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Immagina… Il libro della nostra vita

“Nel frattempo uno dei carcerieri ha provveduto a staccare la catena dalla caviglia del prigioniero. <<Che strana cosa sono il piacere ed il dolore>> dice Socrate massaggiandosi la caviglia indolenzita. <<Sembra che ognuno di loro segua sempre il suo contrario e che tutti e due non vogliano mai trovarsi insieme nella stessa persona. Mentre prima, sotto il peso della catena, nella mia gamba c’era solo dolore, ecco che già sento, dietro di lui, sopraggiungere il piacere>>.

Questo periodo è tratto dall’opera “Il Fedone” nel quale Platone ci racconta le ultime ore della vita di Socrate, il grande filosofo ateniese, prima che questi vada incontro alla sua condanna a morte. In quelle righe Socrate ci regala la consapevolezza dell’importanza di accettare il dolore che possiamo incontrare nel nostro cammino, per poi veramente apprezzare il piacere che ne sarà la normale conseguenza. Tutto del resto segue il suo contrario: il giorno alla notte, il bianco al nero, il piacere al dolore, il bene al male e ogni cosa che ci accade, se la andiamo a valutare con razionalità e non con emozionalità, scopriremo che è tutto parte di un cammino che può essere negativo o positivo, ma solo ed esclusivamente per come vogliamo vedere quegli accadimenti e soprattutto in relazione a quello che di noi vogliamo lasciare in questa vita terrena. È come se la nostra vita fosse un grande libro da scrivere e a noi fosse data la possibilità di descrivere gli eventi che ci sono capitati, dando maggiore rilievo alle cose negative o a quelle positive. Non è detto che i vari contrapposti si siano veramente espressi nella nostra esistenza come crediamo noi, ma quello che conta è a chi dei due noi abbiamo deciso dare più importanza nel nostro racconto. Terzani ci descrive il suo punto di vista in questa bellissima e illuminante intervista per la quale vi invito a prendere qualche minuto per assaporarla a pieno:

Solo di recente ho iniziato a scoprire la grandezza del messaggio di Tiziano Terzani, un uomo di una semplicità maestosa, con una capacità di pungolare il cuore e la mente di chi lo ascolta che poche persone veramente carismatiche riescono ad avere. Credo che se riuscissimo a considerare la nostra esistenza come qualcosa di necessario, nella sua completezza di piacere e sofferenza, di giusto e sbagliato, di bene e male, di salute e malattia, forse riusciremmo davvero a svestire i panni di quella insoddisfazione che spesso ci affligge e ci fa immaginare la nostra vita come una mera fucina di prove negative. Abbiamo visto Socrate che poco prima di andare incontro alla sua esecuzione, ci descrive l’importanza di conoscere il dolore per poi potere apprezzare il piacere e proprio da questo punto dobbiamo ripartire; se vogliamo davvero cambiare il paradigma della nostra esistenza, possiamo farlo iniziando a pensare che quello che ci accade è soltanto una parte di una medaglia, che è formata sempre da entrambi i contendenti. Se riuscissimo ad accettare che quel fatto negativo che ci è accaduto, manifesta dentro di se anche una matrice positiva, che aspetta solo di essere evidenziata, badate bene però, non con fatalismo, ma con la serenità che in ogni avvenimento troveremo sempre la perfezione dello Yin e dallo Yang, di qualcosa e del suo contrario, forse avremo davvero trovato la chiave per affrontare questa esistenza, con una diversa rappresentazione del piacere e del dolore, non più come entità singole, ma come un’unica entità dicotomica. Se riusciremo a comprendere ed accettare questo aspetto della nostra esistenza, come ci ha insegnato Tiziano Terzani, allora forse potremo capire che il nostro fine ultimo non è quello di curarci da qualcosa, ma quello di guarire dal tutto, senza correre dietro a effimere pasticche miracolose, che in realtà non possono lenire le nostre sofferenze.

La nostra vita è meravigliosamente complicata e ogni cosa che ci succede preclude sempre a qualcosa di totalmente differente. È una strada che ci siamo trovati a percorrere e che sta a noi oggi, con la nostra conoscenza e con la nostra consapevolezza, decidere se percorrerla scegliendo noi il cammino o farci trascinare dalla spinta di una massa, che spesso non riesce a vedere oltre il proprio naso o che non riesce a scrivere il “libro” della propria esistenza, limitandosi a seguire i “libri” altrui. Come ci dice Terzani alla fine di questo video: <<Il libro è la storia di uno che ha già fatto la strada e che a quelli che vengono dopo, con una malattia o con un acciacco, o con una disgrazia o con un dolore, dice oh… attento eh? Lì c’è una buca… gira a sinistra se ti riesce… E dinanzi a un bivio, di una strada che va in basso e una che va in alto, prendi sempre quella che va in alto. Ti troverai sempre meglio>>.

Daniele Lama Trubiano 2018©

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