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Curiosità

Buona Domenica alla Befana

“La befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, porta un sacco pien di doni,
da regalare ai bimbi buoni”.

Esistono Almeno dodici versioni di questa filastrocca raccontata da tutti i nonni, la notte del 6 gennaio ai propri nipoti, nel momento in cui le calze venivano attaccate al camino in attesa che la befana poi nella notte le riempisse di dolci e doni.

Tutti quanti impersoniamo la befana in una anziana vecchietta, bitorzoluta e con grandi piedi, che viaggia la notte dell’epifania per consegnare doni o carbone ai bambini. Ma è davvero così? E come nasce questa tradizione e da dove ci arriva la leggenda della Befana?

Vi sembrerà incredibile ma per scoprire l’origine di questa usanza pagana, dobbiamo tornare alla mangiatoia dove fu deposto Gesù. Come tutti sappiamo il 6 gennaio si festeggia l’epifania, che è una parola che deriva dal greco e significa “Manifestazione” e si riferisce al giorno in cui Gesù bambino venne visitato dai tre Re Magi, Gaspare, Baldassarre e Melchiorre, che arrivati a Betlemme dall’Asia per rendere omaggio al nascituro, in lui riconosceranno il figlio di Dio, che a loro appunto si “manifesterà” come tale. Il termine Epifania con l’evolversi della lingua latina prima e di quella volgare poi, è divenuto Beffania ed è andato a descrivere una donna buona e anziana che porta i doni ai bambini, modificando la tradizione romana che attribuiva questo compito alle Dee Strenia e Abundia, le quali due settimane circa dopo il solstizio d’inverno, sorvolavano i campi coltivati, per favorire l’avverarsi di grandi raccolti. Queste due divinità venivano anche chiamate “Streghe della Beffania” e risulta alquanto semplice comprendere come alla fine, sparite queste due divinità, sia rimasta la “Befana” a ricordare quell’evento. Da notare che ancora oggi i doni che vengono dati ai bambini per la befana, in tanti posti viene chiamata “la Strenna”.

La nostra società spesso modifica le fole e leggende ad uso e consumo della propria cultura, ed ecco che qualcuno un giorno decise di raccontare la storia, che voi potrete da oggi raccontare ai vostri nipotini, sulla nascita della leggenda di Befana, che è bene ricordarlo, non è una strega brutta e cattiva, bensì è una vecchietta buona e misericordiosa, ispiratrice di grandi avventi positivi.

“I tre Re Magi, Gaspare, Baldassare e Melchiorre, con il loro carico di oro, incenso e mirra, sono in cammino dall’Oriente verso la Palestina per andare a rendere omaggio a Gesù bambino. Durante il tragitto si fermavano per rifocillarsi e per chiedere informazioni, nelle poche case che trovano lungo il cammino. Durante una di queste soste, si fermarono nella casa di Befana, un’anziana signora e al momento di ripartire, la invitarono a seguirli per andare a rendere omaggio al bambino appena nato. Befana, a causa della sua età si rifiutò e ritornò in casa, salvo poi poche ore dopo, pentirsi di non essere andata con i tre re e così si mise immediatamente in cammino per ricongiungersi a loro, con una borsa piena di dolciumi e biscotti da portare a Gesù bambino. L’anziana signora non conosceva però la strada per il luogo natale di Gesù e così era costretta a fermarsi in tutte le case a chiedere informazioni; quando trovava dei bambini in quelle dimore, lasciava alcuni dolciumi per le piccole creature.

Si dice che quella vecchietta non sia mai riuscita né a ricongiungersi ai Re Magi nè a trovare il luogo dove era nato Gesù e da allora Befana continua a percorrere le vie del mondo, distribuendo doni ai bambini buoni e carbone ai più scapestrati.

E allora Buona Domenica alla Befana e anche a tutti voi, augurandovi una buona festa dell’Epifania che vi permetta di intraprendere davvero quel percorso, che vi farà trovare già in cammino, quando davanti a voi si aprirà la strada per un Mondo Migliore, dimostrando di avere raggiunto quella consapevolezza, che ci ricorda anche San Giovanni Crisostomo.

“I magi non si misero in cammino perché avevano visto la stella, ma videro la stella perché si erano messi in cammino”.

Daniele Lama Trubiano 2018©

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