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Etruria: terra di agricoltori

“In un paese della campagna Toscana, c’era un agricoltore, il cui grano vinceva sempre il primo premio alla fiera regionale. Al termine della premiazione ogni anno, quell’uomo aveva l’abitudine di dividere i suoi semi migliori con tutti i contadini del vicinato. Quando gli chiesero perché facesse questa cosa, rischiando di perdere il premio gli anni successivi, egli rispose: <<Il vento solleva il polline e lo trasporta da un campo all’altro, perciò se i miei vicini coltivassero un grano di qualità inferiore, l’impollinazione crociata impoverirebbe la qualità del mio raccolto. Ecco perché ci tengo che essi piantino solo i semi migliori>>”.

Con questa storia ho avuto l’onore di aprire ieri il convegno “Agricoltura è vita” che ha avuto luogo a Guardistallo in provincia di Pisa, un borgo medievale meraviglioso, incastonato su un a collina nella campagna pisana. Arrivato in paese e parcheggiata la mia macchina, mi sono avviato verso il piccolo centro storico, nel quale dalla piazza principale, poco più grande di una aia di una delle tante cascine contadine presenti nella zona, si accede ad uno stretto corso tra due fila di case di medicea memoria, al centro del quale si trova il maestoso arco che ci conduce all’ingresso del Teatro Marchionneschi. Sono tanti i piccoli teatri di paese che possiamo trovare in Toscana, come in molte altre parti di Italia, ma entrando all’interno di questa piccola struttura che può contenere al massimo 200 persone, si rimase a bocca aperta nel vedere come sia stato ristrutturato e quanto sia semplicemente bello questo piccolo teatro di paese. La parola che lo descrive perfettamente è “bomboniera” e credo che molti di coloro che ieri erano presenti a questa bella promossa dai Clemm della Regione Toscana e dal CFP Agricoltura.

Se qualcuno mi avesse detto tre anni fa, quando proprio in questi giorni inviavo il primo messaggio a Maurizio Sarlo, che un giorno sarei stato su un palco per parlare di agricoltura davanti a 150 persone, sicuramente gli avrei dato del pazzo e invece ieri ho avuto la possibilità di parlare davanti ad una platea attentissima che aveva fame di quelle informazioni che ogni giorno il progetto per un Mondo Migliore, in tanti modi ci fa conoscere. Il convegno è stato presentato da una ottima Sabrina di Maio, che ha saputo scandire perfettamente i tempi dell’iniziativa nella quale si è parlato parlando anche di fame e alimentazione. Siamo rimasti scioccati dagli interventi del dottor Massimo Montinari e della dottoressa Annalisa Guerrini, che ci hanno aperto ad uno scenario incredibilmente drammatico, relativamente a tutti i veleni che assimiliamo, sia con ciò che respiriamo ma soprattutto con quello che ingeriamo. Interessantissima è stata la parte del convegno nella quale la dottoressa Guerrini, ha spiegato l’importanza dei microorganismi che oggi possono essere sfruttati per dare un netto miglioramento alla nostra salute ed alla vita di tutti i giorni. Aldo Tumiatti, Referente Nazionale Agricoltura ha ripercorso la storia del CFP Agricoltura, annunciando a breve un’iniziativa nella quale verranno presentati tanti prodotti alimentari creati con i grani antichi della Toscana, mentre il Referente Regionale dei Clemm della Toscana, Andrea Andreini, ha fatto gli onori di casa, ringraziando tutti i presenti. Il convegno è stato chiuso da un maestoso Giancarlo Cozzutto, il quale si è soffermato sulle tante ipocrisie legate a questa società, nella quale tanti parlano di un mondo migliore, salvo poi soffermarsi solo a migliorare il proprio mondo.

È stata una bellissima domenica, per la quale ringrazio dell’invito la referenza regionale della Toscana e Aldo Tumiatti, trascorsa a parlare di cose interessanti delle quali, se non avessimo incontrato nel nostro cammino il progetto Coemm, forse non saremmo mai venuti a conoscenza. Ognuno dei presenti, sia come oratori ma anche come meri partecipanti, hanno portato comunque il loro contributo, rafforzando quel concetto, con cui ho voluto chiudere il mio breve intervento:

<<Se vogliamo cambiare il mondo e tornare ad una società nella quale davvero quello che produciamo sia di elevata qualità e a disposizione di tutti, dobbiamo fare nostro un motto: “Tutto ciò che diamo agli altri lo diamo a noi stessi”>>.

Daniele Lama Trubiano 2019©

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