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Senti chi parla:

<<Ero al lavoro no… E allora dé è arrivato il capo e fa boia… E io dico dè!>>.

Chi lo segue dall’inizio come noi, da quando su internet iniziarono a girare i primi video de “Il Nido del Cuculo”, con i quali doppiava sarcasticamente e, diciamocelo pure, con una bella dose di volgarità, le scene più importanti dei film più famosi, insieme ad alcuni amici conosciuti sui fossi di Livorno, Paolo Ruffini per noi ha sempre rappresentato un momento di spensieratezza che non implicava un contesto emotivo razionale, ma più semplicemente toccava le corde di quella comicità popolare e un po’ borgatara, da godere al massimo nelle serate private con gli intimi amici.  

A prescindere dai contenuti, è indubbio che il video dove Paolo doppia Stallone nel film Rocky, manifesta una buona predisposizione al doppiaggio del nostro livornesaccio, ma anche e soprattutto una grande fantasia e sensibilità comunicativa. Quel video, che potete rivedere cliccando sotto, praticamente non dice nulla, ma contiene tanta di quella labronicità portuale, che racconta le infinite discussioni sui temi più disparati di marinai livornesi, davanti ai quattro mori, caricate su navi senza meta, che nessun porto potrà mai vedere arrivare. Una volta mi trovai dal Civili, un’istituzione a Livorno e dove, se almeno una volta non hai bevuto il mitico “ponche alla livornese”, non puoi affermare di avere assaggiato tale capolavoro, mi ritrovai ad assistere ad una accesa discussione, tra alcuni portuali, sui gradi della temperatura che deve avere il ponche. Tale discussione è stata condita con decine di “Poi dè!” che a Livorno vuol dire tutto e non vuol dire niente.

Così il nostro Paolo Ruffini ha iniziato la sua carriera che lo ha portato a fare delle apparizioni in alcuni film di Natale fino arrivare ad essere lui stesso l’attore principale di film, presentatore televisivo su una grande televisione nazionale, attore di teatro e ultimamente anche produttore teatrale. In tutte le sue trasposizioni ha sempre mantenuto una grande ironia e anche in questa ultima avventura, ha dimostrato quanto troppo facilmente marchiamo le persone per le sensazioni che ci danno, senza approfondire invece la loro sensibilità, limitandoci spesso a fidarci di quello che le nostre sensazioni ci trasmettono. Io stesso non avrei mai pensato che Paolo potesse scatenare in me grandi emozioni, condite anche da lacrime, ma recentemente invece ho dovuto cambiare profondamente idea su di lui, quando ho scoperto che ha creato una compagnia teatrale che si chiama “Up & Down”, nella quale oltre lui, recitano anche tanti giovani attori, che ironicamente sono indicati anche nel titolo della compagnia.  Sono ragazzi fantastici diversamente abili, che in una serata passata in teatro o prossimamente in un cinema, visto che Paolo Ruffini è riuscito a trasformare questa esperienza teatrale in un film, ci dimostrano veramente quanto speciali possano essere queste persone, a cui la vita a spostato una barretta del DNA, includendo una diversità che fino a pochi anni fa, era considerata solo un problema. Il nostro Mondo Migliore è composto sicuramente anche da persone come Paolo le quali, attraverso un lavoro serio e importante, riescono a creare delle possibilità affinché persone diverse dalla massa, come possono essere i ragazzi della Compagnia “Up & Down”, ma come possono essere anche per esempio i detenuti, per i cui diritti lotta giornalmente la nostra cara amica Paola Perinetto, pongono le basi per fare in modo che l’equilibrio che cerchiamo di ripristinare in questa società, coinvolga tutti e non lasci indietro nessuno.

Ci sono ancora delle date dello spettacolo teatrale “Up & Down” e chi ha la possibilità non dovrebbe farsi scappare l’occasione di essere presente. Permettetemi quindi di chiudere ringraziando Paolo Ruffini per questa ennesima prova di sensibilità, sulla cui grandezza mi verrebbe voglia di dirgli: <<Però…Boia dé!>>.

(Qualcuno potrebbe insinuare che sto facendo pubblicità occulta allo spettacolo ed io a queste persone rispondo di…. Si! E aggiungo anche che sempre ne farò gratuitamente, a chi pone in essere iniziative come queste).

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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