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Senti chi parla…  Giovanna

“Ciao Daniele cosa pensi di tutte quelle persone che festeggiano Halloween? Io non la festeggio perché è una festa americana pagana che non c’entra nulla con la nostra cultura e la nostra religione”.

Quante volte abbiamo sentito dire queste parole e probabilmente, nonostante che poi ci siamo prodigati per acquistare caramelle e dolcetti, per tutti quei i bambini che la notte del 31 ottobre avrebbero poi bussato alla nostra porta, compiendo il rituale americano del <<trick-or-treat>>, da noi conosciuto come: <<dolcetto o scherzetto>>, in realtà poi anche noi a questa festa ci abbiamo sempre creduto sempre poco. Ma Halloween è davvero una festa americana che non ha nulla a che vedere con la nostra cultura? Assolutamente no! Halloween è una ricorrenza che risale alle origini della nostra civiltà europea ed in particolare alla cultura celtica; anche da noi in Italia veniva festeggiata nella notte tra il primo ed il due novembre come la fine dell’estate, in onore della festività di Samuin, una ricorrenza celebrata dai Celti e dai Gaeli, arrivata anche da noi. Nella bassa Europa invece era conosciuta anche come la “Notte delle Lumere” e solo successivamente ha preso il nome che deriva dal termine inglese Halloween. Nel XX secolo negli Stati Uniti ha assunto la forma di una festa spiccatamente commerciale dalle caratteristiche spiccatamente macabre.

Anche in epoca romana, i morti venivano festeggiati nel mese di novembre attraverso la ricorrenza “Parentalia”, mentre in realtà, in molti altri paesi occidentali in questa ricorrenza venivano festeggiati i santi. Difatti la parola Halloween deriverebbe dallo scozzese “All Hallows’ Eve” che tradotto significa “Notte di tutti gli spiriti sacri” o anche “All Hallows’ Day” tradotto nel moderno “All Saints’ Day” che significa notte di Ognissanti.

Gli americani invece per confermare quell’aria da ricorrenza macabra, collegano il nome di Halloween al verbo “To Hollow” ed in particolare all’azione “Hollowing”, che significa scavare e che rappresenterebbe l’operazione che si effettua per scavare appunto la zucca per porvi all’interno una candela. Tale usanza è ricondotta al personaggio Jack O’ Lantern che fu condannato dal Diavolo a vagare per il mondo solo di notte, alla sola luce prodotta da una zucca scavata che conteneva un lumino, alla ricerca di qualcosa da mangiare. Questa usanza, che molti ritengono collegata alla pratica del “dolcetto scherzetto”, non a nulla a che vedere né con il ricordo di Jack O’ Lantern e nemmeno con ricorrenze pagane. Fin dal medioevo infatti era usanza mascherarsi per il primo novembre per praticare “l’Elemosina”, da parte della gente povera che il giorno di Ognissanti, andava di porta in porta, chiedendo qualcosa da mangiare, in cambio di preghiere per i morti di chi abitava in quelle case. Tale usanza sarebbe nata in Irlanda e Gran Bretagna nel tardo medioevo, ma si hanno tracce della stessa pratica anche in molte località del sud Italia. Lo stesso William  Shakespeare, riporta questa usanza nell’opera “I due gentiluomini di Verona”, nella frase «lagnarsi come un mendicante a Hallowmas>>.

Perciò cara amica Giovanna festeggia pure la festa di Halloween e invita i tuoi figli e i tuoi nipoti a festeggiarla e non per rappresentare zombi, fantasmi o fattucchiere, ma più semplicemente per regalare un pensiero, a tutte le persone che abbiamo amato e che non ci sono più. Il grande Totò ci ricorda che: “Ogn’anno, il due novembre, c’é l’usanza, per i defunti andare al Cimitero. Ognuno ll’adda fà chesta crianza; ognuno adda tené chistu penziero”, ma se andiamo a vedere bene, noi stessi non siamo differenti dagli americani nel festeggiare i nostri morti. Loro magari hanno creato intorno a questa festa un evento commerciale, ma anche noi il primo novembre, oltre a realizzare un evento che fa la gioia di fiorai e dei giardinieri, in realtà spesso trasformiamo questa mesta ricorrenza, in uno sfoggio di grandi pettinature, abiti buoni e parole pettegole.

Ritroviamo il piacere di dedicare un giorno dell’anno alle persone defunte e magari facciamo in modo che non sia il calendario a doverci ricordare quando farlo. Buona festa di Ognissanti a tutti voi ed in particolare alla mia amica Giovanna, che mi ha dato lo spunto per parlare della festa di Halloween. Io, da parte mia, voglio ricordare la morte con una frase di un bellissimo film di Benigni: “La morte non mi piace per nulla, ed è l’ultima cosa che farò”.

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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