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Politica

Paroliamo: “Dixi”.

“La maggioranza è cattiva”

Nell’antica Grecia c’era l’usanza di dedicare degli spazi nei palazzi pubblici, per le iscrizioni dei filosofi, al fine che tutti potessero, leggendoli, memorizzare l’importanza del messaggio che quegli illuminati volevano tramandare. L’episodio più famoso che ci riporta la letteratura, narra della costruzione del Tempio per l’Oracolo di Delfi, avvenuta nel 600 A.C. circa, alla cui inaugurazione furono invitati i più grandi pensatori dell’epoca. Tra questi fu invitato anche Biante, uno dei filosofi presocratici più importanti, citato da Ipponatte e da Eraclito, come eccelso oratore e grande compositore di poesie. Dopo che gli altri avevano provveduto ad esternare un loro pensiero da fare scolpire sulla facciata del tempio, fu chiesto a Biante di comunicare cosa volesse fare scrivere a suo nome. Biante, quel giorno non aveva voglia di parlare e solo alla fine, dopo tante pressioni ricevute, guardo lo scalpellino e gli disse: <<Scrivi: La maggioranza è cattiva>>; subito dopo voltò le spalle e se ne andò. Su quell’affermazione di Biante sono 2500 anni che i grandi pensatori si dividono per cercare di spiegarne il significato. Siccome nessuno di noi è Biante e quindi non possiamo sapere cosa volesse davvero dire, credo che sia giusto che ognuno dia il significato che crede a quella affermazione, visto che comunque non è di quello che voglio parlarvi oggi. L’argomento che voglio trattare, risale addirittura a prima dell’episodio che vi ho raccontato del Tempio di Delfi, quando a Talete, il padre di tutti i filosofi greci, un uomo che parlava pochissimo e soprattutto mai a vanvera, proprio per le cose fondamentali che diceva, venne attribuita la massima “L’ha detto lui”. I latini successivamente con Marco Tullio Cicerone, lo tradussero in “Ipse Dixit”, che il noto politico, scrittore e filosofo romano, inserì nel suo “De Natura Deorum”, riferendosi però a Pitagora.

Proprio di “Ipse dixit”, ovvero “L’ha detto lui”, credo che sia uno degli aspetti fondamentali dello scenario politico e non solo, che ci circonda. Puntualmente ci ritroviamo con qualcuno che ci dice qualcosa di importante e fondamentale, salvo poi, rinnegarlo o quanto meno dimenticarsene quasi in modo chirurgico. Oggi assistiamo continuamente alla confutazione al presente, senza che vi sia mai, soprattutto da parte di quegli organi di stampa che dovrebbero essere preposti al controllo mediatico delle attività e delle parole in primis dei politici, nessun riferimento alle parole espresse dai loro intervistati, nel tempo trascorso. Li sentiamo sempre dire che faranno, che stanno facendo, che proporranno, ma poi alla fine, da nessuna parte vi è un tempio sulla cui facciata, risulti ben visibile quello che avevano profetizzato, indicato o promesso.

Non basta nemmeno la rete, perché per ritrovare le parole spese da queste persone, dobbiamo impegnarci in affannose ricerche, che molte volte evidenzieranno solo operazioni chirurgiche mediatiche, atte a cancellare le tracce dell’oratoria passata.

Ecco che allora se vogliamo davvero creare un Mondo Migliore, sarebbe importante ricordarsi sempre quello che ci è stato detto, magari attraverso un portale, un muro sul quale scrivere le affermazioni delle donne e degli uomini pubblici, al fine di rendere sempre ed immediatamente visibile, la coerenza tra le parole ed i fatti di chi ha deciso di darsi alla vita pubblica. Parafrasando “Ipse dixit”, di Cicerone, potremmo chiamare quello spazio virtuale “DIXI” che in latino significa “IO HO DETTO” ed al suo interno potrebbero essere inserite tutte le affermazioni pubbliche, di chi dice di volere fare l’interesse della nazione e del popolo. Chiaramente quel “muro” dovrebbe prevedere che chi venisse trovato incoerente con quello che ha dichiarato in passato, sia automaticamente inscritto in un’altra pagina, che ci riporta all’antica Grecia, ovvero alla colonna dell’Ostracon, (ostracismo) ad Atene, sotto la quale vi era un vaso in cui si potevano inserire dei pezzi di ceramica, con sopra incisi i nomi di coloro che venivano ritenuti uomini indegni. Se avessimo avuto le pagine del “Dixi” e “dell’Ostracon”, probabilmente oggi due terzi della classe politica italiana, se ne andrebbe a casa.  Chiunque voglia intraprendere la carriera politica non può prescindere dalla coerenza, dalla correttezza e soprattutto da quello che Socrate chiamava la “Paideia”.

La Paideia” nel pensiero socratico, esalta lo spirito di cittadinanza e di appartenenza costituendolo come elemento fondamentale alla base dell’ordinamento politico-giuridico delle città greche. L’identità dell’individuo è inglobata da quell’insieme di norme e valori che costituiscono l’identità del popolo stesso: per questo più che un procedimento educativo o di socializzazione, potrebbe essere definito come processo di uniformazione all’ethos politico” (cit Wikipedia).

Sarebbe importante creare un blog, dove tutte le dichiarazioni di chi ricopre incarichi pubblici o destinati al pubblico, venissero archiviate in modo che anche solo interrogando il nome, emergessero tutte le parole spese. Questo sarebbe un modo immediato, per poter avere sempre il riscontro sulla coerenza di chi dice di fare l’interesse del popolo.

Tra gli scritti che ci ha lasciato Biante, vi è un poema sulla Ionia, citato anche da Diogene Laerzio, di cui restano i seguenti versi, che molti potenti dovrebbero sicuramente rileggere: «Sforzati di piacere a tutti i cittadini, della città ove tu abiti. Ne avrai la maggior gratitudine: mentre un contegno altero spesso pene dannose ti procura.»

Daniele Lama Trubiano 2019©

 

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