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Cronaca

Senti chi parla…  “Se potessi avere, millecinquecento euro al mese”

Non desidereremmo molte cose con ardore, se conoscessimo perfettamente che cosa desideriamo”. (Francois de la Rochefoucauld)

Se potessi avere, mille lire al mese…”, così cantava la signora Piera, una donnina che con la sua esile voce mi fece conoscere quel ritornello, scandito al ritmo di una musica swing, che nel 1939 cantava Gilberto Mazzi e che raccontava il desiderio della maggior parte degli italiani. Così, immaginando il giorno in cui dopo avere seguito stoicamente il progetto per un Mondo Migliore, vedrò realizzata quella parte economica del progetto che prevede l’erogazione a tutti gli iscritti di una carta servizi del valore di 1500 punti euro, ho ripensato spesso alla signora Piera ed alla sua canzoncina. Io sono uno di quelli che ha veramente necessità di quel reddito di dignità e sicuramente in quel momento della mia esistenza, tornerò a riassaporare quella sensazione di serenità che da decenni oramai avevo dimenticato e probabilmente inizierò a vedere il mio futuro non più come un campo di battaglia dove lottare, ma uno spazio quieto dove poter godere a pieno del gusto della vita, catapultandomi in un nuovo paradigma basato non più sulla ricerca della sopravvivenza, ma sulla realizzazione di un’esistenza totalmente etica, altruistica e soprattutto mirata a dare un senso al mio passaggio terreno, che sia un contributo verso il tutto.

La signora Piera, intanto, è stata parcheggiata dai parenti in una triste casa di riposo, nella quale quella donnina canterina, oramai smarca solo i secondi che le rimangono da vivere, dopo che i parenti le hanno accuratamente ripulito il conto corrente e venduto la bella casa dove abitava. Mi ricordo quando mi diceva che le cose importanti della vita non si possono comprare e quelle di cui abbiamo veramente bisogno, sono talmente poche che spesso la nostra povertà, non è altro che un’illusione. Forse aveva ragione la signora Piera, ma in realtà oggi sono talmente tante le cose di cui ho bisogno e che non mi posso permettere, che ho anche difficoltà ad indicarne una che possa rappresentare davvero un cambiamento epocale della mia vita.

Riesco anche a visualizzare quella mattina nella quale aprirò il portale “Italia Sei Top” ed inizierò a scorrere tutte le attività iscritte, che permettono l’acquisto online, per effettuare quel famoso primo acquisto.

<<Forse un paio di scarpe da quel negozio veneto, o dei pantaloni da quello store di calabrese, o magari una bella camicia in quel punto vendita toscano>>. Ma no, non posso ridurre anni di desideri solo all’acquisto di capi di vestiario ed allora sai cosa? Desidero davvero acquistare magari quei salumi umbri, o un bel vassoio di cannoli siciliani, o magari una bella scorta di pasta emiliana prodotta con i grani antichi>>. Ma nemmeno questo soddisfa il mio desiderio di effettuare un primo acquisto etico con la carta servizi. <<Ma certo, forse comprando dei libri da quella libreria online piemontese, riuscirei davvero a dare un’impronta morale all’utilizzo della carta servizi; forse, anche se in realtà sarei solo io a godere di questo acquisto, dimenticando l’altruismo di cui vorrei fosse intrisa quella mia prima azione>>. Abbiamo talmente bisogno di tante cose che se ci mettiamo a pensare, non riusciamo nemmeno ad individuare la più importante. <<Potrei pagare delle bollette, ma non mi sembra giusto ridurre il primo acquisto al pagamento di qualcosa che fino ad oggi è stato il motivo fondamentale della mia sofferenza>>. Sarebbe come ammettere che le spese per il mantenimento della nostra esistenza siano la cosa principale e fondamentale da affrontare. <<Ecco, un bel computer o un telefonino nuovo per potere rimanere in contatto con gli amici del progetto, grazie a sistemi all’avanguardia. No, ma nemmeno questo soddisfa il mio desiderio di quel primo acquisto con la carta servizi. “Ci hanno talmente convinti che abbiamo bisogno di cose che sono fondamentalmente inutili, che oggi quelle cose ci sono diventate indispensabili”>>.

Dopo decine di minuti a scorrere le voci del portale “Italia Sei Top”, non ho ancora trovato qualcosa che possa soddisfare la mia esigenza di fare un acquisto che risponda al mio impegno nel progetto di un mondo migliore. Certo poi le cose che potrei acquistare dopo, per ritrovare una serenità di vita, sono talmente tante, ma quella prima compera significativa, proprio non riesco ad individuarla.

<<“Lillo e Grace, artisti di strada: intrattenimento a feste con musica, balli e giochi per tutti”. Rimango folgorato da questa piccola attività senese che propone qualcosa di antico e moderno insieme. Immediatamente clicco sul pulsante acquista e poco dopo vengo reindirizzato ad una pagina nella quale posso inserire la data e la richiesta che vorrei realizzare>>.

Credo che ognuno di noi che abbiamo deciso di seguire questo progetto, nel momento in cui potremo effettuare acquisti con la carta servizi, non dovremmo mai perdere di vista il fatto che quello che andremo ad acquistare, dovrebbe rappresentare non l’esaltazione delle necessità del nostro Ego, ma l’espressione del nostro Essere. Se vogliamo cambiare il paradigma che ci circonda dobbiamo imparare davvero a contribuire a realizzare un Mondo Migliore, che passi anche attraverso dei nostri acquisti che siano la prova degli ideali per cui abbiamo lottato e non la dimostrazione delle nostre debolezze terrene.

Intanto la signora Piera, insieme ai tanti anziani con i quali condivide questo suo ultimo tratto di grigia vita terrena, sorride felice a quei ragazzi colorati, che le ballano attorno, gonfiando palloncini e facendo roteare dei birilli colorati. La guardo mentre mi regala uno sguardo ricolmo di gratitudine e ripenso a quando mi cantava “Se potessi avere mille lire al mese”. Oggi attraverso i suoi occhi ho compreso che con quel mio piccolo gesto, con quel piccolo acquisto che ho fatto, ho realizzato davvero quello che desidero di più nella vita, ovvero regalare sorrisi e che forse, in realtà, alla fine, non desidero nulla di più di quello che già ho adesso.

“La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha”. (Oscar Wilde)

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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