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Politica

Sette dì: “No Tav, anzi Si”

“All’uomo irrazionale interessa solamente avere ragione. All’uomo razionale interessa imparare”. (Karl Popper)

Siamo nuovamente alla rubrica del sabato, nella quale commento la notizia che mi ha colpito di più negli ultimi sette giorni. Oggi per farlo vi racconto la storia di Italia.

“Italia è una bambina che vive in una famiglia di poveri contadini. La loro esistenza è grama e ogni piccola soddisfazione che riescono a realizzare, viene vissuta come un gran regalo. Sono pochi i doni e gli acquisti imprevisti che possono effettuare a causa delle scarse entrate, legate esclusivamente a quello che riescono a vendere dei prodotti dei loro campi. Questo però non vieta a Italia, soprattutto, la sera quando sono tutti a tavola, di fantasticare sul futuro, immaginando viaggi meravigliosi. <<Mamma questa estate si va in ferie al mare?>> La mamma di Italia guarda la bambina con dolcezza e poi cerca di spiegarle che sarà quasi impossibile. <<Vedi Italia, io ed il papà lavoriamo tanto e si guadagna poco; Abbiamo tante spese tra cui la luce, il riscaldamento, le tasse, le normali spese di gestione della casa e della fattoria. Facendo una media con quello che abbiamo guadagnato l’anno passato, ti dico già che quest’anno non ce la faremo ad andare in ferie al mare>>. Italia rimane malissimo delle parole della madre, ma non ha nemmeno il tempo di dire qualcosa che interviene il padre. <<Ascolta Italia, la mamma ha ragione, però quest’anno abbiamo piantato delle nuove culture che probabilmente ci faranno guadagnare tanti bei soldini ed allora, nonostante le spese, io sono convinto che riusciremo ad andare in ferie al mare>>. Sul volto di Italia esplode un grandissimo sorriso di felicità, proprio nel momento in cui sua sorella Giudiziosa, una bella adolescente molto più grande di Italia, interviene nella discussione. <<Papà e mamma, non vi sembra scorretto esporre le vostre profezie future, raccontandole come certezze, delle quali adesso non potete avere riscontri? Non vi sembra che sarebbe giusto dire invece ad Italia, che quando arriveremo a giugno, si vedrà, in base a quello che avremo risparmiato?>>. Dopo l’intervento di Giudiziosa, a tavola scoppia il finimondo con papà e mamma che tentano ognuno di far prevalere la propria posizione. Mentre la discussione è sempre più accesa nonno Rispetto, alza la mano in segno di silenzio. <<Io credo che solo il tempo ci dirà se quest’anno potremo andare in ferie al mare. Quello che invece posso evidenziare sin da adesso è che più che cercare di capire, se effettivamente sarà possibile farlo, voi siete più interessati a portare l’altro sulle vostre convinzioni. Questo non solo non giova all’unità della famiglia, ma cela dentro di sé arroganza e mancanza di altruismo. Ricordate bene, quando discutiamo esponendo un nostro pensiero, non ci deve muovere l’idea di convincere gli altri della nostra idea, ma che attraverso quel confronto, alla fine, noi siamo riusciti a conoscere meglio noi stessi.>>

<<Sette miliardi di euro di rimessa anzi 400 milioni di euro di guadagno>>. Io non so a cosa serva la TAV e sinceramente pensare di spendere un sacco di miliardi di euro, per fare sì che in quaranta minuti si possa arrivare in treno da Lione a Torino, mentre da Trapani a Siracusa ci vogliono undici ore di treno, o che se casca un ponte per la mancanza di manutenzione, l’Italia si blocca, oppure se frana un pezzo di binario sul lungomare tirrenico la nostra penisola ferroviaria venga spezzata in due, mi sembra quanto meno qualcosa di non così fondamentale. Come al solito, le informazioni che ci vengono date poi non sono mirate a farci capire realmente quando e come la realizzazione di questa linea di alta velocità ferroviaria, potrebbe migliorarci la vita e soprattutto quali benefici porterebbe alla nostra economia. Il bailamme istituzionale a cui abbiamo assistito in questi giorni, arrivato sin dentro il palazzo della Commissione Europea, si è sviluppato solo ed esclusivamente sulla necessità dei due schieramenti contrapposti, “Pro Tav” e “No Tav”, di dimostrare la bontà delle distinte posizioni. Nessuno dei due contendenti ha avuto o ha l’interesse di fare comprendere veramente quale sia la reale situazione e a cosa porterebbe davvero la costruzione di questa opera faraonica, che già di per questo, vedendo coinvolta la nostra nazione, spesso ha voluto dire lavori mai finiti e soldi rubati.

