Home>Blog>Cultura>Paroliamo: “Revenge”
Cultura

Paroliamo: “Revenge”

“Voglio vendicare i morti in mare”.

Con queste parole Ousseynou Sy, il senegalese che ieri ha dato alle fiamme un bus di linea alle porte di Milano, avrebbe motivato l’assurdo gesto, che ha tentato di mettere in atto. L’uomo avrebbe versato benzina dentro l’autobus, dopo avere legato studenti e professori, per “vendicare tutti i migranti morti nel Mediterraneo”. Solo la prontezza di spirito di uno degli studenti e la rapidità con la quale le forze dell’ordine sono intervenute, ha evitato che si verificasse una strage. Poteva essere una immane tragedia, con la quale avremmo chiuso drammaticamente l’inverno del 2019, mentre oggi invece siamo a raccontare l’arrivo della primavera, con una storia di ordinaria follia che, fortunatamente, non è stata bagnata dal sangue di tanti innocenti.

Quello di cui voglio parlare oggi è purtroppo, da sempre, proprio questa voglia di “Vendetta”, insita dentro l’essere umano, contro chi, gli ha commesso un sopruso, che ha portato alla creazione di una società nella quale “Revenge” è divenuta una delle parole di uso comune, che descrive il normale modo di affrontare le problematiche. Basta andare a leggere oggi i commenti che troverete sotto gli articoli che riguardano il fatto con cui ho aperto questo articoletto, che vi renderete conto di quanto il modus operandi che prevede la parola “Vendetta”, sia utilizzato e affermato, in molte delle persone che ci circondano. “Pane al pane e vino al vino” è sicuramente la metafora di questa società nella quale chi sbaglia, incappa più facilmente nei malefici della massa, che non nelle maglie di una Giustizia che spesso si dimostra disattenta e goffa.

Lo stesso progetto per un Mondo Migliore, insegna ad operare nei confronti degli altri, con un’assenza di giudizio e soprattutto di rivendicazione, che non deve essere considerata una debolezza, come molti ritengono, ma che in realtà è la vera forza di quest’idea di nuovo umanesimo. Purtroppo, molti di coloro che a parole dichiarano il loro allineamento alle regole del progetto, poi spesso scadono nella più turpe dimostrazione di poca eticità, soprattutto quando devono valutare o commentare gli errori altrui. Parlo di altruismo, perché il non giudicare gli altri, è anche questo un atto certamente Etico, ma soprattutto di grande Altruismo. Accettando l’errore altrui, senza volere per forza vendicare anche un danno subito, è infatti il modo per dimostrare la nostra “forza”, che non deve mai essere pretesa di vendetta, ma sempre e solo il riaffermarsi della Giustizia. A volte, quando ci vengono toccati gli affetti più cari, mi rendo conto che è difficile accettarlo, ma solo quando la nostra consapevolezza ci porterà ad agire sempre nella ricerca del giusto, forse allora avremo compreso davvero la grandezza del disegno del progetto per un Mondo Migliore di Maurizio Sarlo. Quando inizieremo davvero a vedere la luce che ci viene indicata, non ci sarà mai nessuna ombra che potrà oscurare il nostro amore verso il tutto, che è fatto anche di coloro che sbagliano, anche gravemente, ma verso i quali dobbiamo imparare a guardare, non con astio e cattiveria, ma semplicemente con comprensione e amore. Mi rendo conto che è difficilissimo, ma solo allora la forza che è stata utilizzata per commettere atti sbagliati, da questi uomini inconsapevoli, si trasformerà in una forza positiva e benigna, trasmessa attraverso il nostro amore.

Oggi quando qualcuno mi denigra o mi offende, io non lo critico ma gli offro in privato il mio abbraccio; il mio mondo prevede anche la sua presenza e quando non riesco a gestire le offese, allontano queste persone senza mai cancellarne la presenza dentro di me. Se voglio crescere davvero devo sempre tenere conto della critica, con un comportamento che non sia mai critico. Quando qualcuno mi punta il dito, io cerco di pensare che nel suo indicare, forse sta la ricerca di un’uscita da una strada tortuosa dentro una foresta cupa, della quale non conosce la fine e soprattutto da dove non vede la luce. Qualcuno un giorno, ci ha insegnato che “Dobbiamo perdonare e non vendicarci, perché spesso le persone non sanno quello che fanno”.

“La vendetta non è mai una strada dritta. È una foresta. E in una foresta è facile smarrirsi. Non sai dove sei, né da dove sei partito”. (Hattori Hanzo)

Daniele Lama Trubiano 2019©

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *