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Immagina… Un libro è sempre un premio

“Forse non ci sono giorni della nostra adolescenza vissuti con altrettanta pienezza di quelli che abbiamo creduto di trascorrere senza averli vissuti, quelli passati in compagnia del libro prediletto.” (Marcel Proust)

Sei anni fa vedeva la luce il mio primo libro “Da grande voglio fare il Tenente Colombo” un libro sicuramente acerbo come scrittura ma buttato giù con tantissimo amore verso qualcosa che mi attirava profondamente. Da allora i libri che ho pubblicato sono arrivati alla doppia cifra e tra questi, sicuramente la mia “magnum opus” è sicuramente quel “Bolle di Affanno”, grazie al quale ho conosciuto anche il fondatore del progetto per un Mondo Migliore. Questo mio libro, che  ha partecipato alla fiera del libro di Francoforte e ricevuto una menzione di merito nel 2017, al concorso letterario dedicato alla memoria di Peppino Impastato a Cinisi (PA), è sicuramente per me qualcosa di più di una semplice biografia, ma il modo con cui ho tentato di trasformare qualcosa di incredibilmente distruttivo, in qualcosa che potesse aiutare tante persone. Sinceramente credo di esserci riuscito e i tanti attestati di stima e i complimenti ricevuti, assieme alle lettere di coloro che hanno saputo affrontare le loro problematiche grazie alla lettura del libro, mi hanno ampiamente ripagato dei tanti sacrifici anche morali, compiuti per arrivare a raccontare una delle pagine più buie della mia vita, sviscerando qualcosa che difficilmente avrei saputo raccontare. Lo stesso booktrailer del libro, ogni volta che lo rivedo, è una ferita aperta nel mio cuore.

(cliccate sull’immagine per vedere il booktrailer di Bolle di Affanno)

Non mi sarei mai aspettato che però la mia casa editrice, la LFA Publisher di Napoli, che da sempre mi ha appoggiato in questa mia bellissima fantasia di diventare uno scrittore, ritenesse di inserirmi, grazie a Bolle di Affanno, tra i tre scrittori finalisti del premio “lo scrittore dell’anno” che sarà assegnato nei prossimi giorni. Non solo non me lo sarei mai aspettato, ma ritengo sinceramente anche che sia giusto premiare gli altri due scrittori, che hanno sicuramente meriti editoriali superiori ai miei. Ho voluto però approfittare di questo evento, per parlarvi di questa giovane casa editrice, che a differenza di molte altre sue concorrenti, pubblica libri di nuovi scrittori, senza chiedere alcun contributo, permettendo in questo modo a tanti neofiti scrittori, di pubblicare i loro primi libri.

Abbiamo intervistato l’editore Lello Lucignano:

<<Chi è Lello Lucignano e perché arriva a fondare una Casa Editrice?>>

<<Per anni ho fatto tutt’altro nella vita, un mondo totalmente lontano dall’editoria; ero direttore di un grande centro commerciale alle porte di Napoli, ma in me covavo la passione per la scrittura; cosicché ho scritto alcuni libri e da quel momento mi sono imbattuto nella così detta EAP (editoria con contributo ndr) ragion per cui mi sono detto; ma perché non creare qualcosa che possa dare delle opportunità a giovani scrittori, di non scendere a compromessi, prima con se stessi e poi con la “famosa” EAP? Per cui, dopo che ho lasciato il lavoro al centro commerciale, ho fondato la LFA. All’inizio è stato difficile ma poi step by step, il motore ha iniziato ad ingranare>>.

<< LFA Publisher oggi cosa rappresenta nel panorama dell’editoria?>>

<<Quello che rappresenti oggi la LFA nel mondo editoriale non so dirlo con esattezza… opportunità -secondo me – questo rappresenta; dare opportunità free a giovani autori ed esordienti che non sono scesi a patto colla EAP, perché secondo me è umiliante pubblicare con contributo>>.

<<Sono numerosi i riconoscimenti che la sua Casa Editrice sta ottenendo in campo editoriale e non solo. Cosa sogna per il futuro?>>

<<I riconoscimenti ci fanno capire che siamo sulla strada giusta… io non sogno sono pragmatico e mi piace stare sempre sul pezzo. Se proprio dovessi sognare mi piacerebbe che il domani sia come oggi; serenità e professionalità>>.

<<Al suo fianco in questa avventura ci sono due donne, una compagna di vita e sua figlia. A prescindere dall’aspetto affettivo, ritiene che sul successo che state portando avanti, abbia avuta molta influenza proprio l’aspetto femmineo della vostra organizzazione?>>

<<Assolutamente sì. Mia moglie Anna collabora con noi, ma l’essere circondato da una redazione di tutte donne, come la dott.ssa Russo, Faith oppure Emma fa sì che la LFA, abbia una quota rosa nettamente maggioritaria rispetto agli uomini. Mia figlia non collabora con noi ma mi dà grandissime soddisfazioni in altri campi; come lo studio>>.

