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Paroliamo: Rubamazzo

«Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.»

Con questo annuncio Sandro Pertini il 25 aprile 1945, annunciava lo sciopero generale che preludeva alla liberazione dell’Italia da parte degli alleati. Prima di ricordare questa giornata di festa, voglio parlarvi di un gioco di carte, dalle regole molto semplici, grazie alle quali si è guadagnato soprattutto la passione dei bambini, che giocando possono così imparare i valori delle carte e svolgere alcune semplici operazioni. Si danno tre carte ad ogni giocatore che può utilizzarle più o meno come nel gioco della scopa, andando a prelevare le carte messe in tavola, ponendo poi il mazzo delle carte che toglie dal banco, accanto a sé con l’ultima carta rovesciata. Questa carta permette agli avversari, se hanno una carta uguale a quella, di prendere il mazzo di quel giocatore e proprio questa azione da il nome a questo gioco di carte, ovvero: “Rubamazzo”.

Adesso possiamo tornare al 25 aprile del 1945, una “giornata meravigliosa” per la nostra futura Repubblica, nella quale siamo stati “liberati” dai nazionalsocialismi totalitari che fino ad allora, per un ventennio, avevano spadroneggiato nella nostra penisola. Difatti il fascismo e poi il nazismo, avevano strutturato una società nella nostra bella Italia, nella quale ci veniva detto cosa fare, cosa mangiare, come curarsi, ma anche cosa pensare e soprattutto cosa dire e come dirlo. Era una situazione divenuta insostenibile, nella quale le minime libertà personali erano state annullate, se non si era allineati alle regole dei potenti.  Dopo il 25 aprile 1945, grazie all’intervento degli Alleati e soprattutto delle forze armate americane, finalmente la nostra nazione pochi anni dopo, avrebbe assaggiato il piacere dell’istituzione Repubblicana, con l’avvento di un governo finalmente “eletto democraticamente” a suffragio universale.

Così quell’Italia distrutta dal conflitto bellico, nella quale la maggior parte della popolazione sfiorava la povertà assoluta, grazie all’impegno ed alle possibilità di una ricostruzione, poneva le basi di una nazione, che fino alla fine degli anni Settanta si è considerata in pieno sviluppo economico.  In realtà la storia ci ha insegnato che quello sviluppo economico non c’è mai stato e che tutto è ruotato intorno all’illusione di una ricchezza diffusa, che in realtà è stata solo effimera. Oggi se ne paga lo scotto con un terzo abbondante della popolazione che vive quasi al di sotto della povertà assoluta è che è destinata ad aumentare nelle statistiche dei prossimi anni, arrivando probabilmente a sfiorare la metà della popolazione, se non verrà cambiato radicalmente il paradigma, che regola la nostra società e le regole che la determinano.

L’unica cosa che ci resta è quella libertà che abbiamo ottenuto quel 25 aprile; ma siamo sicuri che quel giorno del 1945 abbiamo davvero riconquistato la nostra libertà, oppure abbiamo solo di fatto assistito ad una partita di rubamazzo, nella quale siamo passati di mano dai tiranni ai “democratici”?

Vediamo quelle libertà che abbiamo ottenuto, se allora esistono davvero:

Ci possiamo muovere liberamente?

Abbiamo la possibilità di esprimere il nostro pensiero?

Possiamo comprare quello che vogliamo?

Possiamo alimentarci come vogliamo?

Abbiamo la possibilità di curarci come vorremmo?

Possiamo provvedere senza problemi alle nostre necessità?

Abbiamo la possibilità di critica?

Possiamo proporre liberamente qualcosa di diverso dal sistema attuale?

Abbiamo un sistema equo e giusto?

Io credo che ognuno di noi possa decidere da solo le sue risposte, ma certamente questa società, non è quella che dovrebbe rappresentare una libertà dell’Essere Umano, che sia sempre e comunque garantita.

Per muoverci abbiamo bisogno di documenti, affrontando costi che quasi mai riusciamo a superare, continuamente osservati da telecamere, sistemi di tracciamento dati, sia telefonici che magnetici. Per quanti attiene all’espressione del pensiero, provate a dissentire dal sistema attuale per verificare come sarete immediatamente “bannati”, anche fisicamente dal sistema; Per quanto attiene ai nostri acquisti, non voglio nemmeno valutare quello che potrebbe essere un surplus rispetto alle nostre necessità, ma più semplicemente, quanti di voi possono comprare quel minimo di cui hanno bisogno, senza dovere fare attenzione e calcoli precisi? Per quanto attiene l’alimentazione credo che possiamo essere tutti d’accordo, che oggi ci nutriamo solo di quello che altri decidono che dobbiamo mangiare, come in realtà nessuno può curarsi come vorrebbe, visto che poi, quasi sempre, la medicina cura i sintomi e non le malattie. Non parliamo poi della boutade dei vaccini che ha dimostrato quanto poco conti la volontà dei singoli. Molti oggi non riescono nemmeno a fare le analisi mediche e tantissime persone hanno perso la cognizione, di dove si trovi lo studio di un dentista. Provate poi a criticare il sistema e vi accorgerete quanto siano effimere le nostre libertà.

Per ultimo vorrei lasciare un pensiero su quello che possiamo o meno proporre. Può darsi anche che il progetto per un Mondo Migliore, sia qualcosa di utopistico e irrealizzabile, con le sue proposte umanistiche che sono sicuramente la cosa più lontana dal paradigma che ci regola attualmente, ma avete visto quanti attacchi che ci sono stati nei confronti di Coemm e del suo fondatore Maurizio Sarlo, solo per avere provato a dissentire? Decine di pagine social create ad hoc, con mass media e televisioni che si sono affrettati di dare contro “all’eretico”.

Se andiamo a valutare le regole della democrazia che ci hanno imposto, ci renderemo conto che è quanto di meno equo e giusto che ci potrebbero essere; del resto lo stesso Winston Churchill, “complice” americano della nostra “liberazione”, definì la democrazia, “la peggiore forma di Governo, escluse tutte le altre”.

Probabilmente oggi se non fossimo stati “liberati” il 25 aprile di tanti anni fa, vivremmo in una società peggiore e forse dobbiamo davvero ringraziare gli Alleati, ma la sensazione che abbiamo se ci guardiamo attorno è che quel giorno, più che liberati, siamo stati semplicemente occupati da qualcun’altro, che ha cacciato i “cattivi”, semplicemente rubando loro il mazzo, per poi continuare sulla stessa falsariga, con regole democratiche che di democratico hanno ben poco.

Una volta si diceva che si può finire “dalla padella nella brace” e spero di sbagliarmi, ma per valutare nelle mani di chi siamo finiti oggi, vorrei che valutaste sempre Winston Churchill, che al processo di Norimberga per i crimini dei nazisti, quando si dichiarò contrario all’apposizione di “Criminali di Guerra” nei confronti dei tedeschi, nel momento in cui gli chiesero il motivo, rispose semplicemente che: <<Se avessimo perso la guerra, oggi potremmo essere noi ad essere definiti “criminali di guerra”>>.

Buona festa del 25 aprile a tutti voi, in attesa che possiamo davvero essere liberati dal potere che ci tiene al giogo ancora oggi, con ‘illusione” di averci reso LIBERI. Nel frattempo, giriamo la prima carta dei nostri mazzi, per fare in modo che nessuno nel prossimo futuro, possa mandare via chi attualmente ci governa, rubandoci nuovamente il mazzo.

Daniele Lama Trubiano 2019©

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