto di Maurizio Sarlo e che ancora oggi, il mio modo di vedere le cose, non può esimermi dal comportarmi in un modo differente. Questo semplicemente perché dal momento in cui ho iniziato a seguire il progetto Coemm, entrando in un Clemm, ho cercato sempre e comunque di portare qualcosa al progetto, piuttosto che sperare di riceverne qualcosa.

Badate bene che molte delle prerogative su cui si basa il progetto, tra cui quel Quid (oggi MCS), che stiamo aspettando dall’inizio del nostro cammino nel progetto per un Mondo Migliore, sarebbe per me una manna dal cielo e non nego che sia stata per molto tempo, una delle mie aspettative principali. Ritengo anche che questo sia stato uno dei motivi per cui molti abbiano deciso di seguire il progetto, ma sono anche certo che tanti, durante questo cammino di crescita e consapevolezza, dentro un progetto economico e culturale sociale, al quale oggi si è affiancato anche un piano politico per un nuovo umanesimo, attraverso un partito nato per realizzare un mondo migliore, hanno compreso che il progetto di Maurizio Sarlo, a prescindere da quello che potrà realizzare, è comunque un modo reale per impegnarsi in prima persona, per cercare di cambiare il paradigma che muove questa società, smettendo di delegare ad altri, ciò che coinvolge il nostro futuro e quello delle generazioni che ci seguiranno.

Chiaramente, come in tutte quelle idee che provano a cambiare un sistema di cose consolidate, l’apporto personale umano è fondamentale, anche se questo progetto si differenzia da tutte le altre ipotesi di cambiamento, soprattutto nella spersonalizzazione del cambiamento stesso. Certamente Maurizio Sarlo è il perno attorno a cui ruota il progetto Coemm – PVU, ma è anche indubbio che ognuno di noi, può vestire il progetto con il proprio Clemm, ad uso e consumo delle proprie necessità e aspirazioni.

In questi giorni, stanno arrivando post di persone che erano ben affermate dentro il progetto Coemm, che oggi si scoprono tradite e deluse dal fondatore del progetto e che attaccano le sue posizioni, in nome di una coerenza che sarebbe stata oltraggiata, soprattutto nella mancata realizzazione di alcuni punti del progetto. Quello che ha scritto l’amico Marco, se di per sé è incontestabile, soprattutto per quanto attiene alla realizzazione di alcuni aspetti programmatici soprattutto economici, lascia interdetti nel momento in cui andiamo a cercare il senso, di quello che lui ci ha proposto con i suoi scritti. Nel momento che ci informa di avere lasciato il progetto perché “Nonostante sia una cosa bellissima in cui crede”, ci viene da domandarci il perché invece di lottare per quello che riteneva sbagliato, abbia preferito andarsene, rischiando di trascinarsi dietro tante persone, che a questo progetto potrebbero fare invece ancora del bene. Questo è più incomprensibile nel momento in cui riteniamo di volergli credere, sull’amore che ha dichiarato al progetto per un mondo migliore. Se io per le mie posizioni, rischio di danneggiare qualcosa in cui comunque credo, a prescindere dagli uomini che ne fanno parte o per alcuni comportamenti che non ritengo consoni al progetto stesso, non mi dimostro uomo di paradosso, ma di incoerenza.

Lungi da me voler esprimere un giudizio sull’amico Marco, ma è indubbio che le sue dichiarazioni, stanno scatenando una discussione, che non verte però sulla bontà del progetto Coemm, ma sulle posizioni di singoli componenti, a partire dal primo capitano. Io credo fermamente nel progetto Coemm e nella bontà dell’idea di Maurizio Sarlo. Credo anche che verrà un giorno in cui tutto quello che lui ha “profetizzato” sarà realizzato, ma il mio essere oggi ancora qui a parlare del progetto per un Mondo Migliore, esula completamente dai progetti per l’acquaponica, per il combustore, per il Microcredito e per tutte le altre cose meravigliose, che potremmo un giorno vedere realizzati.

