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Cultura

Buona Domenica alle anime ecologiche

«Quarat, bella, popolata, nobile e deliziosa, abbondante di frutta e ferace di prodotti alimentari».

Così nel XII secolo El Edrisi, un noto geografo arabo, descriveva una cittadina che oggi è un comune della provincia di Bari. Un luogo ricco di prodotti alimentari, ma soprattutto bello, popolato, nobile e delizioso. Del resto, come dargli torto, oltre a trovarsi in una bellissima zona della Puglia, questa località ha una storia millenaria, intrisa delle più svariate culture che l’hanno attraversata, che partono dall’età del bronzo, fino al passaggio di Scipione l’Africano, che di ritorno dalla vittoriosa campagna di Cartagine, donò quel territorio ad uno dei comandanti reduci da quella missione di guerra, il patrizio romano Caius Oratus, che le dette il suo nome: Corato.

Quante vicissitudini ci raccontano i libri di storia su questo bellissimo comune italiano, gli stessi San Paolo e San Pietro vi si fermarono per effettuare una predicazione trionfale che trasformò Corato in una delle comunità più devote al cristianesimo, con l’esaltazione del culto di San Vito e Santa Lucia, alla quale veniva dedicata una manifestazione religiosa che culminava con un famoso falò dedicato alla santa. Poi nel V secolo arrivarono i Visigoti di Alarico di ritorno anche loro dalle campagne di guerra africane, portando la loro influenza seguiti dai Normanni che nell’XI secolo, vi hanno lasciato profonde tracce architettoniche e culturali. I libri ci raccontano poi della conquista di Corato da parte degli Spagnoli e dei Borboni nel XVI secolo che ne hanno condizionato in modo indelebile la crescita e la cultura. Corato è sempre stato un luogo in cui la bellezza ha vinto sulla negatività ed addirittura nemmeno la peste nel 1656 riuscì ad intaccare questo luogo di cultura e amore, che rimase incredibilmente fuori dall’epidemia che sconvolse l’Italia.

Corato è sempre stata guidata da uomini illuminati, qualunque cultura od 0rigine avessero, come ci raccontano i grandi libri storici che parlano della sua storia, come per esempio quando ci raccontano del grande fervore economico ed edilizio, che coinvolse la città a partire dalla salita di Gioacchino Murat in poi, fino a proseguire con l’unità d’Italia.

Vedendo quello che è successo in questi giorni, viene da chiedersi se tutta la bellezza e la grandezza della cultura di questo luogo cardine del passaggio di millenarie culture nel sud Italia, siano andate perse. Il Comune di Corato ha intrapreso una campagna pubblicitaria, in favore di una produzione di rifiuti che sia più consapevole e che produca meno materiale inquinante. Per fare questo ha pensato bene di invogliare i cittadini a passare dai libri cartacei alle letture digitali, lasciando intendere che il libro di carta sia qualcosa di inquinante.

Sinceramente non troviamo le parole per commentare la presa di posizione del Comune di Corato sui libri di carta; ci auguriamo che quella pubblicità venga rimossa quanto prima e che gli autori di tale campagna, si rendano conto che forse era meglio, se su quel tabellone ci fosse stata raffigurata, semplicemente, una bottiglia di plastica. La storia, nei libri che possiamo sfogliare oggi, ci racconta di altri tempi nei quali uomini di potere decisero che i libri avrebbero potuto inquinare le anime umane e perciò decisero di bruciarli. Facciamo in modo che certe cose non si ripetano mai più.

Al sindaco di Corato vorrei regalare un mio libro cartaceo, che potrà avere mille difetti, ma certamente non ha quello di inquinare e gli garantisco che con questo dono non “sporcherò” la sua anima ecologica: Auguro a voi e al Sindaco di Corato una Buona Domenica che sia illuminante per tutti, riportando un pensiero che ci arriva dal 1500 dall’antica Timbuctù: “La ricchezza di un uomo viene valutata in base al numero dei suoi libri e dei cavalli nella sua scuderia”.

Daniele Lama Trubiano 2019©

 

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