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Buona Domenica, ti amo anche oggi

“Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. È un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c’è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti”. (Alessandro Baricco)

Il sette agosto scorso, che cascava in un venerdì infuocato come una pietra di un barbecue, casualmente vengo a sapere che a Cecina, avrebbe avuto luogo una serata conviviale organizzata nel giardino dalla mitica Natalina Malerbi, Referente provinciale della città labronica. La padrona di casa, saputo del mio interesse a questo piccolo evento, mi ha cortesemente invitato a partecipare per scambiare, con una ipotetica socratica teoria dei vasi comunicanti, quelle emozioni che vado raccontando nei miei scritti, con una gustosa grigliata cecinese.

Arrivato a casa di Natalina, gli invitati erano già quasi tutti presenti e mi ha fatto piacere incontrare tante persone che non hanno nulla a che fare con il nostro progetto e molte altre che invece rappresentano i Clemm della Toscana, che hanno deciso di partecipare a questa serata. Sabrina, Aldo, Carla, Riccardo, Joseph, Anna, Lorella e tanti altri amici, sotto l’egida del mitico Andrea, che mi hanno accolto con il solito affetto, decantando una mia fama di scrittore che probabilmente è più nei loro cuori che non nella realtà letteraria. Abbiamo parlato di tutto, partendo dalla politica, attraversando la sociologia e l’economia fino ad arrivare all’amore e all’altruismo. Ci siamo seduti ai tavoli in giardino per gustare la zuppa contadina, gli affettati e la rosticciana preparata da Andrea. È iniziato così un simposio nel quale parole e vino venivano miscelati da tutti gli oratori che prendevano la parola, senza essere interrotti, esternando le proprie posizioni ed i propri pensieri in maniera chiara e lineare. Davanti a me ho Marco, un omone pieno di certezze, che mostrano più la sua predisposizione al dubbio che non un possesso della verità, il quale dimostra una cultura certamente invidiabile, soprattutto per quanto attiene ai tanti muri di gomma da cui siamo circondati. Lorella, con un braccio ingessato aggrappato al petto da un foulard che le incornicia il collo, espone la sua visione totalmente altruistica del mondo mentre il suo compagno di vita Andrea, tenta inutilmente, con il suo modo colorito e burbero, di convincerci e convincere sè stesso, di ipotetiche soluzioni drastiche, per risolvere i problemi che ci affliggono, con affermazioni che però vanno però a cozzare con quella sensazione che emana di profonda disponibilità verso il tutto. Anna, affogata in quella chioma nera, è colei che ha conoscenze di complottismo e di giochi di potere e a tutto riesce a dare una spiegazione individuando sempre qualche entità che mira a distruggere l’essere umano. E’ una donna arrabbiata con il mondo talmente tanto, da amarlo visceralmente; una persona profondamente buona.

Gli altri commensali partecipano alla discussione sempre con toni pacati ma fermi e guardandomi attorno vedo che negli altri tavoli la situazione è la medesima con argomentazioni più o meno simili che si susseguono sulla bocca dei presenti. È bellissimo pensare che tutto questo avviene grazie ad un piccolo grande uomo, apparso nelle nostre vite da Noale, un piccolo paese del Veneto. Ci sono persone di diverse culture e ascoltando i discorsi dei tavoli vicini mi rendo conto che alcuni hanno studi ben più importanti e accademici di quelli che ho fatto io. Così quando Natalina mi ha chiesto di dire qualcosa mi sono sentito gelare. Cosa avrei potuto dire per poter attirare l’attenzione di queste persone. Non so come, ma mi è venuto di raccontare una storia, che voglio riproporre anche a voi, sperando che possa aiutare qualcuno a fare quel passo che da tempo evitate di fare:

<<Salve a tutti, ringrazio Natalina di avermi chiesto di dire qualcosa, anche se ogni volta mi stupisco del fatto che qualcuno potrebbe avere piacer di starmi ad ascoltare. Mentre venivo qua stasera ho pensato a cosa avrei potuto raccontare ad una serata come questa e poi mi è venuto in mente di fare quello che so fare meglio. Provare a regalarvi un’emozione. Così ho deciso di parlarvi di tre miei amici. Luigi, che io chiamo Gino, è un mio amico napoletano con il quale abbiamo spesso discusso a causa della mia fede juventina. Dopo quello che mi è successo Gino non solo non mi ha mai abbandonato ma mi ha stimolato a scrivere riempiendomi di complimenti. Anche Gino è uno scrittore e da bambino ha fatto anche l’attore in un celebre film del Principe De Curtis.