Come nella famiglia di Italia, quando gli schieramenti politici si trovano “vis a vis” nella esternazione di differenti posizioni politiche, quello che emerge sempre, non è il rispetto del cittadino e della sua capacità di comprensione, ma la volontà di dimostrare, a volte anche con lo scherno e la denigrazione dei contrapposti, che quello che viene detto è una sorta di oracolo di Delfi. È un “Ipse dixit” che mostra tutta l’arroganza e la maleducazione di questa politica che ha fatto dell’urlo e della violenza verbale, la sua nota caratteristica.

Intanto, mentre siamo inondati da salotti televisivi, che ben poco hanno a che vedere con l’idea del salotto che abbiamo noi, continuiamo a non sapere a cosa servirà la Tav, rimanendo nel limbo di un’ignoranza, che permette alla fine a chi ha in mano il potere, da fare sempre e comunque quello che gli pare.

E allora ci auguriamo che anche dal Partito del Valore Umano, che ha deciso di seguire il progetto per un Mondo Migliore di Coemm, salti fuori un “nonno Rispetto”, che oltre a contribuire a cambiare il paradigma di questa società, “basata solo sulla materia e su quello che regola la materia”, riesca finalmente anche a riportare nelle stanze della politica quell’educazione e quel rispetto nei confronti soprattutto di chi non la pensa come noi, al fine di permettere al popolo di comprendere quello che viene fatto, sempre con la certezza dei possibili risultati e non sulle ipotesi future legate a cose che nessuno può valutare e soprattutto che nessuno poi si ricorderà di avere detto. Se quest’anno noi e la famiglia di Italia andremo o no in ferie al mare, lo vedremo più avanti, l’importante è che chi ci può mettere in condizione di farlo, operi per realizzare questo nostro sogno e non per dimostrare a giugno, solo di avere avuto ragione.

Non è difficile, si chiama onestà intellettuale e in America è racchiuso nel concetto “politically correct”, ma forse, come cantava Vasco Rossi tanti anni fa, da noi è una cosa sconosciuta, perché in fondo noi “Non siamo mica, gli americani…”.

A questa classe politica vorrei consigliare, che quando qualcuno chiede lumi sul futuro o sulla costruzione di un’opera gigantesca come la Tav, di rispondere sempre tenendo bene a mente le parole di Dan Brown: “Quando una domanda non ha una risposta corretta, c’è solo una risposta possibile. Il silenzio”.

Daniele Lama Trubiano 2019©

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2 thoughts on “Sette dì: “No Tav, anzi Si”

  1. La TAV è nata per eliminare il traffico merci su ruota collegando le due estremità dell’Europa. Progetto ambizioso, considerando che i quattro milioni di TIR che ogni anno transitano sulla Pianura Padana la rendono la zona più inquinata dell’Europa.
    Con conseguenti costi enormi per la sanità che si deve occupare di tumori in costante crescita.
    Il movimento no TAV ha contribuito a far emergere un grosso problema legato agli scavi: la montagna è ricca di metalli le cui polveri possono provocare seri danni alla salute.
    Come successe con la costruzione dell’autostrada negli anni 80: i medici notarono il sorgere di nuove patologie cancerogene non presenti prima (è probabile che mia mamma abbia con tratto il suo cancro proprio il quel periodo…).
    Questo ha fatto sì, però, che si studiassero nuovi sistemi di scavo e rimozione del materiale che dovrebbero contenere l’emanazione delle polveri nell’aria.
    Altro fatto rilevante è che la TAV porterebbe 50.000 posti di lavoro con una ripresa determinante dell’indotto.
    Come successe con la costruzione dell’autostrada: tutta la valle visse una consistente ripresa economica.
    Ora la Val di Susa, e Chiomonte in particolare, è di una desolazione sconfortante.
    Ero recentemente proprio lì, notando con tristezza i numerosi cartelli “Vendesi”, i negozi chiusi, gli alberghi abbandonati, la stazione sciistica lasciata alle visite dei soli animali selvatici dei boschi…
    Non voglio entrare in merito alle questioni economiche con la Francia e con l’Unione Europea, ma semplicemente mi piacerebbe sapere quale sarebbe l’alternativa concreta e realizzabile alla TAV. Soprattutto in qualità di costi (sanità) e benefici (sanità) e poi di ripresa economica.
    L’ho chiesto al PVU in un mio post a seguito della presa di posizione del partito sulla questione: ebbene..invece di una risposta ho visto cancellare il mio scritto.
    Non è certo un buon inizio democratico per la nuova forza politica che si prefigge di cavalcare le scene italiane.
    Grazie.

    1. Ti ringrazio del tuo intervento anche se non capisco cosa c’entri il riferimento al PVU in un mio post privato. Ognuno è libero di agire come crede e forse avresti dovuto chiedere a loro.

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