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Politica

Eticrazia: la Richiesta è Donna

“Prima di valutare se una risposta è esatta si deve valutare se la domanda è corretta.”

(Immanuel Kant)

Per parlare di “Eticrazia” questa settimana, voglio partire dal tema del mese proposto dalla presidente di Coemm per questo settembre, ovvero “La Richiesta”. Ma cosa è poi la richiesta? Intanto letteralmente è l’esternazione di qualcosa che desideriamo ma che non possiamo avere nell’immediato. Difatti è proprio richiedendo, che potremmo ottenere qualcosa che non è alla nostra portata immediata. Certamente questo è quello che può rappresentare “la richiesta” soprattutto per quanto attiene al materiale o in seno alle nostre esigenze, ma filosoficamente come possiamo definire tale azione. Il richiedere descrive sempre il divenire o può rappresentare anche l’Essere in quanto tale?

Indubbiamente parlare di questo tema ci potrebbe portare a cadere in un ginepraio filosofico, difficilmente comprensibile a chi come me, non ha basi accademiche filosofiche, ed allora cercherò di soffermarmi non sul significato empirico della richiesta, bensì sulla correttezza della richiesta stessa, ovvero quando e come le domande che noi poniamo, mostrino poi una vera essenza di eticità.

Per farvi comprendere questo aspetto, ritorno a venerdì scorso quando Maurizio Sarlo, ospite della provincia di Pisa per una cena conviviale, al termine della stessa, dopo la presidente di Coemm Maura Luperto, ha portato il suo saluto ai partecipanti. Nel discorso che ha fatto ha ribadito con forza, tra le altre cose, “l’autenticità, la particolarità e la diversità del nostro progetto” rispetto a tutti gli altri istituti che possiamo oggi osservare nel panorama sociale e politico che ci circonda. A prescindere dalle belle frasi di circostanza, utilizzate dai politici in questi giorni, nei quali abbiamo apprezzato molto però l’affermazione del premier Giuseppe Conte sulla necessità di tornare “ad un uso sobrio delle parole”,  dobbiamo altresì soffermarci sulla accezione di un “Nuovo Umanesimo”, più volte citato da chi attualmente governa questo paese, ma che risulta difficilmente comprensibile a chi vede nell’attuale panorama politico, una congregazione di soggetti legati a doppio filo alle più svariate lobby di potere, che sicuramente tutto hanno, fuorché l’interesse di rimettere l’Uomo al centro della società.

Ecco che allora l’affermazione di Maurizio Sarlo sulla <<autenticità, la particolarità e la diversità del nostro progetto>>, diventa centrale in un progetto che vuole cambiare totalmente il paradigma che regola questo sistema, materialistico, capitalistico e perché no, imperialista, ma non inteso come uno slogan o una peculiarità del progetto, ma come essenza del progetto stesso. Troppo spesso le belle parole che hanno accompagnato la storia della nostra repubblica, sono state cancellate da opportunismo e da interessi di parte e l’esaltazione della nostra differenza rispetto al tutto che ci circonda, oltre ad essere la forza e del progetto e di conseguenza del partito politico che ha deciso di seguire l’idea Coemm, diventa “ipso facto” una delle basi fondanti del progetto stesso, che non dovrà mai essere tradita.

Così alla fine del suo discorso, mi sono avvicinato a Maurizio e gli ho posto la mia “Richiesta”, che non ha avuto riferimenti a dvd, combustori, acqua ponica, quid, microcrediti o consorzi; la domanda che ho posto a Sarlo, credo che sia l’unica vera importante “Richiesta”, che oggi tutti noi dobbiamo porci personalmente e porre al progetto che amiamo:

<<Ce la faremo a continuare ad essere diversi?>>.

Maurizio Sarlo, venerdì sera, dopo che gli ho posto la mia Richiesta, mi ha guardato con un sorriso fraterno e mi ha risposto “Resistere”.

Con la risposta del fondatore di Coemm, ho capito che il progetto di cui faccio parte, va ben oltre le domande che ci possiamo porre e forse quelle stesse domande, raccontano un senso molto più profondo dalla semplice richiesta che andiamo poi a fare. La Richiesta è donna e si manifesta nella sua complessità e profondità e non come nella domanda che è invece tipicamente maschile, con la sua semplice banalità di equazione tra domanda e risposta. In quel “Resistere” c’è tutto il significato di quattro anni di esposizione mediatica, con attacchi, offese e pubblico ludibrio, che avrà anche dimezzato la forza materiale umana del progetto, ma che in realtà ha creato uno zoccolo veramente importante di persone, che stanno raggiungendo la consapevolezza che quello che andremo ad ottenere, sarà solo il frutto della nostra capacità di “Resistenza”. Ecco oggi la “Richiesta”, grazie al progetto Coemm, si manifesta nella nostra “Resilienza”.

“Le donne pensano più al senso recondito delle domande che alle domande stesse.” (Gabriel García Márquez)

Daniele Lama Trubiano 2019©

 

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