“Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla.”

In realtà queste parole di Albert Einstein, che ci aprono ad una verità assoluta, secondo noi mancano fondamentalmente di un’integrazione, relativa a tutti quelli che oltre a non fare nulla, si dilettano poi a criticare le azioni, di chi tenta di fare qualcosa di positivo.

È una caldissima giornata di agosto e stiamo viaggiando tra le colline della provincia pisana, nelle quali il giallo intenso del grano appena tagliato, abbaglia la vista ed il nostro cammino. È uno spettacolo meraviglioso che racconta l’operosità umana che si manifesta in quei campi, nei quali l’uomo crea qualcosa di estremamente positivo. Quei contadini fanno quello che devono perché è nel loro Dna e mai penserebbero di seminare, coltivare, curare e poi mietere quel grano meraviglioso, quel prodotto dell’amore verso anche di tutti gli altri uomini che usufruiranno del loro sudore e del loro impegno, solo per stimolare i loro vicini a fare altrettanto; loro non ne hanno bisogno ed i loro vicini nemmeno. Purtroppo in una società solidale, invece è necessario che le persone vengano mosse a fare qualcosa di buono per gli altri, anche con la forza dell’esempio e in questo stimolati a fare altrettanto. Quella che potrebbe essere un’azione solidale di traino, purtroppo, troppo spesso si trasforma, nell’oggetto della critica da parte di chi si sofferma più sulla forma, che non sulla sostanza delle azioni effettuate.

Ecco apparire Marco, sdraiato sotto un albero in un campo di grano al lato della strada e il nostro incontro cementa materialmente un’amicizia, nata tra le pagine di un social network. Marco sta proponendo un “Cammino per un Mondo Migliore”, attraverso anche gli aiuti che arrivano a lui, da tanti che hanno conosciuto il suo cuore e le sue intenzioni. Come quei contadini che hanno da poco tagliato il grano, Marco con il suo cammino non ci sta dicendo di fare altrettanto, ma semplicemente ci invita a “muoverci” verso l’altro, anche dall’immobilità delle nostre stanze. Noi crediamo nella forza dell’altruismo riservato proposto nelle regole del progetto che amiamo e che seguiamo con estrema fiducia, ma siamo anche consapevoli che quello che poniamo in essere, a volte può influenzare il fare degli altri, ed ecco che allora riteniamo che tra le sfaccettature delle quattro regole del progetto Coemm, vi siano delle specifiche che non dovrebbero essere sottovalutate. Quando abbiamo salutato Marco, non potendo regalargli dei soldi, abbiamo cercato di dargli una mano, donandogli alcune copie di nostri libri, che lui potrà vendere durante il suo Cammino, al fine di finanziare minimamente questa sua impresa. Questa nostra piccola “donazione” è stata oggetto di profonde critiche da parte di alcuni, che hanno visto in questo gesto, un’azione di solidarietà promozionale, nascosta nella pubblicità ai nostri libri. Eravamo consapevoli che quella azione avrebbe provocato in alcuni tale risentimento e tali parole, ma abbiamo ritenuto che quel gesto, anche se poteva macchiare le nostre intenzioni, in realtà avrebbe potuto portare comunque benefici a Marco, per l’effetto trainante di quello che è l’esempio delle nostre buone azioni. Vi possiamo garantire che non abbiamo venduto più libri per questo nostro gesto, ma certamente Marco ha ricevuto nei giorni seguenti, alcune donazioni che gli hanno permesso di affrontare il suo Cammino, con un pochino più di serenità.

Ecco che allora quel gesto, che per alcuni poteva essere solo opportunismo commerciale, diventa invece stimolo per gli altri, grazie alla “visibilità” che abbiamo, rafforzando l’incipit che “se io do un pochino di quello che ho, anche gli altri potrebbero scoprire la voglia di fare altrettanto”.

Il mostrare questa azione riteniamo non essere “palcoscenico”, come dice la nostra amica Paola, bensì è quello che noi chiamiamo “Altruismo magnetico”. La cosa fondamentale, che riteniamo debba essere centrale in questo modo di agire, è che il rapporto tra i benefici personali e benefici per chi invece riceve i frutti di questa nostra solidarietà, propenda indiscutibilmente verso il secondo aspetto.

Perciò ben venga la critica e anche la denigrazione di un’azione di solidale nei confronti di chi si mette in mostra, senza materiali ritorni, perché alla fine anche quella critica potrebbe servire ad aumentare i benefici, di coloro che riceveranno quell’azione di solidarietà. Noi peraltro continueremo a metterci in mostra, tutte le volte che il nostro traino possa a servire ad aiutare qualcuno, senza stare a fare calcoli di guadagni, ma questo lo sa bene chi ha voluto approfondire la nostra conoscenza. A tal proposito vogliamo regalarvi un bellissimo proverbio cinese, che rafforza questo nostro pensiero:

“Quando una nave ha aperto la strada per le barche è più facile seguirla.” 

Daniele Lama Trubiano 2018©

One thought on “Paroliamo: “Altruismo Magnetico”.

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