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Cronaca

Senti chi parla: Giovanni

Nel dopoguerra l’Italia era totalmente distrutta, eppure in meno di venti anni è stata ricostruita completamente grazie alla buona volontà, all’iniziativa ed alla capacità di impegnarsi personalmente di tanti connazionali che con il sudore della fronte e a volte anche con il loro sangue, hanno contribuito alla ricostruzione della nostra amata Italia devastata da una guerra fratricida e criminale, che ha distrutto vite umane, proprietà private e pubbliche e tanto di quel patrimonio artistico e storico per il quale eravamo famosi in tutto il mondo. Con il “benessere” e la “pace” o almeno con quello che noi riteniamo essere questi due valori, oggi noi italiani siamo diventati delle amebe amorfe, opportuniste e soprattutto fannullone. Deleghiamo sempre ad altri quello che dovremmo fare noi e non perdiamo occasione per approfittare degli altri avendo perso il gusto del creare o del fare direttamente. Ho trovato la storiella di “Giovanni e l’Assessore”, che descrive drammaticamente quello che siamo diventati.

<<In un piccolo comune italiano c’è la necessità di dare una rinfrescata alla imbiancatura del palazzo comunale. L’assessore ai lavori pubblici prepara un bando con il quale chiede a chi è interessato, di presentare un’offerta per eseguire questo lavoro. Si presentano tre piccoli imprenditori: uno tedesco, uno spagnolo e il terzo Giovanni, un imbianchino italiano abitante proprio in quel comune.

L’impresario tedesco presenta un preventivo per i lavori con l’utilizzo di manodopera a basso costo e con materiali di buona qualità per un costo totale di mille euro.

L’impresario spagnolo invece presenta un preventivo che prevede l’utilizzo di personale altamente qualificato e con materiale di prima qualità per un costo totale di 2000 euro.

Giovanni, l’italiano residente nel comune, presenta un preventivo in bianco nel quale alla voce costo del lavoro spicca la cifra di tremila euro.

L’assessore rimane perplesso di fronte al preventivo di Giovanni e decide quindi di parlarci direttamente. “Senta Giovanni io sarei ben felice di dare il lavoro a qualcuno del paese, ma comprenderà che non posso accettare un preventivo da tremila euro, senza che vi sia specificato come verranno spesi questi soldi”. Giovanni annuisce concordano in modo affabile, mentre l’assessore gli spiega la sua titubanza. “Siete in tre ad avere presentato dei preventivi ma per esempio in quello della ditta tedesca è specificato che il costo sarebbe di mille euro e i soldi verrebbero utilizzati per fare i lavori con una mano d’opera a basso costo ma con materiali di buona qualità, mentre in quello dell’impresario spagnolo da 2000 euro, il materiale sarebbe di prima scelta e la mano d’opera altamente qualificata. Nel suo preventivo Giovanni, invece non c’è scritto nulla!”. Giovanni sorride all’Assessore annuendo come a voler confortare i suoi dubbi: “Vede Assessore, io credo che il mio preventivo sia invece quello che produrrà il miglior risultato e accontenterà più persone. Se il comune accetterà di dare a me il lavoro per tremila euro, io poi darò 1000 euro a lei, mille euro li tengo per me e 1000 euro li dò al tedesco per fare il lavoro!”>>.

Credo che questa storiella descriva davvero quello che siamo diventati, sempre pronti a sfruttare il lavoro e l’impegno degli altri per il tornaconto personale. Torniamo invece ad impegnarci direttamente e a creare con le nostre mani il nostro futuro, senza delegare ad altri la capacità di produrre qualcosa di positivo e cerchiamo di fare fruttare quel nostro “Valore Umano” che forse abbiamo relegato in qualche angolino nascosto del nostro cuore. Credo che abbiamo tanto da poter dare, se solo ci fermassimo un attimo a tentare di capire cosa sia veramente importante e quanta di quell’Etica e di quell’Altruismo che andiamo professando, potremmo realizzare anche solo regalando il nostro impegno alla Comunità e anche se alla fine il risultato non sarà quello che avremmo voluto, comunque già l’esserci impegnati in prima persona, sarà la nostra più grande vittoria.

Diceva Friedrich Nietzsche: “Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male”.

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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