Il mio impegno in questo progetto, nel quale ricordo io non ho nessun incarico, se non quello volontario di scrivere nel blog, senza indicazioni o imposizioni, si è spostato semplicemente dal fatto, che tutte queste cose quando arriveranno, saranno un surplus che mi premierà per il mio impegno, ma che adesso non devono essere assolutamente quelle che mi spingono ad andare avanti, creandomi aspettative, che fino a quel giorno, potranno solo essere deluse.

Ritengo che le motivazioni di Marco, espresse nei suoi scritti, peraltro in modo né volgare, né maleducato, nascano da una visione singola del progetto e non da una visione generale, che deve essere sempre il paradigma che muove l’idea del nuovo umanesimo. Mi chiederete allora, in considerazione del fatto che io ritenga la progettualità migliorativa di Coemm, come una cosa non fondamentale nell’immediato, il perché continui strenuamente a portare avanti l’idea di questo progetto. È semplice, amici cari e domenica 17 marzo, ne ho avuto per l’ennesima volta la conferma, nel momento in cui, a Guardistallo, all’evento “Agricoltura è vita”, promosso dai Clemm della Toscana e dal CFP Agricoltura, ho assistito, dietro al pagamento di soli 10 euro, ad una conferenza nella quale, per esempio, la dottoressa Annalisa Guerrini, biologa di fama nazionale, mi ha aperto alla conoscenza e alle potenzialità del mondo dei microorganismi, dei quali quasi nulla conoscevo. Ogni giorno l’essere parte del progetto per un mondo migliore, mi permette di crescere e di aumentare quella consapevolezza, che fino a tre anni fa, mai avrei pensato di poter sviluppare.

Perciò ben vengano le critiche alla progettualità di Coemm, a quelle alla piattaforma programmatica del Partito del Valore Umano, ma facciamo in modo sempre di spersonalizzare il nostro modo di criticare, cercando di creare in questo modo, quel nuovo paradigma che stiamo portando avanti, che prevede che il Noi, abbia sempre il sopravvento sull’Io. Non servono corsi a pagamento di rinomati professionisti, per ottenere tutto questo, basta semplicemente che ci lasciamo pervadere magari dal “Paradosso”, cercando però contestualmente, di spogliarci “di quell’Incoerenza”, che soprattutto si muove contro noi stessi.

Poi, non sempre possiamo capire quello che ci ruota attorno con discernimento; trenta anni fa, assistevo allo spettacolo di un comico che criticava il sistema, le banche, la sanità e soprattutto la politica e che poi ho visto cancellato dalla televisione pubblica, condannato dai mass media ed indicato come un pazzo, uno scriteriato ed un buffone. Oggi, a prescindere da quello che sta facendo politicamente, comunque, 10 milioni di italiani hanno votato la sua idea, dentro un movimento politico che ha ottenuto la maggioranza relativa.

Quindi ciò che oggi non comprendiamo nel progetto Coemm, potrebbe rivelarsi un domani la sua arma vincente; sta a noi decidere se credere nella possibilità di contribuire alla realizzazione di un Mondo Migliore o aspettare di criticare rimanendo alla finestra, quelli che nel mondo futuro, continueranno invece a massacrarci.

Mi auguro che tutti coloro che pensano “Che il progetto sia una cosa bellissima, in cui credono”, comprendano che il loro fuoriuscirne, potrebbe danneggiare soprattutto le persone che amano veramente ed il loro futuro.  La scelta che possiamo fare oggi è tra chi ci dà la speranza in prima persona di cambiare le cose per tutti e chi invece la certezza, che le cose che cambierà, saranno solo per il benessere della propria casta.

Con queste mie righe voglio confermare la mia amicizia e la mia stima a Maurizio Sarlo, non per quello che mi potrebbe dare un giorno con il suo progetto, ma per quel “Mondo Migliore” che mi ha “Fatto Vedere” con le sue parole, dedicandogli al contempo una massima, della quale purtroppo troppe volte, riscontriamo la veridicità, durante il nostro cammino terreno.

“Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io”.

Daniele Lama Trubiano 2019©

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