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 Eticrazia…  Going back to my roots

“Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre”.

(Josè Saramago)

Ero poco più che un ragazzino e le mie prime uscite in discoteca, erano battezzate dagli Odyssey un terzetto musicale americano, che con la cover “Going back to my roots”, mi regalavano i primi passi di danza nel mitico “Green Ship”, uno dei locali più famosi della lucchesia, alla fine anni settanta. Conoscevo pochissimo l’inglese e sinceramente non avevo nemmeno la fantasia di cercare il significato dei brani che ascoltavo mentre ballavo, ma questo pezzo musicale, utilizzato dai dj dell’epoca per iniziare la serata, aveva qualcosa di speciale, che mi arrivava direttamente al cuore, nonostante la mia ignoranza anglofona. Solo molti anni più tardi, avrei compreso il significato testuale e filosofico di questo brano, quando grazie ad alcune chiacchierate notturne con un console americano a Firenze e soprattutto con le frattaglie di nozioni di filosofia apprese nelle mie letture, sarei arrivato a capire la vera importanza del concetto “Going back to my roots” ovvero, del “Mio ritorno alle origini”.

Oggi è il 17 settembre del 2017 e negli ultimi mesi la nostra vita si è riempita di qualcosa di immenso e grande, di una nuova idea di esistenza, che ha coinvolto con noi decine di migliaia di persone, che oggi si ritrovano assieme, per tentare di costruire qualcosa di nuovo per chi ci seguirà su questa disastrata terra. È una nuova visione del mondo che rimette al centro della società l’essere umano e che immagina il futuro dentro un nuovo umanesimo. Tutto è nato dall’idea di un grande comunicatore, apparso dal nulla nelle nostre vite, come pungolo e stimolo per tutti coloro che ritengono di non potere più accettare una società capitalistica, imperialista, ma soprattutto materialista, nella quale “pochi hanno tantissimo e tantissimi hanno poco”.  Oggi per il progetto creato da questo piccolo grande uomo, arrivato in punta di piedi da Noale, un piccolo paese del Veneto, è la vigilia di qualcosa di grande, che potrebbe cambiare completamente la storia di questo progetto. Più di centoventimila persone aspettano questo evento, che dovrebbe precludere ad una nuova consapevolezza, che potrebbe gettare le basi di quella nuova società umanistica, che stiamo cercando di costruire insieme all’ideatore di questa cosa, Maurizio Sarlo.

Maurizio Sarlo è il fondatore del progetto Coemm ed il successivo 18 settembre, non sarebbe riuscito a realizzare quello step che aveva sperato, per tanti motivi che non stiamo qui a ricordare. Indubbiamente quello che è accaduto successivamente a quella data, è stato però fondamentale per un’evoluzione di consapevolezza degli aderenti al progetto, che con l’acquisizione della difficoltà nel realizzare il progetto Coemm e con un loro dimezzamento, hanno anche iniziato a cambiare la loro visione del progetto stesso, comprendendo che il cambiamento che avrebbero voluto vedere realizzato nel mondo da Coemm e dai Clemm, in primis doveva realizzarsi in loro stessi. Tutto questo è stato possibile costruirlo sia per l’impegno posto in essere dagli aderenti, sia per l’impegno dello stesso Maurizio in prima persona, che ha profuso linee guida, informazioni e motivazioni, da vero leader spirituale e morale, come specchio dell’idea che stava portando avanti.

Con la nascita del PVU, ma soprattutto con l’assunzione della carica politica di Maurizio Sarlo all’interno di questo nuovo partito, che ha deciso tra l’altro di seguire il regolamento Coemm e con la conseguente decadenza della sua leadership nel progetto Coemm, si è incrinato quel meccanismo fondamentale di Coemm che vedeva in Maurizio Sarlo, il pater familias al quale rivolgere l’esempio, per avere delucidazioni e per comprendere le varie tematiche ed i meccanismi che avrebbero permesso di fare crescere gli uomini e le donne di buona volontà, nel rispetto delle quattro regole del progetto stesso: Etica, Altruismo, Riservatezza e Buona Comunicazione.

Sempre più con il PVU, è cresciuto il rilievo dell’aspetto politico del progetto e del suo segretario Sarlo, mentre si è affievolito il rapporto con coloro che vedevano il cambiamento da attuare grazie al progetto Coemm e non attraverso la politica del PVU. Noi siamo convinti che tutto quello che di buono potrà fare il Partito del Valore Umano, dovrà imprescindibilmente passare da una crescita del progetto Coemm e da una sua ridefinizione nel contesto di una progettualità, che preveda che il Coemm non sia solo una cassa di risonanza del PVU, ma eventualmente proprio l’inverso. L’essere incaricato politico è certamente importante e prevede un grande sforzo di comunicazione e di presenza nell’ambito di quella che è la comunicazione politica, ma a noi, romantici della buona comunicazione e sognatori di un Mondo Migliore, manca oggi quella carica di ottimismo, speranza e di illuminismo evolutivo, che Maurizio ci regalava dalle pagine dei social e in tutte quelle situazioni in cui l’informazione ci arrivava dalla rete o dalla televisione.

Ecco che allora il nostro “Going back to my roots”, da umile e piccola voce del progetto, lo vogliamo dedicare a Maurizio Sarlo, con la speranza che fra tutti gli impegni che il suo essere Istituto politico gli obbliga, trovi il tempo e la forza di ritornare alle origini del progetto, nel quale era faro illuminante di un mondo migliore, non verso quello che potrebbe essere la gestione di una amministrazione pubblica, ma nell’indirizzo evolutivo da regalare al cuore di chi oggi ha sempre fiducia in lui. Il progetto Coemm non ha ancora dato nulla rispetto a quello che sono le sue potenzialità e non vorremmo che qualcuno credesse che questa esperienza, possa essere lasciata morire, in nome di una superiore importanza dell’aspetto politico. Siamo convinti che Maurizio nella sua lungimiranza saprà rivitalizzare il ruolo di Coemm, riportandolo al centro della scena che lo vede perno di una nuova società, più che leader di un nuovo partito.

Noi speriamo che Maurizio si riconosca nelle parole di Khalil Gibran, che racchiudono una richiesta di aiuto di tutti coloro che non comprendendo la politica, hanno ancora bisogno del vecchio primo capitano, del fondatore e segretario di Coemm.

“Brevi furono i miei giorni tra voi, e ancor più brevi le parole che ho detto. Ma se la mia voce si affievolirà nel vostro orecchio e il mio amore svanirà nella vostra memoria, allora io tornerò. E con cuore più ricco e labbra più docili allo spirito, parlerò con voi. Sì, tornerò con la marea”.

(Khalil Gibran)

Daniele Lama Trubiano 2019©

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