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Per Aspera ad Astra: “La finestra sul cuore”.

<<Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole>>. (Pablo Picasso)

A sessanta chilometri da Torino, risalendo la Valle Orco, si incontra Locana, un comune montano situato al centro di una bella conca verdeggiante, racchiusa tra abbondanti pascoli, boschi centenari e le quasi cento frazioni che si estendono sui due versanti dei pendii. Tutto intorno a questa vallata, sparse come coriandoli, si trovano centinaia di malghe nelle quali le persone che vivono o hanno scelto di vivere, scoprono ogni giorno la bellezza ma anche la difficoltà, di vivere in un contesto estremamente primordiale dove la modernità e la tradizione spesso confliggono tra loro. In quei luoghi nulla è semplice, anche il solo scendere a valle, quando l’inverno imbianca la vallata, diventa spesso un’impresa ardua, da compiere solo se estremamente necessaria.

Chi sceglie oggi di vivere in questi luoghi, che si dimostrano essere continuamente croce e delizia, spesso lo fa perché la vita qui è più accessibile e le spese di gestione di una famiglia si possono affrontare meglio, sfruttando proprio le potenzialità che offre madre natura. La legna per il riscaldamento è praticamente gratis, gli affitti sono ancora a misura di uomo, il bosco ed il sottobosco regalano continuamente possibilità nutrizionali da integrare a quello che si riesce ad acquistare, sfruttando le poche potenzialità di lavoro che offre comunque questo territorio.

In questi tre anni di progetto di Mondo Migliore, tra le tante località che ho conosciuto attraverso le centinaia di nuovi amici che mi ha regalato il sogno di Maurizio Sarlo, sicuramente Locana è una delle più caratteristiche. In questo grande comune vivono in una malga in mezzo ai boschi, due dei miei nuovi amici che in questi anni mi hanno regalato spesso emozioni ed occasioni per pensare. Sono Marco e ad Eva che hanno scelto di tornare a una vita più rurale, più difficoltosa, ma certamente più sana e vera, insieme ai loro due cani, ai cinque gatti, ad un pesce ma soprattutto insieme a Valentina, la cosa più bella che Eva abbia mai disegnato. Si perché se Marco impegna il tempo nella ricerca di quei lavori saltuari manuali che possano aiutare il sostentamento della famiglia, Eva invece è un artista a tutto tondo che soprattutto con un pennello in mano, riesce ad esternare quella sofferenza verso il tutto, che le permette di creare dei meravigliosi quadri. Molti credono che uno scrittore, un pittore o comunque un artista in genere, crei quello che il suo cervello immagina, per magnificare la bellezza; in realtà spesso le opere di un artista non sono altro che l’esternazione di una sua sofferenza interiore. Io dico sempre che ogni mia poesia è un graffio del mio cuore, che ho deciso di mostrare agli altri e credo di non sbagliare se affermo che Eva, nel momento che crea un quadro, regali all’umanità intera, dentro quel Pathos che racconta con i suoi colori, quella sofferenza per la verità, che è insita in chi sta cercando l’esaltazione della conoscenza.

Il progetto Coemm mi ha regalato centinaia di immagini che porterò racchiuse nel cuore, ma questa mattina, quando mi sono svegliato senza avere la minima idea di cosa avrei scritto, quando mi è apparsa sul pc l’immagine di Eva di spalle, che stava dipingendo il muso di un meraviglioso destriero, osservando attentamente quella foto, vi ho visto dentro il tutto. In quello scatto vi è l’arte del dipingere, la sofferenza delle spalle di chi ha qualcosa di se che vorrebbe mostrare che non sia il suo volto, l’ambiente caoticamente ordinato e quel computer acceso su una pagina social. Ed Eva, l’artista che guarda nel mezzo tra ciò che è la sua arte e il suo essere parte, quasi a cercare di nascondersi per poi “vedere l’effetto che fa”, come cantava un grande artista lombardo.   

Ed ecco che puntualmente, osservando attentamente la foto, scoviamo in alto, nascosta dietro un telo, una donna dipinta che ci spia per vedere le nostre reazioni. Forse è Eva o forse no, ma l’idea che questa artista così particolare, abbia voluto creare questa allegoria, nella quale chi osserva è in realtà osservato, ci affascina e ci emoziona. Tra tutte le opere di Eva poi, c’è un quadro che racconta una donna che sta guardando la luna, che appena economicamente potrò farlo, cercherò di fare indossare alla mia sala, perché i quadri non si appendono ai muri, ma si fanno vestire dalle nostre case e credo che i quadri della nostra pittrice, esalterebbero ognuna delle nostre abitazioni. Chi volesse informazioni sulle opere di Eva, può visitare il sito www.evabrunogalliano.it oppure chiedere informazioni alla mail evabrunogalliano@gmail.com.

Questa artista piena di amore, sofferenza e forse intrisa di rabbia, racconta profondamente con le sue opere il suo viaggio “Per Aspera ad Astra” e ringrazio il progetto per un mondo migliore, di avermi fatto incontrare e raccontare anche questa pittrice, alla quale per creare i suoi dipinti, basta aprire una finestra sul suo cuore per fare entrare l’aria di colore blu, l’amore e i fiori.

“Aprivo solamente le finestre della mia camera ed entravano l’aria color blu, l’amore e i fiori”. (Marc Chagall)

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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