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Cronaca

Sette dì: “Lectio magistralis”

“Non sarebbe meglio una situazione, dove abbiamo poco, ma il giusto… e tutti un po’ di più… E non come adesso, dove pochi hanno tantissimo e tanti pochissimo”.

La notizia che mi ha colpito di più questa settimana, riguarda quel miliardo di euro, che in poche ore è stato raccolto per ricostruire Notre Dame a Parigi. Molti si sono entusiasmati per la generosità delle persone che hanno devoluto i loro risparmi, per porre rimedio a quel drammatico evento, che ha rischiato di cancellare una delle cattedrali gotiche più belle al mondo. Altri si sono sentiti invece disturbati da questa raccolta spontanea di soldi, pensando alle tante altre emergenze mondiali, che invece vengono giornalmente dimenticate. Noi che abbiamo scelto di fare buona comunicazione, non vogliamo entrare nel merito sia negativo che positivo della vicenda, sulla quale assolutamente non vogliamo esprimere un giudizio, che in ogni caso sarebbe soggettivo e personale e quindi probabilmente lontano dalla verità.

Quello di cui vogliamo parlare invece in questa giornata di rinascita pasquale, che culminerà questa notte, per chi segue la fede cristiana, con la resurrezione del Cristo, prende spunto dalle parole con cui abbiamo aperto questo articoletto, tratte dal monologo sulla felicità che ci ha regalato il 2 agosto 2012, il grande Tiziano Terzani. Se vogliamo davvero creare un Mondo Migliore, quale potrebbe essere la lezione che ci ha insegnato, quello che è accaduto in settimana nel mondo a seguito dell’incendio che ha distrutto una parte della cattedrale di Notre Dame? Noi crediamo che la cosa più importante che dobbiamo evidenziare, non sia l’oggetto distruttivo che poi ha smosso le coscienze, ovvero l’incendio della cattedrale, bensì la volontà di tutti coloro che hanno inviato del denaro, di partecipare a qualcosa di estremamente positivo: la “Ricostruzione di qualcosa di tutti che è stato distrutto”.

In quello che è accaduto con quella raccolta di fondi, ho ritrovato l’azione e la volontà di tanti amici che da tre anni stanno lottando, come Don Chisciotte contro i mulini a vento, per cercare di contribuire alla realizzazione di un Mondo differente, nel quale il dare al tutto, senza aspettative, sia la base comune dell’essere Noi stessi. L’azione dei tanti aderenti ai Clemm sul territorio, è di fatto mirata a ricostruire una società nella quale l’Uomo sia di nuovo il fulcro centrale e non più il mezzo con cui vengono realizzati solo grandi interessi economici. Impariamo allora a valutare quello che ci accade intorno, senza costruire sempre castelli di carta ideologici, ma anche e soprattutto senza volere sempre distruggere quello che di bello pone in essere l’Uomo. Probabilmente ci sono migliaia di cose più importanti, per le quali poteva essere donato quel miliardo di euro, ma non è criticando quelle donazioni che si fa il bene della comunicazione, bensì invitando, con amore e soprattutto con emozione, tutta l’umanità a guardare ai tanti problemi che affliggono la nostra terra, cercando di creare la consapevolezza, che anche se “perdiamo” un pochino della nostra ricchezza, per migliorare questo nostro mondo, poi alla fine comunque ci troveremo tutti più ricchi. Se questa cosa la riuscissimo a trasferire su chi ci governa e su chi governa il mondo, probabilmente tra pochi decenni potremo finalmente vivere in una società globale, nella quale il fil rouge che collega tutti gli esseri umani, sarebbe davvero la parola “serenità”. Allora grazie per quel miliardo di euro che è stato donato e per la lezione che ci ha insegnato, ovvero che anche una disgrazia come quella di Notre Dame di Paris, può diventare quell’uno che smuove il novantanove. Sta a noi adesso essere capaci di smuovere il mondo, verso tutte quelle altre unità che sono ferme ed immobili, ma che attendono solo una spinta per muoversi in direzione di quell’Etica e di quell’altruismo, che sono la base del progetto che amiamo tanto.

Impegniamoci a fondo allora per cercare di fare rotolare via quella pietra, che i potenti hanno posto davanti al sepolcro dove ci hanno relegati, creandoci una società dei desideri, nella quale vi è sempre pronto per noi un desiderio che è irraggiungibile, ricongiungendoci ad una “resurrezione morale”, nella quale il nostro agire sia mirato a cancellare tutti i disequilibri sociali e soprattutto tutte le ingiustizie, grazie anche a quella “lectio magistralis” che ci hanno regalato grazie a quel miliardo di euro di donazioni. Noi siamo ancora oggi più convinti, che tutto questo sia possibile solo ed esclusivamente attraverso la realizzazione di un progetto come Coemm. Quindi con tutto l’affetto che abbiamo nei vostri confronti, vi regaliamo il nostro miliardo di auguri di una serena Pasqua, nella quale i vostri cuori siano predisposti ad una consapevole condivisione. Ricordatevi che realizzare un Mondo Migliore, è molto più semplice di quello che si penserebbe; basterebbe a volte guardarsi intorno e smettere di rincorrere una felicità che forse non troveremo mai:

<<Io trovo che c’è una bella parola in Italiano, che è molto più calzante della parola “Felice” ed è la parola “Contento”. “Accontentarsi”; solo chi si accontenta è un uomo veramente Felice”. Perché questa società, fondata sulla crescita del desiderio, dove c’è sempre per te un desiderio che è irraggiungibile, rende tutti infelici>> (Tiziano Terzani)

Daniele Lama Trubiano 2018©

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