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 Eticrazia…  Soldi e politica

“Questa società italiana appare putrefatta e moralmente fiacca. Tutta, non soltanto il governo e il sottogoverno: tra chi sta dentro il palazzo e chi sta fuori c’è una corrispondenza. La corruzione dei politici e dei loro manager è una costante della vita politica italiana e forse non soltanto italiana: nasce soprattutto dal bisogno di procurarsi l’enorme quantità di soldi che i partiti e le loro correnti divorano, coinvolge tutti o quasi, creando una ragnatela di reciproci ricatti.” (Norberto Bobbio)

La battaglia politica tra i diversi schieramenti, dovrebbe ruotare intorno alle diverse posizioni politiche che derivano dal substrato culturale, nel quale nasce e si sviluppa una qualsiasi teoria o ideologia. In realtà oggi i centri studi delle varie formazioni che si affrontano nei palazzi dei bottoni, sono divenuti una sorta di uffici di ragioneria, nei quali si calcolano le spese, gli investimenti e i soldi da dover reperire e spendere, sia per la gestione della cosa pubblica, sia soprattutto per le spese del baraccone della politica. L’arte della politica oggi è praticamente scomparsa e i temi che vengono affrontati a palazzo sono solo ed esclusivamente argomenti legati al “dio denaro”.

L’importanza di tale argomentazione, la dimostra anche gli attacchi smisurati che sono stati fatti nei confronti del progetto Coemm, badate bene, non per le argomentazioni che ha portato sulla scena dibattimentale italiana, molte delle quali oggi, per la prima volta, sono state acquisite dall’attuale classe dirigente che le ha fatte diventare parte integrante dei loro programmi politici, ma anche in relazione ad alcune terminologie usate dal progetto di Maurizio Sarlo, vedasi per esempio il “cambiamento di paradigma”, delle quali mai si era sentito parlare in precedenza.

Anche chi ha seguito il progetto dall’inizio, ha avuto la netta sensazione che le tematiche portate avanti da Coemm, potessero essere utopiche se non addirittura fantasiose e sarebbe stato logico che l’idea sarliana del cambiamento di questa società capitalistica, avrebbe potuto essere attaccata fondamentalmente sulle tematiche evoluzionarie proposte.  Chi ha effettuato il percorso di crescita dentro il progetto e nei salotti culturali Clemm, ha poi maturato una consapevolezza, in merito alla fattibilità del progetto di Maurizio Sarlo, che oggi si dimostra quanto di più reale ed equilibrato sia possibile sperare, per modificare quel famoso “paradigma”, riequilibrando i costi ed i servizi, al fine di “avere poco, ma il giusto e tutto un po’ di più”.

Se non sono state le progettualità e le tematiche portate avanti da Sarlo, dove il progetto è stato in realtà attaccato? Come tutte le cose della politica, l’argomentazione con cui si è tentato di distruggere il progetto Coemm, è stato il danaro. Nelle varie trasmissioni dedicate al progetto, non si è parlato delle tematiche proposte, cercando di smontarle con argomentazioni precise, ma solo ed esclusivamente di quell’euro, che circa 30 mila persone di media all’anno, in questi ultimi tre anni hanno versato per contribuire alla realizzazione del progetto, in modo volontario. Facendo due calcoli, i soldi raccolti con queste donazioni, molte delle quali sono state utilizzate per interventi di sostegno a famiglie in difficoltà, non arrivano nemmeno ad un terzo di quelli raccolti nelle recenti primarie del PD, nelle quali 1,8 milioni di persone, si sono recate a votare il nuovo segretario del partito, versando due euro a testa, che sono serviti a garantire loro la possibilità di votare. Alla fine, sono stati raccolti circa 3,6 milioni di euro dei quali nessuno chiede conto, che andranno fagocitati nelle casse di quel partito politico, che come gli altri organismi politici dell’arco istituzionale, ogni anno vanno a gravare sulle casse dello stato, alla voce “costi della politica”, per un ammontare di circa 23 miliardi di euro (fonte Huffpost).

Quando sentiamo parlare delle attuali forze politiche, puntualmente riceviamo solo riscontri sui soldi che avrebbero preso, in un bailamme di cifre che oltre ad essere spropositate rispetto alla realtà di buona parte del paese, risultano anche offensive nei confronti di quei molti, che invece non sanno come fare per mettere insieme il pranzo con la cena.

Noi ci auguriamo che la Politica, quella con la “P” maiuscola, sappia riscoprire in un prossimo futuro, il gusto e l’importanza di una progettazione di idee, che siano staccate dal mero calcolo economico e che, come diceva Tiziano Terzani, non debba più rispondere a modelli matematici, ma che metta al centro della sua azione, solo ed esclusivamente l’Uomo.

Oggi abbiamo la possibilità di prepararci a fondo per provare a scalzare il trono di una classe politica, che fa dell’acquisizione delle casse di oro il proprio punto di interesse, invece che pensare a costruire un vero benessere diffuso nella popolazione, basato sulla redistribuzione della ricchezza ma anche e soprattutto di una condivisione di quelle caratteristiche di conoscenza, esperienza e capacità, che la politica dovrebbe sempre mettere a disposizione di tutta la società.

“Se il denaro è la tua speranza per l’indipendenza, non ne avrai mai. La sola vera sicurezza che un uomo può avere a questo mondo è una scorta di conoscenza, esperienza e capacità.”  (Henry Ford)

Daniele Lama Trubiano 2019©

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