Lui mi ha sempre fatto un sacco di complimenti e mi ha sempre dichiarato il suo profondo affetto e quando l’ho chiamato l’ultima volta, avrei voluto dirgli che anche io gli voglio bene e fargli i complimenti per come scrive, ma poi per un motivo od un altro, non l’ho fatto, tanto certe cose si sentono e si sanno comunque. Gaetano è un amico che mi ha regalato il mondo migliore e quando è venuto a trovarmi, abbiamo scoperto una passione condivisa per la politica degli anni Ottanta, che ci portò a seguire un leader riformista, che forse oggi farebbe tanto bene a questa Italia gestita da apprendisti stregoni. A novembre Gaetano si è sentito male e ha dovuto sottoporsi ad un’operazione ma nonostante questo un giorno, leggendo un mio post, è uscito di casa per ricaricarmi la carta per avere alcuni miei libri che mi erano avanzati. L’ultima volta che ci siamo parlati avrei voluto dirgli grazie e raccontargli poi l’emozione che mi ha fatto con quel gesto. Ma poi, per un motivo od un altro, non l’ho fatto, tanto certe cose si sentono e si sanno comunque.

Raffaele è un mio collega che quando sono riapparso su facebook dopo sei mesi che ero sparito a seguito della mia triste vicenda, è venuto a ricercarmi per scrivermi, <<bentornato fratello, per me sarai sempre Daniele, una persona perbene>>. Avrei voluto descrivere a Raffaele lo scorrere delle lacrime sul mio volto quel giorno, leggendo le sue parole e ringraziarlo per l’emozione che mi aveva fatto provare, dimostrandomi che nonostante tutto la vita era ancora lì ad aspettarmi. Ma poi, per un motivo od un altro, non l’ho fatto, tanto certe cose si sentono e si sanno comunque.

C’è un evento che lega questi tre miei amici che tra loro non si conoscevano e non si conosceranno mai. Uno è ad aprile dell’anno scorso, e gli altri due a Gennaio e Marzo di quest’anno: la loro morte. Io non ho mai detto a loro le cose che volevo dire e oggi me ne pento portandomi dentro questo rimpianto. Fate in modo di non avere rimpianti e datevi da fare per quello che volete creare, realizzate quel sogno, quel progetto, il nostro progetto, ma anche quel gesto di scuse che bloccate, quel contatto negato, quel dire ti voglio bene, quel dire ti amo, fate in modo che il dare per scontato, non sia l’incipit che vi guida in questa corta vita. Ricordate sempre che ieri è passato, oggi non è mai “troppo presto” ma soprattutto che domani potrebbe essere troppo tardi. Molti mi contestano che adesso dico troppe volte grazie, non comprendendo in realtà che questa mia forma mentis, è qualcosa che serve più a me, che non a chi ne riceve i frutti. Perciò amici cari, cerchiamo davvero di essere parte di un tutto al quale diamo tutto noi stessi, ogni giorno allo stesso modo, con la stessa importanza. Grazie della vostra attenzione”.

Mi sono guardato attorno, mentre la platea silenziosa con occhi umidi, mi regalava un’emozione grandissima che a stento sono riuscito a contenere. È bellissimo ogni volta quando cerchi di regalare un’emozione, quando questa diventa a sua volta un’emozione dentro di te.

Il giorno successivo Gabriella se n’è andata e l’ultima volta che ci siamo parlati, avrei voluto dirgli grazie e raccontargli poi l’emozione che mi ha fatto con quel disegno che mi ha regalato per la copertina del mio ultimo libro. In passato avrei detto che poi, per un motivo od un altro, non l’ho fatto, tanto certe cose si sentono e si sanno comunque, ma invece no, Gabri se n’è andata sapendo perfettamente quanto bene le volessi e quanta forza mi darà l’avere conosciuto una persona così speciale, che nel momento in cui mi ha fatto capire che oramai era giunta al capolinea, mi ha salutato dicendomi: “Pazienza”.

Ecco che io non darò mai più nulla per scontato e ribadirò ogni giorno della mia vita la riconoscenza, l’affetto e l’amore che provo per gli amici e per i miei familiari. Soprattutto con la donna che ha deciso di starmi accanto, non darò mai più niente per scontato e faro in modo che ogni giorno, appena sveglia, le prime parole che possano sentire le sue orecchie, saranno sempre:

“Stefania, ti Amo anche oggi”.

Daniele Lama Trubiano 2018©

 

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One thought on “Buona Domenica, ti amo anche oggi

  1. Grande Daniele, nel ringraziare dell’ emozione di questa lettura l’ ultima frase scritta è quella che mi sento sempre dire appena svegli dal mio compagno Gianmario ,” Buon Giorno Amore”Mai rimandare a domani quello che puoi fare oggi! Grazie di averci fatto riflettere!!

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