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Politica

Fatti non foste: “Politica e buon esempio”

“Non mi occupo di politica, è come dire non mi occupo della vita”.

Questo bellissimo concetto di Jules Renard, dovrebbe guidare tutti coloro che credono nel progetto per un mondo migliore. Non si può infatti prescindere dalla possibilità di cambiare il paradigma che regola questa società, se non ci mettiamo in condizione di interagire direttamente con il sistema che da sempre regola le forme di amministrazione della cosa pubblica, attraverso il governo della polis, ovvero la politica. Se andiamo a ricercare nei libri di storia poi troveremo svariate forme di esecuzione della politica attraverso le repubbliche, le monarchie, gli imperi, le democrazie, le teocrazie e tante altre forme inventate ad uso e consumo dall’uomo, a seconda delle sue necessità di potere.

D’altro canto, quello stesso uomo ha di per sé la necessità di essere governato da qualcuno, forse per una sua innata mancanza di civiltà, che lo costringe ad accettare che qualcuno gli dica cosa deve e cosa non deve fare. Amo molto il pensiero di De Andrè quando ci confida: “Se posso permettermi il lusso del termine, da un punto di vista ideologico sono sicuramente anarchico. Sono uno che pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio.”

Ed ecco che allora che diventa fondamentale essere una parte attiva dell’impegno politico della società che vogliamo creare che però, badate bene, non deve per forza prevedere una nostra discesa in campo, ma che si può anche limitare ad una ricerca di consapevolezza, al fine di essere una componente di una verità istituzionale e non solo vittime di una menzogna politica. Il nostro progetto, anche per me che mi ritengo da sempre un attento osservatore, è divenuto di una complessità che non riesco più a gestire da solo, tra corsi, formazioni, punti, eccetera, con un gap difficilmente colmabile, se non si partecipa agli eventi dove quelle cose vengono spiegate. Questo nuovo step del progetto, che oltre ad essere necessario era probabilmente indispensabile, però mi fa pensare che il mondo migliore per il quale mi sono innamorato del progetto Coemm & Clemm, oggi mi manca terribilmente. Mi manca il sapere Coemm come fulcro attorno al quale ruotava il nostro progetto dei Clemm, mi mancano alcune figure che erano divenute familiari in quell’idea e mi mancano soprattutto alcuni appuntamenti fissi, che erano di fondamentale importanza, al fine di raggiungere una consapevolezza ed una conoscenza del progetto stesso. Oggi tutta l’informazione ruota attorno alla figura di Maurizio Sarlo e del PVU, mentre il progetto da cui è partito tutto questo, sembra diventato un contenitore di buoni propositi, da indirizzare quasi esclusivamente verso la prospettiva politica.

Io, per la mia storia, non potrò mai impegnarmi attivamente in politica, nemmeno quando la mia vicenda si dovesse concludere; questo perché se uno ha sbagliato, anche se poi ha pagato, nel nostro paese non ha la possibilità di dimostrare il proprio cambiamento, mettendosi a disposizione degli altri, anche politicamente. Questo è uno dei motivi per cui io amo profondamente invece il progetto Coemm: è come se la mia coscienza mi dicesse di mettere a disposizione del progetto presieduto da Maura Luperto, tutto quello che posso dare, ma nel contesto di qualcosa che ad oggi per me non può prevedere nessun incarico, nessuna partecipazione e soprattutto che è andato oltre quel quid, che non ritengo più qualcosa da dover aspettare. Badate bene che io ne avrei bisogno come e più di molti altri di voi, ma ho raggiunto la consapevolezza che a questo progetto non permetterò di “gestire” la mia vita economica, che voglio guidare e indirizzare personalmente, verso altre forme di sussistenza, più tradizionali, che prevedono un mio impegno diretto al fine di guadagnare quello di cui ho bisogno. Credo di avere raggiunto anche la determinazione che non diventerò mai quello scrittore che per un po’ di tempo ho sognato di poter diventare anche grazie a Coemm.

E allora tanti si potrebbero chiedere cosa io cerchi adesso nel progetto; alcuni amici, tempo addietro, mi parafrasavano, probabilmente meleggiandomi, indicandomi come il filosofo del progetto. Certamente la mia cultura e la mia preparazione non mi permettono di assurgere a tale ruolo, che prevede ben altra intelligenza e predisposizione alla ratio, di quella normale che posseggo io e che al massimo mi permette di filosofeggiare; ma anche se su un altro livello, oggi io sogno di poter continuare a vivere il progetto Coemm, venendo visto da coloro che in quest’idea hanno scoperto l’amore verso la difesa di qualcosa di importante, come “un buon esempio”. Io ho fatto errori gravi ma nonostante questo, grazie alla mia convinzione nel progetto per un Mondo Migliore, oggi credo di poter rappresentare quella parte evoluzionaria del progetto Coemm, nella quale ho ricostruito la mia dignità, attraverso un impegno altruistico da donare al tutto che mi circonda.

Ecco che allora sicuramente la parte politica del progetto sarà quella che farà fare il salto di qualità all’idea di Maurizio Sarlo, ma quello che sogno adesso io, è che il progetto Coemm invece, continui ad essere soprattutto un contenitore di valori umani, da mettere a disposizione degli altri, anche attraverso il solo “Buon Esempio”, anche fuori dal contesto politico del progetto.

Mi piacerebbe pensare che un giorno, oltre ai parenti ed agli amici, anche coloro che mi hanno conosciuto attraverso il progetto, pensando a quello che posso avere fatto per quest’idea meravigliosa, mi riconoscessero nelle parole di una poesia che ho scritto tanti anni fa.

 

 Peccato  

  

Al termine infine di questa salita,

viaggio su un carro in quest’ultima gita,

da cui miro i presenti in compunti vestiti,

che seguono mesti con finti occhi velati.

 

Non vissi abbastanza da veder vecchiaia,

rimpiango nel viale coperto di ghiaia,

che porta alla casa da cui non si torna,

che un vecchio cipresso ormai domo non orna,

    

Frasi buttate al vento della memoria,

non m’hanno donato ne ori nel gloria,

chiacchiere perse da finto oratore,

vocali affogate in un vuoto bicchiere.

 

Ho tanto parlato senza dire mai niente

ed un unico termine tornasse alla gente,

da molti dei quali sarò poi scordato,

ma che almeno qualcuno poi pensi,

peccato.

(Tratta da “Ricordi Mancati” di Daniele Lama Trubiano edizioni LFA Publisher)

Daniele Lama Trubiano 2019©

 

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