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Revival

Il valore di una morte

 

 

Ci risiamo, il terrorismo ha colpito nuovamente in maniera subdola e vigliacca, schiacciando i sogni di tanti esseri umani che cercavano soltanto un pochino di serenità. Ed ecco che subito tutte le autorità mondiali si “stringono a coorte” intorno a Barcellona ed alla Spagna, per dimostrare la loro vicinanza ed il loro strazio per quelle morti innocenti. Credo che nessuno possa contestare il fatto che le circa duecento vittime europee, degli attentati di Al Qaeda prima e del Califfato adesso, siano persone che non meritavano di fare una fine tanto orribile e credo che sia altrettanto giusto stringersi intorno alle loro famiglie, per dimostrare la nostra vicinanza.

I nostri governanti certo non mancano mai di dimostrare tale sensibilità, ed anche oggi saranno certamente in prima fila per portare l’italico gonfalone in terra di Spagna.

Pensando al terrorismo viene naturale ritenere che sia la cosa più vigliacca che possa essere posta in essere dall’essere umano. Lo dice la parola stessa “creare terrore”, e chi allora non condannerebbe sempre e comunque chi poi mette in atto una “strategia della tensione”? E chi non tenterebbe di fermare chiunque metta in atto azioni, che possono creare terrore tra la popolazione?

Ma materialmente a cosa ci porta a fare per esempio una “strategia della tensione”, che molti di noi stanno vivendo in questi ultimi anni?

Viviamo nel terrore che ci vengano a togliere le nostre cose, a levarci le case, a rubarci i soldi, a levarci il sonno, a distruggere le nostre famiglie, a perdere il posto di lavoro, a costringerci a commettere atti che non avremmo mai pensato di fare e spesso, purtroppo, anche a mettere in pratica atti definitivi.  Sicuramente dopo avere letto queste ultime righe affermereste che le mie parole sono esagerate, rispetto alla problematica legata agli attentati terroristici di matrice islamica.

Ma io non stavo parlando di quel terrorismo, io parlavo della “strategia della tensione” messa in atto ogni giorno nei nostri confronti dalle banche, dalle finanziarie e dagli uffici di recupero dei privati o dello stato. I tredici morti spagnoli di ieri sono tantissime vite sacrificate ad un Dio sbagliato, ma perché poi non vi è lo stesso risalto per le circa 4000 persone che negli ultimi cinque anni in Italia, si sono tolte la vita per problemi di carattere economico o debitorio? Perché non se ne parla e non si tenta di affrontare questo genocidio? Perché non vengono effettuate campagne di informazioni per aiutare chi si trovi in una condizione di sovra-indebitamento?

Io dico sempre che se avessi letto cinque anni fa, il libro dove racconto la mia storia da sovra-indebitato “Bolle di Affanno, oggi non mi troverei in questa condizione. Esistono leggi, norme, soluzioni, enti, associazioni e anche privati, che possono aiutare la maggior parte delle persone ad uscire dai debiti. In due anni di Coemm, sono circa duecento le persone che grazie anche al mio libro, hanno scoperto di avere la possibilità di rientrare in possesso della propria esistenza.

Spesso i nostri governanti, per le pressioni che ricevono dagli organi internazionali, sono costretti a promulgare leggi che di fatto aiuterebbero anche l’esdebitamento, ma poi puntualmente evitano di pubblicizzare questi loro interventi legislativi.  Per quale motivo?

Due anni fa il nostro amato Matteo Renzi con il suo governo multiplayer, ha modificato la norma che prevede il pignoramento dello stipendio, in caso di azioni di recupero da parte di enti, banche o privati. Difatti prima di quel provvedimento la legge prevedeva che in caso di pignoramento si potesse arrivare a prelevare fino ad un quinto dello stipendio del pignorato. Dopo l’intervento del toscanaccio, la norma è stata parificata a quella europea ed adesso la parte pignorabile dello stipendio di un dipendente è di un quinto della parte non pensionabile oppure un decimo del totale, per stipendi lordi fino a 5500 euro il mese. Comprenderete che la maggior parte della popolazione è interessata da questo provvedimento, che va a stravolgere completamente le regole del recupero crediti.

Ed ecco che allora il governo non ha fatto parola di questo provvedimento, ma perché? Per rispondere a questa domanda facciamo un esempio pratico: mettiamo che una famiglia che ha uno stipendio da mille euro abbia un debito da 300 euro con una banca che non riesce più a pagare. Chiedendo un esdebitamento al giudice, si ritroverebbe a pagare una rata mensile al massimo di 100 euro. È chiaro che alla maggior parte delle persone che hanno debiti con banche e finanziarie, converrebbe andare al pignoramento dello stipendio, invece che continuare una vita di stenti per pagare quei banditi che vendono soldi falsi. Si soldi falsi! Moneta scritturale che diventa denaro solo quando chi l’ha acquistato poi lo restituisce a chi glielo ha venduto. Soldi falsi che sono responsabili della morte di migliaia di italiani senza che il governo faccia nulla per bloccare questo genocidio, solo per garantire alle banche i loro “lordi guadagni” grondanti di sangue.  Migliaia di italiani che sono nostri parenti, amici, figli, colleghi e datori di lavoro, uccisi dal cinismo e dalla spietatezza di banche e finanziarie.

Una volta mentre stavo chiedendo un piccolo prestito, il direttore della mia banca mi disse: “ma se uno non ha diecimila euro in banca, cosa campa a fare?”

Scusatemi ma sono uscito fuori tema, questo di cui ho parlato non è il terrorismo importante; il terrorismo che conta è quello che ieri ha ucciso tredici persone in Spagna. I nostri morti per debiti, valgono molto meno, sicuramente meno degli interessi di una banca.

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Daniele Lama Trubiano 2017©

 

 

 

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