<<Un’ultima domanda: Perché un riconoscimento annuale ad un vostro scrittore?>>

<<Come detto prima, oltre chiaramente i soldi, i riconoscimenti sono la linfa che alimentano il nostro fare quotidiano; il riconoscimento ad un nostro autore ogni anno, vuol essere un piccolo omaggio a colui o colei che donandoci un’Opera indimenticabile, ha anche collaborato colla CE a far sì che il libro una volta pubblicato, non muoia nei meandri del dimenticatoio: Infatti solo con una sinergia Autori-Casa Editrice, si possono ottenere grandi traguardi e si possa continuare a sognare…>>

Ringraziamo Lello Lucignano e vogliamo chiudere questo articoletto odierno, con gli altri due scrittori finalisti, di questo ambito riconoscimento:

<<Chi è Giovanni Staibano e come descriveresti “La Madre”?>>

<<Umbro dalla testa ai piedi, nasco da mamma romana e padre calabrese: sarà forse questo mix di culture così diverse tra loro a installarmi sin dai vent’anni l’idea di voler scrivere qualcosa. Inizio con poesie (ermetiche), proseguo con alcuni racconti, ma mi fermo quasi subito, attratto da quell’affascinante mondo fatto di 0 e 1 che hanno costellato i miei successivi 30 anni: lascio la scrittura per dedicarmi ai computer, fino a farli diventare la mia professione. Nel 2006 mio padre va in pensione, e il suo istrionico essere porta anche a lui a realizzare un suo sogno segreto: scrivere. Lo aiuto a portare a termine un saggio sui geroglifici, e lo affianco per i successivi tre anni a raccontare le sue memorie, quasi 200 pagine rimaste purtroppo incompiute per mali d’età. Affiancare mio padre per tutti questi anni mi ha fatto fare un involontario esercizio di editing, invogliandomi un bel giorno a riprendere uno dei tanti soggetti che non ho mai smesso di appuntare dai vent’anni in poi, e a svilupparlo. Era la fine del 2015 quando le prime pagine de “La Madre” prendono vita. Amante dell’horror in tutte le sue declinazioni, anche se con preferenze per quel sottile senso di inquietudine che si prova nei cosiddetti thriller psicologici, costruisco una storia intorno ad alcune voci misteriose che due anziani coniugi sentono una sera nella sala della loro grande casa. È da lì che parte “La Madre”, un noir che nelle mie intenzioni doveva essere perfetto: un’ambientazione quotidiana, persone di tutti i giorni, la normalità che si trasforma in tensione allo stato puro. Un delicato incastro di eventi possibili, plausibili, senza nessun inganno per il lettore, senza nessun deus-ex-machina, l’idea era di declinare la mente umana in una serie di sfaccettature che forse nessuno aveva mai raccontato>>.

<<Chi è invece Marianna Caponigro e come racconterebbe “Il Castello di Amanda?>>

<<Marianna Caponigro contorta ma docile, utopista ma disincantata, è costantemente alla ricerca di sé stessa e alla realizzazione dei suoi sogni, che sono un susseguirsi di nuovi desideri che sembrano non avere mai un epilogo. Sta terminando due lavori: “Le segrete del castello ” che è il seguito del suo primo romanzo “Il castello di Amanda” che per i temi trattati è diventato libro di narrativa in alcune scuole medie e superiori, e sta contemporaneamente dando vita alla sua prima storia d’amore “Susan Tompson…una finestra sull’oceano “. Scrivere la rilassa e la distoglie dalle preoccupazioni. Il castello di Amanda è tratto da una storia vera e racconta della piccola Amanda che dalla finestra della sua stanza, riesce a vedere un castello medievale, a cui racconta ansie e vicissitudini, ma anche speranze e sogni. Oltre alle aggressioni del padre, Amanda segretamente affronta le molestie di un pedofilo, che la fanno crollare in una profonda depressione. Ma la bambina non sa che oltre alla sua mamma e ai nonni, c’è una presenza che misteriosamente si prende cura di lei e che si cela dietro un confetto rosa>>.

Ringraziamo Lello, Giovanni e Marianna per la cortese disponibilità e vi invitiamo tutti a partecipare venerdì 22 marzo, dalle ore 20,00, alla diretta che faremo dal Largo Mondo Migliore, sulle pagine facebook del nostro Blog, in occasione dell’assegnazione della targa allo scrittore dell’anno della LFA Publisher. Non mancate e condividete tutti questo invito. Voglio chiudere con un augurio agli amici scrittori con i quali condivido questa finale: “Vinca il migliore, ma soprattutto che questo podio in realtà sia un trampolino di lancio verso vostri altri grandi successi editoriali”.

“Certi libri costituiscono un tesoro, un fondamento; letti una volta, vi serviranno per il resto della vita.” (Ezra Pound)

Daniele Lama Trubiano 2018©

PS: Chi fosse interessato a fare valutare un libro alla LFA, può mettersi in contatto con la redazione alla mail info@lfaeditorenapoli.it (tempi di risposta da1 a 6 mesi)

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