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Per Aspera ad Astra: “Il Fumigador”.

“Perché queste sostanze ti colpiscano, può richiedere mezz’ora, come tre anni. Non dipende dalla durata dell’esposizione, ma dal contatto con sostanze progettate per uccidere”. (Fabian Tomasi)

Fabian guarda sua figlia e un sorriso gli appare sulle labbra. Oramai il dolore non lo sente più e i ricordi tornano alla sua mente delicatamente come coriandoli che si vanno a ricomporre, creando immagini che credeva dimenticate. Si volta verso la finestra e guarda i grandi campi all’esterno, rivedendo tutte le giornate che ha dedicato all’agricoltura, nelle grandi pampas argentine, dove svolgeva una professione che pochi altri avevano il coraggio di praticare. Non perché fosse qualcosa per la quale ti accorgevi di essere in pericolo, ma perché quel pericolo lo sentivi nel profondo del tuo cuore. Fabian è stato uno dei primi “Fumigador” e il suo compito era quello di riempire con il “Glifosato” le cisterne che poi sarebbero state usate nei campi coltivati.

Ha da subito compreso, tanti anni addietro, che stava facendo qualcosa di estremamente pericoloso, ma ne ha avuto la certezza quando il suo corpo ha cominciato a modificarsi, irrigidirsi, storcersi e seccarsi fino al punto da renderlo totalmente invalido. Fabian guarda la moglie e la figlia un’ultima volta, sapendo che grazie al suo sacrificio e a quell’ultima battaglia che ha saputo vincere, almeno loro, le sue amate donne, non dovranno fare lavori che distruggono la salute e la dignità degli esseri umani. Rammenta le sue ultime parole ad un giornalista: “Sono assolutamente convinto che il danno sia impossibile da evitare. Abbiamo condannato la vita delle generazioni future a vantaggio del business, con la complicità dello stato, della giustizia e di gran parte del mondo medico”.

Una grande serenità lo pervade e un sorriso incrina il suo volto scarnito. Chiude gli occhi e si avvia verso quella grande luce che ha sognato di vedere tante volte.

Il 9 settembre 2018 a Entre Rios in Argentina, Fabian Tomasi all’età di 53 anni, ha smesso di vivere a causa di una polineuropatia provocata dall’esposizione ai pesticidi ed in particolare al Glifosato, prodotti dalla “Monsanto”. “I prodotti chimici hanno compromesso la sua salute, fino a ucciderlo. Se ne va un simbolo della lotta ai pesticidi, una persona che ha svolto un ruolo decisivo nel far capire che questo modello uccide”, ha scritto Patricio Eleisegui, pubblicista e autore di “Avvelenati”, un libro che racconta la vita di Tomasi.

Fabian Tomasi è stato l’icona della battaglia ai colossi chimici produttori di morte come la Monsanto, contro la quale, alla fine di lunghe battaglie giudiziarie, è riuscito a contribuire a fare emettere delle sentenze di responsabilità oggettiva, per i danni provocati alle persone che hanno avuto contatti con quei prodotti, ottenendo anche risarcimenti milionari. Oggi la Monsanto è stata rilevata dalla Bayer e questo rafforza terribilmente le denunce urlate dallo stesso Fabian, di collusioni tra il mondo della produzione chimica, una parte di quello di giudiziario e buona parte di quello medico, che per anni hanno omesso di certificare o portare a conoscenza delle persone, la reale pericolosità di quei prodotti.

“Per Aspera ad Astra” caro Fabian e siamo convinti che tu possa finalmente godere adesso di quella serenità che ti avevano strappato, libero di correre nei prati di un Eden nei quali non esistono pesticidi o diserbanti. Noi speriamo che il tuo sacrificio un giorno possa davvero essere d’esempio, per arrivare a creare una società nella quale l’interesse e la salute del popolo, non siano mai secondarie agli interessi speculativi economici delle multinazionali.

Ma questa è un’altra storia e non so se ve la potrò mai raccontare, nel frattempo ringraziamo però le persone come il Professor Giuseppe Altieri o il dottor Luigi Montano, che attraverso il progetto per un Mondo Migliore, ci hanno aperto gli occhi su realtà di inquinamento ambientale, che non conoscevamo.

<<Non ho bisogno di soldi al momento. Ho bisogno di vita. Non sono aziende, sono operatori di morte. Quando me ne sarò andato, continuate a difendere la verità>>. (Fabian Tomasi)

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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