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Senti chi parla…  Il Calcio è vita

“Ci si può drogare di cose buone… E una di queste è certamente lo sport”. (Alessandro Zanardi)

Vi è mai capitato di assistere ad una partita di calcio di “Piccoli Amici”? Se prima di farlo potevate credere di avere vista realizzata una passione, solo dopo avere visto correre sei bambini e bambine di cinque anni, in un campetto sintetico, saltellando come conigli impazziti nel goffo tentativo di colpire il pallone, ma soprattutto dopo avere osservato i parenti di quegli angioletti, che come assatanati esternano il loro tifo e la loro passione per questo sport di distrazione di massa, ne avrete avuto allora la certezza.

Oggi in Italia ci sono moltissime associazioni dilettantistiche che iniziano i bambini allo sport ed al calcio in particolare. Il Coni ha suddiviso queste categorie in:

– “Piccoli Amici” per i bambini e le bambine dai 5 anni di età;

– “Primi Calci” per i bambini e le bambine da 6 a 7 anni di età;

– “Pulcini” per i bambini e le bambine dagli 8 anni di età;

– “Esordienti” per i bambini e le bambine dai 10 anni di età;

Poi ci sono i giovanissimi, Juniores, allievi e avanti fino agli amatori.

Quello di cui vogliamo parlare oggi è la categoria “Piccoli Amici” dove il Coni ha previsto che gli incontri di calcio devono essere svolti con il coinvolgimento di più Società contemporaneamente, con partite tra 2 o 3 giocatori, unite allo svolgimento di giochi e attività ludica con e senza palla, proposti dal settore giovanile e scolastico. Mentre si gioca il primo tempo di una gara, i bambini in attesa si confrontano in una attività ludica per poi invertire i ruoli quando toccherà a loro giocare la partita. In questo modo, sport, passione, inclusione gioco e regole, si miscelano in una attività che coinvolge sia i bambini che gli adulti.

Le Associazioni Sportive dilettantistiche rientrano nel più ampio modello delle Associazioni di Promozione Sociale, ma per loro specificità devono essere affiliate ad una federazione o un ente di promozione sportiva, risultare iscritte al registro del CONI e riportare nella propria denominazione sociale l’espressa finalità sportiva o la stessa definizione sociale dilettantistica”. (Fonte Coni). Teoricamente queste associazioni dilettantistiche si possono autofinanziare tramite il contributo dei genitori dei bambini associati, con la raccolta di donazioni, promuovendo il 5 x 1000 in loro favore, ma in realtà poi fondamentalmente oggi si trovano quasi tutte in sofferenza, proprio per la mancanza degli introiti, necessari a coprire tutte le spese per la gestione di tali strutture e dei tanti bambini che le frequentano.

 

Ecco che in tale contesto si inerisce Coemm con il progetto “Il Calcio è vita”, che prevede dal prossimo 11 novembre, l’iscrizione al progetto con la conseguente erogazione della “Carta Servizi da 1500 punti euro”, solo per coloro che fanno parte delle suddette associazioni dilettantistiche. Chiaramente chi fa già parte del progetto, otterrà da subito i benefici, mentre chi deciderà di entrare dopo l’11.11.2018, potrà farlo solo attraverso quelle società dilettantistiche di calcio, che accetteranno di aderire al progetto per un Mondo Migliore. La cosa che invoglierà sicuramente queste società a fare iscrivere gli associati, è il fatto che tutti coloro che otterranno la carta servizi, riceveranno, a differenza di chi è già adesso nel progetto, solo 1300 punti euro sulla propria carta servizi, mentre i rimanenti 200 punti euro andranno nelle casse dell’associazione di cui fanno parte, come contributo di finanziamento che potrà essere speso da tale organizzazione nel circuito “ItaliaSeiTop”.

Sicuramente la situazione di sofferenza di moltissime di queste associazioni dilettantistiche, stimolerà l’adesione al progetto Coemm, realizzando in tempi brevissimi quei numeri necessari a creare la massa critica necessaria per il salto quantico del progetto di Maurizio Sarlo, che credo da parte sua, dovrà pretendere in cambio, che quelle stesse organizzazioni rispettino le quattro regole di Coemm e che comunque svolgano solo attività prettamente nell’interesse degli associati, soprattutto se parliamo di bambini, in un modo etico, sostenibile, egualitario e soprattutto senza l’uso di tutte quelle sostanze, che oggi sporcano lo sport in senso lato.

Il Mondo Migliore che stavamo sognando, quello che permetterà oltre che a restituire la dignità a tante persone in difficoltà, anche ai bambini di correre felici nei loro campetti di calcio, senza che genitori e le loro squadre si arrabattino per cercare i soldi per andare avanti, si sta per realizzare grazie anche al progetto “Il Calcio è vita”.

“Un atleta non può correre con i soldi in tasca. Deve correre con la speranza nel cuore e sogni nella sua testa”. (Emil Zatopek)

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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