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Cronaca

Venerdì di Passione… Il Salto nel burrone

<<Simona, dal lunedì al sabato, lavora con tanta “Passione” alla cassa di un piccolo supermercato di una grande catena di distribuzione, alla periferia di una delle tante città italiane. È separata e ha un meraviglioso figlio, Pietro di due anni, che un’amica gentilmente le tiene quando lei è al lavoro. Le hanno detto che è stata fortunata perché è riuscita in questi tempi ad ottenere un contratto a tempo indeterminato, anche se part time, ma Simona in realtà con quegli 800 euro, poi a fatica riesce a sopravvivere. Levati i soldi per l’affitto, le spese contingenti per le bollette e per l’alimentazione sua e di suo figlio, le rimangono pochi spiccioli per tirare avanti, ed ecco che allora questa giovane madre, non si regala mai un aperitivo con gli amici, mai una pizza, mai un cinema e la sua vita è solo lavoro e il suo adorato Pietro.

Uno dei pochi sfizi che riesce a togliersi Simona è quello di portare suo figlio, una volta a settimana, in un parco giochi a pagamento e questo lo deve a quelle ore di lavoro che la domenica va a fare nei grandi negozi della catena presso cui lavora, che anche nei giorni di festa sono aperti. Questa incredibile mamma che cresce da sola il suo piccolo principe, da quando il padre è sparito senza lasciare tracce e soprattutto i soldi per mantenere il figlio, alla fine lavorando quattro ore per due domeniche al mese, riesce ad incrementare il budget familiare di oltre cento euro e quei soldi li sente maledettamente dentro il suo portafogli. Lo stato di incertezza economica, i pensieri legati alla difficoltà di potere fare fronte a spese straordinarie che possano magari coinvolgere Pietro, da oggi si sono trasformati nel cuore di Simona in terrore per colpa di un sistema politico che affronta i problemi della povera gente con le ruspe invece che con i guanti di velluto>>.

La proposta di legge a firma Saltamarini per l’abrogazione della norma introdotta da Mario Monti, con la quale era stata lasciata libertà totale agli esercizi commerciali di decidere le aperture festive e domenicali, è arrivata oggi in Commissione attività produttive. La modifica della legge trasferisce la decisione delle aperture straordinarie degli esercizi commerciali agli Enti Locali, ma soprattutto stabilisce che saranno consentite le aperture solo nelle domeniche di dicembre con ulteriori quattro domeniche o festività nel corso dell’anno.

Noi siamo nettamente favorevoli al fatto che le persone nei giorni di festa siano libere di stare con i propri familiari, tranne chiaramente tutti quei soggetti che devono svolgere attività che risultano imprescindibili, come possono essere la sanità e la sicurezza. Quello che contestiamo a questa norma è che pur essendo presentata da chi ha urlato ai quattro venti un nuovo modo di fare politica, in realtà dimostra poi l’assoluto parallelismo con i dinosauri della politica, proprio per la forma con cui viene proposta, nel momento stesso in cui, con la scusa di proporre una norma che regala tempo a chi lavora, di fatto poi si vanno ad impoverire tutte quelle persone. Chi propone questa riforma di legge non valuta che la maggioranza delle persone che svolgono quelle attività non lo fanno perché costrette dai datori di lavoro, ma più semplicemente per il fatto che quei soldi risultano a loro indispensabili.

Noi riteniamo che ogni modifica di orari e forme di lavoro che vadano a ridurre il budget economico familiare, di chi oggi sta sopravvivendo con stipendi da caporalato, debbano necessariamente passare attraverso forme di reintegro mirate al sostentamento delle classi più deboli. Per chi sopravvive con 800 euro al mese, rinunciare oggi a quei cento euro in più derivanti dal lavoro festivo, vuole dire semplicemente fare un ulteriore centimetro verso un burrone, che non è propriamente quello proposto dal progetto Coemm. Se si vuole fare lavorare meno le persone, prendiamo esempio dall’Olanda dove a fronte di una riduzione dell’orario di lavoro, sono stati però incrementati tutta una serie di servizi ad uso e consumo delle famiglie, al fine di rendere più vivibile l’esistenza anche dei ceti più deboli.

<<Simona sente il cuore straziarsi mentre incrocia gli occhi luccicanti del suo Pietro mentre si allontanano dal parco giochi nel quale, da oggi, non potranno più entrare. Pensa a quel lavoro che svolge con tanta “Passione” ma che da oggi non le permetterà più di lavorare la domenica. Pietro si volta verso il cancello di quel piccolo paradiso che sua madre ogni tanto le regalava, allungando un braccio in direzione dell’ingresso e verso noi uomini, ad indicarci quanto la stupidità ci abbia trasformato in menefreghisti cronici, che stanno creando amebe dedite solo a lavorare e a pagare>>.

Daniele Lama Trubiano 2018©

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