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Lunedi sotto la Torre: “Il brodo di giuggiole”

Quando ho visto le foto di Sebastiano che ritirava il premio letterario che era stato concesso al mio libro “Bolle di affanno”, sono andato in brodo di giuggiole”.

Nella provincia di Pisa, come in tante altre città, i vari periodi dell’anno, sono scanditi da feste paesane che ci ricordano i frutti della terra e del territorio. Ecco che a Buti ogni anno con il giungere dell’autunno, troviamo la festa delle castagne, a Terricciola in occasione della vendemmia la festa dell’uva e del vino e a Calci, con la raccolta delle olive, la festa dell’olio, che quest’anno sarà purtroppo marchiata dal fuoco della stupidità umana, che con mano scellerata ha distrutto, pochi giorni fa, molti degli oliveti che hanno reso famoso questo territorio.

Ma oggi vi voglio raccontare di una piccola festa, che domani 2 ottobre, avrà luogo a Badia San Savino, una piccola località in provincia di Pisa, dedicata ad un frutto che nasce da una pianta asiatica, la Ziziphus jujuba, arrivata chissà come da quel continente e che in questo territorio ha trovato un habitat naturale per attecchire e crescere.  Si presenta come un piccolo arbusto e nel corso dei secoli si è diffuso nei paesi mediterranei ed è coltivato sia come pianta ornamentale, sia per i suoi prelibati frutti, che si presentano come drupe ovoidali, con una buccia sottile e liscia di color rosso scuro, la cui polpa ha una consistenza compatta e farinosa, come quella delle mele selvatiche di cui ricorda anche il sapore acidulo. È la “Giuggiola”, detta anche “Scéciula”, ma che in provincia di Pisa, viene onorata in una festa annuale paesana, che prende il nome di “Festa delle Zizzole”.

Le “giuggiole o zizzole”, sono ottime da mangiare fresche o da usare come ingrediente per marmellate, sciroppi, dolci secchi e biscotti, ma sono soprattutto famose per essere l’ingrediente principale per la produzione di un particolare liquore, conosciuto come “Il brodo di giuggiole”. Proprio dalla sensazione di felicità ed appagamento derivata dalla assunzione di tale liquore, nasce il modo di dire: “andare in brodo di giuggiole”.

Quindi se capitate a Pisa domani pomeriggio, fate un salto nella località di Badia San Savino, dove troverete i banchi della “Festa della zizzola” ad aspettarvi, con tante specialità locali come i brigidini, l’addormenta suocere, il torrone ma soprattutto tante zizzole da gustare in compagnia, magari accompagnate da un buon bicchiere di “brodo di giuggiole”. La giuggiola è stata molte volte decantata anche da grandi scrittori e poeti e oggi vi vogliamo regalare uno scritto meraviglioso di Grazia Deledda, nel quale la maestosa scrittrice esalta questo prelibato frutto:

“Ecco il cortile del nonno, prima che il padre di Giulio emigrasse e facesse anche una certa fortuna in città: il cortile è ingombro di laterizi, perché anche il nonno è capomastro: ma in mezzo sorge un albero bellissimo, con le foglie di un verde come ritagliato in una seta tinta col vetriolo:  e tra una foglie e l’altra innumerevoli frutti piccoli e scarlatti, che sembrano duri e invece a mangiarli sono dolci e teneri, d’una tenerezza un po’ resistente che si prolunga, che si fa succhiare, si concede a poco a poco per farsi meglio godere. È l’albero delle giuggiole…” 

Daniele Lama Trubiano 2018©

 

 

 

 

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