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Il Pungolo… Eolo, il gallo e trenta danari

“Eolo, l’automobile che funzionava ad aria compressa, che fine ha fatto? Perché è stata fatta sparire dalla circolazione, dopo che erano stati installati gli impianti per la produzione?”

Era il 2007 ed il senatore Piergiorgio Stiffoni della Lega Nord, interrogava con questa domanda il Governo italiano, su questa vicenda così delicata. Eolo era un progetto che prevedeva un’autovettura, che utilizzava l’espansione d’aria come vettore di energia. L’aria compressa, inserita ad alta pressione dentro alcune bombole, veniva utilizzata per muovere un pistone o una turbina collegati ad un albero, ma nel corso degli esperimenti e delle prove effettuate, è emerso un problema difficilmente superabile, l’aria compressa decomprimendosi da così alte pressioni, si raffreddava fino a -40 °C e faceva congelare la condensa sempre presente nell’aria, bloccandolo il motore dopo pochi minuti di utilizzo. Il progetto venne quindi abbandonato e successivamente divenne oggetto dell’interesse del Senatore leghista, che lo porto all’attenzione del “Question Time” parlamentare che, come nel caso dell’interrogazione parlamentare per l’auto ad aria compressa, è stato a volte oggetto di richieste quanto meno cabarettistiche se non addirittura assurde. Resta il fatto che l’Interrogazione dovrebbe essere una delle forme più alte di controllo nell’attività parlamentare, ma spesso viene confusa con qualcosa che abbia a che fare invece con attività giudicanti se non addirittura di repressione.

In questi giorni, il progetto per un Mondo Migliore, è stato fatto oggetto di una interrogazione parlamentare, che letta dimostra chiaramente che il testo presentato, è praticamente identico a tutte quelle accuse che alcuni soggetti, che da sempre attaccano Coemm e il suo fondatore Maurizio Sarlo, hanno più volte ribadito in ambito televisivo locale, nazionale ed anche a loro dire in ambito giudiziario. Ad oggi tutta questa attività a portato a rallentare l’attività del progetto per un Mondo Migliore, ma non ha mai contribuito ad evidenziare attività illecite, farlocche o truffaldine, del progetto ideato da Maurizio Sarlo.

Nonostante questo, è bastata la notizia di una Interrogazione Parlamentare, per scatenare lo sconforto e lo sbandamento in alcuni che partecipano al progetto, anche da molto tempo. Abbiamo sempre saputo che gli attacchi al progetto sarebbero stati sempre più crudi e cruenti, ma nonostante questo, come al solito tanti Pietro, che avevano giurato una fedeltà totale all’idea di un nuovo umanesimo, ancora prima che il Gallo cantasse tre volte, hanno sbandato, colpiti da una ipotetica gravità di questa azione rivolta nei confronti di Coemm e della sua storia, descritta a monte però ad uso e consumo di chi vorrebbe solo screditare il progetto.

Ma per capire di cosa stiamo parlando, vediamo cosa è di fatto una interrogazione parlamentare:

“Una interrogazione parlamentare, in Italia, indica una domanda che uno o più parlamentari rivolgono al governo della Repubblica Italiana nel suo complesso o a un singolo ministro, per essere informati sulla veridicità di un fatto o di una notizia e sui provvedimenti che il governo intende adottare o ha già adottato in merito.

La domanda viene formulata per iscritto e la risposta del Ministro interpellato potrà essere in forma scritta o orale secondo quanto richiesto dal parlamentare interrogante che indica pure se intende ottenere risposta in commissione o in aula. Il governo ha la facoltà di non rispondere alla singola interrogazione indicando però il motivo. Una volta ottenuta la risposta l’interrogante può a sua volta replicare per dirsi o meno soddisfatto” (fonte Wikipedia).

Quindi, come abbiamo visto nel caso dell’interrogazione sull’auto ad aria compressa, l’interrogazione parlamentare non è qualcosa che dimostra la veridicità di quello che viene chiesto, ma è solo una forma per chiedere riscontri, a chi ha il potere di farlo, su qualcosa che i relatori dell’interrogazione affermano nella domanda presentata. Nel caso dell’interrogazione parlamentare rivolta nei confronti del nostro progetto, i ministri interessati nel “Question time”, ovvero in quello spazio temporale in cui il Governo attraverso i suoi rappresentanti va a rispondere in parlamento, dovrebbero informarsi e rispondere al quesito posto loro, attraverso i loro organi di verifica e controllo, ovvero gli uffici economici, legali e giudiziari, che in questi anni, peraltro, dietro le pressioni esercitate da alcuni figuri che hanno tutto l’interesse a screditare il progetto, che per carità ha fatto tantissimi errori, ma che allo stato attuale, non hanno portato ad evidenziare una natura truffaldina o illecita, e inoltre non hanno mai portato ad azioni legali o giudiziarie, che abbiano evidenziato comportamenti illegali. Maurizio ci ha sempre ribadito che “Male non fare paura non avere” e ad oggi, nonostante il “fumus persecutionis” scatenato intorno al progetto per un Mondo Migliore, nulla ha potuto arrestare la crescita della consapevolezza di coloro che si sono avvicinati al progetto Coemm per un Mondo Migliore.

