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Cronaca

Venerdì di Passione: L’Uno

Quante volte abbiamo letto post e commenti di persone che chiedevano come avrebbero potuto contribuire alla realizzazione di un mondo migliore. Questa richiesta, anche se a volte mascherava una forma critica rispetto all’evoluzione del progetto, in realtà spesso era intrisa di una Passione verso quel “Buon Fare” che potrebbe davvero cambiare la nostra società.

Il “Buon Fare” dovrebbe muovere ognuno di noi ed invece spesso ci accorgiamo che molti di coloro che si riempiono la bocca con questa concettualità, poi alla resa dei conti confondono quel “Buon Fare” con qualcosa legato al mero miglioramento della propria sfera di vita personale. Ma cosa è il “Buon Fare”? Il “Buon Fare” dovrebbe rappresentare per tutti quell’insieme di azioni che possono portare beneficio alla comunità. È chiaro che in primis dobbiamo avere un’idea chiara di cosa intendiamo per comunità e proprio in questi ultimi mesi, constatiamo ogni giorno quanta confusione vi sia dietro questa terminologia, spesso lasciata drammaticamente all’interpretazione personale. La Comunità non è altro che l’insieme di tutti gli esseri viventi e solo se riusciremo ad avere la contezza che una nuova società non potrà mai prescindere dal tutto di cui è composta, forse potremo davvero sperare di realizzare un Mondo Migliore.

Appurato questo concetto ci renderemo poi conto che quella grande Passione che ci muove nel nostro “Buon Fare” con l’intento di cambiare il paradigma attuale, se riusciamo a collegarlo al “Buon pensare”. Noi che seguiamo questo progetto miriamo a costruire una società riequilibrata nella quale tutti hanno le stesse possibilità di partenza, ma nella quale però ognuno può emergere a seconda delle proprie peculiarità e di quella ricchezza interiore che riesce a mettere a disposizione degli altri. È la forma più alta di meritocrazia ed è forse il cambiamento più radicale che stiamo cercando di realizzare nella nostra società, fondata invece spesso su “scorciatoie” non certo meritocratiche. Il “Buon Pensare” ci deve condurre in una condizione in cui le cose che vengono fatte per migliorare la “Comunità Totale” attraverso il “Buon Fare”, abbiano soprattutto la caratteristica di rispondere al “Buon Pensare”.

Certamente il “Buon Fare” ed il “Buon Pensare” debbono essere sempre accompagnati dal “Buon Dire”, cosa che spesso invece vediamo venire a mancare nelle parole di chi si promuove per cambiare questa società. Tutto questo avviene perché abbiamo perso il gusto dell’unicità della nostra persona. Guardandoci intorno scopriremo drammaticamente che il fare, il pensare ed il dire a volte sono tre cose totalmente in contrapposizione e che invece per realizzare la nostra progettualità dobbiamo ritornare ad apprezzare il piacere di essere una cosa sola legata a quello che crediamo di volere realizzare. Budda dice che “L’unico vero fallimento nella vita è non agire in coerenza con i propri valori” e se riusciremo a rispettare questo semplice concetto avremo iniziato a posare le prime mattonelle nella strada del Mondo Migliore.

Rimettiamo quindi il “Buon Fare” il “Buon Pensare” ed il “Buon Dire” al centro della nostra esistenza e magari ci accorgeremo poi che corrispondono a pieno all’Altruismo, All’Etica ed alla Buona Comunicazione, che ci chiede di rispettare il nostro progetto permettendoci di esaltare quell’UNO che è dentro di noi. Questo cambiamento del nostro modus vivendi ci porterà all’esaltazione del nostro essere Comunità e a farci porre in atto tutto il nostro “Buon Fare” con l’intento primario di migliorare non solo la nostra posizione, ma soprattutto quello di tutta la Comunità Mondiale di cui facciamo parte. Alcuni dividono gli esseri umani in razze, ma le razze umane non esistono perché esiste solo una razza umana. Molti ritengono che la limitazione mentale di coloro che vedono la comunità circoscritta un una sfera campanilistica, sia dovuta ad una forma di egoismo mentre in realtà questo modo di pensare è la rappresentazione estrema della paura che governa questo periodo storico che trova la sua esaltazione nel “Dividi et Impera” latino che continuamente i poteri forti ci impongono. La paura del diverso, delle malattie, della povertà, della contaminazione che ci fanno perdere di vista che le uniche cose che ci possono salvare veramente sono invece proprio la condivisione e l’inclusione.

In queste giornate in cui la canicola sta mietendo vittime e riempiendo i pronti soccorsi, mettiamo da subito in pratica il “Buon dire”, il “Buon Pensare” e il “Buon Fare” e quando ci recheremo al supermercato, acquistiamo anche alcune bottigliette di acqua, che costano al massimo venti centesimi l’una e mentre torniamo a casa, guardandoci attorno e ci accorgeremo che ci sono tantissime persone di una sola razza, che hanno bisogno di quel nostro piccolo aiuto disinteressato. Senza volerlo in questo modo abbiamo contribuito alla realizzazione di un Mondo Migliore poggiato sul nostro essere “Uno”.

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

 

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