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Cronaca

Voglio aiutarti ad aiutarti

“I ricchi amano talmente i poveri che li creano”; una volta lessi questa frase scritta da un filosofo che parafrasava un celebre motto anti-comunista, ed ecco che in questi giorni, ascoltando le notizie che ci riportano i telegiornali sulle migliaia di arrivi di migranti sulle nostre coste, mi è tornato in mente un capitolo di un mio libro.

“Un giorno Sandra arriva a casa con una foto di un bambino di colore e una richiesta intestata ad un movimento di San Miniato per adottarlo a distanza, versando un contributo mensile di trentamila lire. Ha deciso di aderire all’iniziativa ed io concordo pienamente con lei, non prima però di avere tentato di capire a che tipo di organizzazione daremo i nostri soldi. Prendo l’opuscolo esplicativo che le hanno dato, mi siedo sul divano e mi metto a leggere il funzionamento del Movimento Shalom: un’organizzazione cattolica, che si occupa di portare aiuti soprattutto in Burkina Faso. “Il movimento nasce nel 1974 da un’idea di don Andrea Cristiani, da poco ordinato sacerdote, al quale fu affidata la parrocchia di San Gervasio, un piccolo centro nel comune di Palaia, in provincia di Pisa. Fu il momento in cui l’associazione, che già aveva mosso i primi passi, cominciò ad avere una sua sede, un suo appuntamento fisso, un suo programma. I quaranta ragazzi delle prime squadriglie divennero centoventi, provenivano da quattordici paesi della diocesi di San Miniato di Pisa. La fase di rodaggio terminò nel 1987, quando fu eseguita la prima missione umanitaria. L’astratto ideale della mondialità, dell’aiuto ai più poveri, della solidarietà e fratellanza universale si concretizzò con un viaggio in Brasile e successivamente, nel 1988, in India. Proprio al ritorno da quel viaggio, dove i fondatori incontrarono anche Madre Teresa di Calcutta, il movimento tracciò quella che doveva essere la strada che lo ha portato ad essere presente in ventuno paesi del terzo mondo”.”

(Tratto dal mio libro Bolle di Affanno edizioni LFA Publisher)

Così è iniziata la mia attività umanitaria con le adozioni a distanza. Grazie a quella sconvolgente esperienza ho scoperto come con circa trenta euro al mese, sia possibile garantire l’alimentazione, la scolarità e la copertura sanitaria ad un bambino che vive nei paesi del quarto mondo. In particolare io mi sono occupato di bambini che vivono nell’Africa nera e soprattutto nel Burkina Faso, riuscendo con il mio impegno a farne adottare a distanza circa trecento, la maggior parte dei quali proprio a Ouagadougou, la grande capitale di quel bellissimo territorio africano, che ho voluto inserire anche nel libro che ho scritto per Coemm e per i Clemm “Il salotto – Storie di Coemm.

Una cosa importante di quei trenta euro che vengono investiti dai “genitori adottivi a distanza” per il futuro di quei bambini, è che una parte di quei soldi viene impiegata per aiutare i genitori a creare piccole attività artigianali nei loro paesi, garantendo così anche una loro permanenza nei territori di nascita. Pensate cosa potremmo fare per una di quelle famiglie invece con cento euro al mese. Se poi immaginiamo di dare ad ogni componente di quelle famiglie trentacinque euro al giorno, vi immaginate cosa diventerebbe la parte povera dell’Africa nel giro di pochi anni?

Si dice che per sconfiggere la fame nel mondo ci vorrebbero circa dieci miliardi di dollari e sinceramente sembrano tanti, però considerate che solo per le guerre sparse nel mondo, negli ultimi dieci anni, sono stati spesi settantatré trilioni di dollari e che le missioni di salvataggio in mare “Mare Nostrum e Frontex” e tutta l’assistenza successiva agli arrivi ci sono già costate più di otto miliardi di euro.

Dietro questa marea di soldi spesi, purtroppo, non ci sono enti o entità che sono interessati a sconfiggere la povertà, bensì solo speculatori ed affaristi di ogni tipo, nascosti dietro multinazionali, in alcune ONG e in molte Cooperative di ogni tipo. Come dice sempre Maurizio Sarlo, la beneficenza fine a sé stessa crea solo povertà; per sconfiggere davvero la fame nel mondo ci vuole un cambiamento totale di paradigma, che porti chi ha il potere economico a pensare di essere parte di una comunità mondiale totale e non più a guardare solo al suo piccolo orticello. Bisogna iniziare davvero a investire affinché una madre ed un padre, preferiscano iniziare una piccola coltivazione di miglio, o allestire una serra di acquaponica invece che salire su un gommone della morte con i loro bambini, al solo scopo di arricchire assassini “eletti democraticamente”.

A tutti coloro che speculano sulla vita di chi scappa dal nulla, io grido, parafrasando un grande Papa, “Vergognatevi!”; verrà un giorno sulla terra o da qualche altra parte, nel quale le piscine che vi siete costruiti grazie al sangue di tanti innocenti, si riempiranno proprio di quello stesso sangue, nel quale la vostra coscienza affogherà senza speranza di essere lavata. Sono veramente convinto che questo nostro impegno nel progetto di Maurizio Sarlo, porterà davvero anche alla sconfitta della fame nel mondo. Nel nostro Mondo Migliore nessun bambino dovrà mai più soffrire le pene della fame o della sete.

Oggi vi saluto con una massima di Confucio: “Dai un pesce ad un uomo e lo sfamerai per un giorno; Insegnagli a pescare e lo sfamerai per sempre”.

Per raccontare cosa voglia dire per noi essere Coemm and Clemm, acquistate “Il Salotto – Storie di Coemm”. Potete farlo contattandomi direttamente oppure cliccando sul link seguente: https://goo.gl/HArGYz

Daniele Lama Trubiano 2017©

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