Per assurdo, coloro che oggi sbandano per la vicenda dell’interrogazione parlamentare, potrebbero invece, attraverso le risposte che il Governo porterà in Senato, sempre che deciderà di tenere in considerazione quella interrogazione,  vedere dimostrata la totale buona fede del progetto, grazie alla totale mancanza di quei presupposti illeciti che sono stati montati ad hoc, attraverso ricostruzioni di fatti ed episodi, che hanno visto coinvolto il progetto di Maurizio Sarlo, ma che alla fine potrebbe risultare solo una vittima di quei soggetti, che si sono avvicinati al progetto stesso, probabilmente per interessi propri, che poi non sono riusciti a realizzare, grazie anche alla lungimiranza del suo fondatore.

Un ultima cosa, che dimostra quanto poco sia possibile proporre un Mondo Migliore a queste persone che attaccano il progetto, sta nel fatto che, come nel mio  caso, strumentalizzato di recente in una lettera aperta che mi è stata inviata da un “giornalista” di una televisione locale, che invece di contattarmi direttamente per chiedermi i motivi per cui io creda in questo meraviglioso progetto, ha preferito ributtarmi dentro la gogna dei miei errori, giudicando i miei comportamenti passati, senza tenere in nessun conto il mio percorso di redenzione di questi tre anni, senza valutare la mia disponibilità gratuita verso tutti coloro che hanno avuto o hanno adesso bisogno di una mano per affrontare, ad esempio, i problemi di carattere debitorio, tacciando il mio fare solo come un business legato ai libri che ho prodotto per il mondo migliore, dei quali inserisco la distinta dei numeri venduti, ma soprattutto, con un tentativo di usare il fioretto in modo chirurgico, per pungere la mia anima, descritta come un’entità criminale, al fine di convincermi ad allontanarmi dal progetto, fino a quando “ne sarò ancora a tempo”. A questo “amico”, che ringrazio per l’interesse che ha avuto nei miei confronti, attraverso quel “buon consiglio” che mi ha voluto regalare, rispondo che io non posso allontanarmi dal progetto, per il semplice fatto che oggi il progetto sono io, come lo sono tutti quelli che credono che si può cambiare il paradigma di una società sbagliata, che ritiene di poter valutare e giudicare gli esseri umani senza conoscerli e soprattutto che attraverso un’attività denigratoria mirata e mistificante cercano di negare una possibilità a chi può avere sbagliato. Per quanto attiene al consiglio rispondo con le parole di Faber: “Si sa che la gente da buoni consigli, se non può più dare cattivo esempio”.

Aspettiamo serenamente la risposta a questa interrogazione parlamentare, consapevoli che comunque, dopo le verifiche della Guardia di Finanza, dopo le denunce cadute nel vuoto, dopo le decine di servizi televisivi dissacranti, anche questa attività parlamentare, potrebbe alla fine portare ulteriore pubblicità al progetto e soprattutto dimostrare per l’ennesima volta, la buona fede dell’idea di un Mondo Migliore.

Perciò non facciamo, come Pietro o come san Tommaso, lasciandoci travolgere  dalle nostre paure, cancellando le consapevolezze che invece abbiamo maturato in questi anni sulla bontà del progetto per un Mondo Migliore, ma soprattutto non facciamo come chi ci attacca, che come Giuda, per trenta danari, hanno rinnegato anche quella piccola parte di umanità delle loro anime, sepolte da cattiverie gratuite, non mirate ad evidenziare la verità, ma a distruggere le persone giocando sulla morte della speranza. Il progetto di cui facciamo parte, forse un giorno sparirà e forse non arriverà a realizzare nulla di quello che si era proposto, ma il mio vero grande fallimento, si realizzerebbe solo quando io ho smetterò di credere che sia possibile farlo.

<<Aveva ragione Pierre quando affermava che per essere felici bisogna credere che la felicità è possibile. E ora io ci credo. Lasciamo che i morti seppelliscano i loro morti; ma sino a che si vive si deve vivere ed essere felici>>. (Lev Tolstoj, Guerra e pace)

Daniele Lama Trubiano 2019©

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