Home>Blog>Turismo>Etruria: La grotta del Vento
Turismo

Etruria: La grotta del Vento

“Un libro è come una grotta un po’ magica, che ciascuno esplora con il suo lume interiore, per cercare la verità”. (Janine Boissard)

Oggi vorrei descrivervi un luogo magico che si trova a Fornovolasco in provincia di Lucca, nel bel mezzo della Garfagnana. È conosciuto come la “Grotta del Vento” ed al suo ingresso, a causa di una depressione, si crea una corrente continua di vento che investe tutti coloro che si accingono ad entrare al suo interno. Potevo descriverla utilizzando le tante guide turistiche che ne parlano, ma siccome voglio raccontarvi la bellezza di una Grotta, che è un posto magico, come magici sono i libri, come affermato da Janine Boissard, allora vi regalo uno stralcio del mio libro “La via di Marco Polo – Storie di Coemm”, che è ambientato proprio nelle zone della Grotta ed anche al suo interno.

Buona lettura a tutti:

“Jongen e Nikola dopo pochi minuti sono davanti alla porta blindata dalla quale si accede all’interno della “Grotta del Vento”. Nikola conosce alla perfezione la storia di questa grande attrattiva naturale e fa da Cicerone al giovane amico: <<Chi visita la grotta, soprattutto durante l’estate, quando viene aperta la porta blindata, resta stupito dalla violenza del vento, che proviene dalle viscere della montagna>>. Così dicendo si ferma un attimo mentre impugna la maniglia della porta. <<Appena si richiude la porta, la corrente d’aria cessa di colpo e con essa anche la netta sensazione di freddo di chi stava entrando.>> Nikola continua nella sua spiegazione, memore della sua vecchia attività di guida, in quella bellissima creazione della natura. <<Ci sono due ingressi; quello inferiore turistico, da dove tra poco entreremo, si apre a circa seicento metri sul livello del mare, mentre quello superiore è situato ad oltre mille e quattrocento metri d’altezza, sul versante opposto della montagna. La colonna d’aria che si libera è più fredda e pesante dell’aria esterna; quindi precipita verso il basso, provocando all’imbocco inferiore un forte vento uscente, mentre da quello superiore viene aspirata aria relativamente calda la quale, percorrendo la grotta, si raffredda, rendendo continua la circolazione. È una sensazione incredibile e permette alla grotta di avere sempre una temperatura molto fresca al suo interno>>.

Continua raccontando che quando ancora la grotta non era stata scoperta e visitata, se non per un piccolo primo tratto, veniva utilizzata dai minatori per raffreddare il cibo, grazie ad alcuni tubi che dalle fenditure della roccia portavano l’aria fredda in una capanna, dove venivano tenuti in fresco gli alimenti.

<<Dai andiamo avanti, non perdiamo altro tempo!>> Aprono la porta blindata e il vento gelido proveniente dall’interno gli arriva addosso, provocando in loro un brivido di freddo. Appena dentro, la porta si richiude e magicamente, con la luce esterna, anche il vento scompare. Iniziano a scendere lentamente in quell’antro mistico, nel quale studiati giochi di luce esaltano la bellezza delle viscere della terra.

Nella prima parte, quella più pianeggiante, incontrano una grande abbondanza di concrezioni calcaree, soprattutto stalattiti e stalagmiti, quasi tutte “ancora vive”: <<Vedi, queste stanno ancora crescendo, per quello si dice che sono vive>>. Spiega Nikola all’amico, in tono saccente. <<Le stalattiti e le stalagmiti, sono formazioni minerali prodotte dal lento accumularsi del carbonato di calcio, depositato dalle acque sotterranee. Queste concrezioni calcaree si sviluppano in forme ardite e bizzarre, da fare invidia ai più grandi scultori>>.

Camminando lentamente, per apprezzare ogni più piccolo particolare della grotta, i due arrivano in un punto più facile da percorrere e, attraverso un dedalo di corridoi rocciosi e grandi stanze naturali illuminate sapientemente dalla mano dell’uomo, si ritrovano in una zona in cui si scende verso una parte nuova della grotta, ancora in fase di ampliamento, senza concrezioni calcaree, ma con forme di erosione alle pareti, un piccolo corso d’acqua sul fondo e delle curiose formazioni di fango nella galleria di ritorno. <<È bello vedere che qui è rimasto tutto uguale!>> Sussurra abbassandosi per passare sotto un arco di roccia, che dà accesso ad una zona ancora più bassa della grotta.

I due stanno camminando già da un’ora e mezzo, senza dire praticamente parola, ed è adesso che stanno per incontrare una delle cose più straordinarie che si possano vedere all’interno della “Grotta del Vento”. Davanti a loro, un pozzo naturale, “sale” per oltre novanta metri, dalle viscere della terra in verticale. Jongen è completamente inebetito dalla bellezza e dalla maestosità di quel luogo: <<Meraviglioso!>> è l’unica parola che riesce a dire, che rimbalza in tutta la grotta.

Salgono lentamente gli scalini di metallo e quando giungono circa a metà della salita, Nikola si ferma di colpo e si sporge oltre il corrimano, dietro un angolo della roccia, invitando Jongen e fare altrettanto, per mostrargli una cavità, altrimenti invisibile a chi sale. Vi infila un braccio ed estrae un piccolo pacchetto dorato racchiuso in un cellophane. <<Ce lo abbiamo messo io e Alessandro dieci anni fa, ripromettendoci che saremmo venuti a riprenderlo, quando avremmo compiuto cinquant’anni>>.

Nikola rimette a posto il pacchettino e Jongen gli chiede il permesso di fare una cosa. <<Certo, cosa vuoi fare?>> Jongen estrae dalla sua borsa un pacchetto confezionato dentro un sacchetto di plastica e sporgendosi nuovamente oltre la balaustra di metallo della scala, lo va ad infilare nella stessa cavità che gli ha mostrato Nikola. <<Certamente la nostra amicizia non è paragonabile a quella tua con Alessandro. Ma con questo piccolo omaggio, voglio prometterti che se crederai davvero nel nostro progetto, tra un anno verremo qua a riprendere questo pacchetto, che a quel punto diventerà tuo!>>

Nikola sorride al ragazzo e con una spinta, strizzandogli l’occhio, concorda con lui e lo invita a continuare la salita. Giunti in cima alla scala, da un pianerottolo naturale di roccia, attraverso uno stretto passaggio, accedono ad un grandissimo salone naturale, dal quale raggiungono un breve canyon sotterraneo.

Dopo pochi minuti, sono nuovamente fuori dalla “Grotta del Vento”, entusiasti per quello che hanno da poco visto e vissuto. Un grande abbraccio tra i due cementa, forse davvero per la prima volta, la loro amicizia.

Se vi capita di venire in Toscana non perdete l’occasione di visitare la Garfagnana con i suoi grandi boschi attraversati dai fiume Lima e Serchio, di assaggiare le tante prelibatezze a base di funghi, ma soprattutto recatevi a Fornovolasco, alla “Grotta del Vento” dove potrete vivere un’esperienza meravigliosa e dove magari potreste anche incontrare Jongen e Nikola, che ancora girano nelle diramazioni di quella meravigliosa creazione della Natura.

“Le due grandi invenzioni: la grotta nella montagna, il libro nel linguaggio”. (Pascal Quignard)

Daniele Lama Trubiano 2018©

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *