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Fatti non foste… Mimose e scarpette rosse

“La donna è uscita dalla costola dell’uomo, non dai piedi perché dovesse essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale… Un po’ più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere Amata”. (William Shakespeare)

Tra poche settimane vedrà la luce un libro che ho scritto a quattro mani con un’amica, che mi ha fatto entrare violentemente in una realtà di abusi e di violenze domestiche, per il racconto delle quali, ho avuto grosse difficoltà a metterle su carta. Insieme a questa grande donna, che ha superato cose indicibili ma soprattutto inimmaginabili, abbiamo intrapreso un viaggio nell’animo umano fino al suo livello più basso per riuscire a regalare al lettore, qualcosa che potesse aiutare chi oggi continua ad essere oggetto di violenza, soprattutto da parte di chi invece dovrebbe dare solo protezione, per comprendere che chi “ti ama, non ti tocca mai”.

Il libro racconta anche nei minimi particolari, cose che nessun genitore dovrebbe mai nemmeno pensare, ma porta alla luce una realtà familiare, purtroppo ancora oggi troppo presente anche tra le mura domestiche italiane, nelle quali mariti-padroni, costantemente “violentano” le proprie mogli, non solo con azioni fisiche, ma soprattutto con una serie di pressioni psicologiche, che spesso portano la donna all’annullamento.

Questo paragrafo è tratto dal libro che stiamo scrivendo con questa amica, e oggi, per parlare delle donne, avrei potuto mettere uno dei tanti episodi che raccontiamo, di violenze fisiche avvenute in quella casa. Ho scelto invece di mettere questo paragrafo, che racconta la prima notte di nozze della madre della mia co-scrittrice, nella quale, già dalla risposta data dal marito alla giovane moglie, emergeva chiaramente quello che avrebbe potuto essere il loro rapporto di coppia. Da una parte il marito-padrone, dall’altra la donna che deve servire e non fare domande. Credo che sia importantissimo questo piccolo passaggio perché vuole aiutare le donne a capire che la violenza nasce da segnali chiari di mancanza di rispetto.

A tutte le donne che credono di avere ricevuto in dono la missione di essere la crocerossina del proprio uomo, vorremmo fare capire invece che un uomo violento verbalmente o fisicamente, non deve essere curato, ma rinchiuso.

Noi siamo contrari sia alle mimose usate per dare solidarietà al femmineo, che alle scarpette rosse a rappresentare la violenza contro di loro. Noi crediamo, purtroppo che le donne oggi più che di fiori gialli, abbiano bisogno di quel rispetto che non hanno mai avuto, anche semplicemente se decidono di parlare di calcio. Se poi vogliamo davvero rappresentare la maggior parte delle violenze subite dalle donne, dobbiamo capire che quelle da esporre, purtroppo, non sono scarpe ma più drammaticamente delle “pantofole rosse”. Vi chiediamo perdono, ma noi oggi, in questa giornata di ipocrisia, non abbiamo voglia di augurare nulla alle donne, macchiate del loro sangue non più tardi di ieri, da parte di chi urlava invece al mondo di amarle. A tutte le donne noi, oggi, sottovoce, con il cuore a pezzi, diciamo semplicemente: <<Scusateci se non riusciamo ad essere forti come voi, ma non perdonateci mai quando di quella forza intendiamo fare la nostra ragione!>>

“Chi oggi ti tappa la bocca, domani te la strapperà a schiaffi e pugni”.

Daniele Lama Trubiano 2019©

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