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Fatti non foste a viver… a porte chiuse

La Porta

Al tavolo del bar, da un vermut accompagnato,

ascolto un vecchiettino, parlar del vicinato,

rinchiuso in condominio, ne ignora l’esistenza,

un altro sta isolato e ne ha fatto sempre senza,

nascondersi tra mura, è quasi obbligatorio,

celarsi al vicinato per questo calendario,

ragionano del fatto che nessun più li supporta,

e il benessere purtroppo, ha inventato anche la porta.

(tratta dal libro di poesie “Tu chiamale se vuoi… Emozioni” di Daniele Lama Trubiano)

Quante volte abbiamo visto chiudere le porte di fronte ai problemi altrui, che la vita ci racconta ogni giorno. È la conseguenza di un benessere che ha inventato la porta e che ci permette di chiudere fuori dalla nostra esistenza, i pensieri e le difficoltà delle altre persone, con un meccanismo di finto egoismo che ritiene di poter vivere bene, anche se intorno a noi c’è un malessere diffuso.

In realtà nessuno può vivere serenamente in solitudine perché l’essere parte di un tutto ci costringe a subire comunque le conseguenze di quello che ci gira attorno. Dovremmo finalmente imparare a “tenere aperte le nostre porte” come facevano i nostri avi, quando ogni persona che si presentava alla loro porta, era un ospite sacro da onorare e aiutare in tutto.

Oggi, grazie ad un progetto per un nuovo umanesimo, che ci sta restituendo la consapevolezza che nulla può essere fatto al singolare ma che tutto ha un fine totale e generale, abbiamo iniziato a comprendere che è fondamentale tornare ad una società nella quale la “Condivisione” non sia un accessorio, ma sia una delle basi fondanti. Come ci insegna Tiziano Terzani con i pensieri che ci ha lasciato, dobbiamo tornare ad una società “nella quale abbiamo poco, ma il giusto e tutti un po’ di più. Non come adesso dove pochissimi hanno tanto e tantissimi hanno poco”.

Molte persone che seguono il progetto Coemm, continuano a sperare, come gli ebrei attendono ancora la venuta del Messia, nella partenza di questo progetto di nuova solidarietà sociale, senza avere compreso che in realtà, la grandezza di quest’idea sta già viaggiando a vele spiegate da tanti mesi, soprattutto nelle azioni dei tanti Clemm che sul territorio, hanno compreso a pieno il messaggio altruistico del progetto e lo mettono in pratica giornalmente, anche con piccole azioni.

Alcuni Clemm, con azioni legati a nostra madre terra, come quelli di Padova e Venezia, che domenica 24 febbraio scorso, si sono ritrovati sulle spiagge di Sottomarina, per l’evento “Operazione spiagge pulite”, per procedere alla riqualificazione di una parte del litorale veneto, con una giornata nella quale 130 sacchi di immondizia riempiti, ha dimostrato quanto sia facile provare davvero a creare un Mondo Migliore.

Altri Clemm, come quelli della provincia di Pistoia, organizzando la raccolta “Amici in famiglia” volta ad aiutare le famiglie più in difficoltà, con prodotti “alimentari a media e lunga conservazione e prodotti per la pulizia della casa e della persona”.

Queste iniziative, insieme alle altre decine che molte province organizzano senza fini di lucro durante tutto l’arco dell’anno, dimostrano quanto sia semplice coinvolgere le persone in attività di solidarietà ed altruismo e soprattutto, quanto sia davvero facile far tornare gli Esseri Umani a girare la chiave della porta della propria vita, per aprirla al Tutto, smontando quell’idea che il consumismo ed una società verticistica basata sull’avere più che sull’Essere, ci avevano imposto, facendoci credere che, quelle porte, dovevamo invece  tenerle ben chiuse.

“Non c’è miglior chiave che la volontà di aprire una porta”. (Hasier Agirre)

Daniele Lama Trubiano 2019©

 

 

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