“Portare l’Italia nel mondo nel 2018, non può non passare dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie. È tempo

che il nostro Paese si doti di un portale di e-commerce multilingua, in cui le aziende italiane possano non solo esporre, ma vendere, i propri prodotti. Un portale online, pensato sia in ottica business to business che in ottica consumer. Una sorta di Amazon del Made in Italy per rendere più facile trovare e acquistare i prodotti italiani e anche per combattere la contraffazione. Stiamo lavorando su questo versante come ministero dello Sviluppo economico”.

Ieri intervenendo alla riunione della “VII Cabina di regia per l’internazionalizzazione” alla Farnesina, così si è espresso il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, regalandoci l’ennesima proposta rivoluzionaria di questa Governo. Oddio fino ad oggi in realtà, di tutte le belle parole che abbiamo sentito uscire dalla bocca di chi sta governando, soprattutto per quanto attiene alla redistribuzione della ricchezza ed alla lotta alla povertà sociale, non è stato ancora fatto nulla, ma quello che ci preme evidenziare nelle parole del vicepremier pentastellato è l’ennesima dimostrazione di quanto  noi stessi che ci occupiamo di “Buona Comunicazione”, abbiamo in realtà sottovalutato le parole del fondatore di Coemm, quando ci descriveva il potere della proposizione di nuovi paradigmi, che potessero cambiare radicalmente il modo non solo di fare politica e di gestire la cosa pubblica, ma anche e soprattutto di presentarci al mondo in maniera diversa.

Ecco che quel “pungolo” verso la politica, più volte citato da Maurizio Sarlo, che avrebbe dovuto stimolare nuove idee e modus operandi politici, puntualmente emerge con tutta la sua forza, in molte delle proposte che sia i pentastellati che i Salviniani, ogni giorno mettono sul piatto della bilancia di un governo per ora fatto solo di slogan.  Presentando ieri la proposta di quel portale di e-commerce per l’italianità, Di Maio non ha fatto altro che descrivere per l’ennesima, volta un’idea di Maurizio Sarlo, che oggi possiamo toccare con mano nel portale “Italia Sei Top” e che rappresenta  a tutti gli effetti un nuovo modo di fare un business, che possa rilanciare l’economia interna e soprattutto ridare vitalità a tutte quelle piccole e medie aziende che della stessa italianità hanno fatto in passato, prima che la crisi e politiche scellerate filo europeiste le devastasse, il loro punto di forza.

Questa “idea” del vicepremier Di Maio, scopiazzata dal portale al quale sta lavorando oramai da due anni Coemm, manca però fondamentalmente di due aspetti che risultano fondamentali per il rilancio della nostra micro-economia o per una realizzazione che abbia un senso logico del portale stesso. Il primo è che se vai a presentare un portale di e-commerce che promuova l’italianità dei prodotti che poi vi verranno venduti, non puoi prescindere dal citare quella “qualità” che di fatto è stato il successo del made in Italy per decenni e che oggi deve che presentare una produzione etica e biosostenibile, soprattutto relativamente all’artigianato ed alla produzione alimentare nazionale.

Il secondo aspetto è che questo portale non deve essere solo un punto di accesso dal Mondo, per potere acquistare i prodotti italiani, bensì deve rappresentare anche un modo per fare si che gli stessi italiani, soprattutto quelli si trovano in difficoltà, possano attraverso questo nuovo modo di fare commercio, riuscire a migliorare il livello di vita grazie all’introduzione di nuove forme di acquisto mirate, che debbono prevedere l’utilizzo solo per l’acquisto dall’Italia, di nuove forme di pagamento con monete interne a sovranità nazionale o con le criptomonete. Questo sarebbe veramente voler creare un portale di e-commerce innovativo e che abbia la forza di poter contrastare i grandi portali di mondiali, perché altrimenti con la semplice apertura di un portale che sia solo un contenitore di prodotti italiani, non vi sarebbe nessuna possibilità di sostenere la potenza dei grandi gruppi mondiali, che quei prodotti già vendono o che possono vendere ad una rete che oramai si fida e si appoggia a loro.

Vedremo cosa si tramuterà poi in fatti dalle tante parole che stanno uscendo dalla bocca di chi governa oggi; di sicuro se nel frattempo dovesse partire il portale “Italia Sei Top” con tutte le sue potenzialità compresa la possibilità di acquisto con la famosa carta servizi, tutte queste chiacchiere da bar dei nostri politici, si dimostrerebbero nella loro realtà di aria fritta.

Noi riteniamo che comunque già il fatto che se ne parli, come è successo con il reddito di dignità che ricordiamo due anni fa, quando ne parlava solo Maurizio Sarlo, non solo era considerato utopia ma addirittura è stato il motivo per cui il progetto Coemm si è tirato addosso i più grandi attacchi mediatici, siano di fatto grandi successi del progetto Coemm, che attraverso la Buona Comunicazione riesce a fare arrivare comunque le proprie idee evoluzionarie a chi da subito le potrebbe mettere in pratica e che possono davvero cambiare il paradigma di questa società. Basterebbe che invece di quel pressappochismo, tipico dei nostri politici, che li porta a scopiazzare le proposte altrui, questi signori si fermassero davvero a studiare le proposte che il nostro progetto sta portando avanti in tantissimi settori fondamentali per il rilancio della nostra economia e soprattutto per il riequilibrio sociale, magari dandone anche il merito a quei “folli” che hanno proposto quelle idee, nate dalla mente lucide di uomini visionari.

“Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia”. (Erasmo da Rotterdam)

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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