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Per Aspera ad Astra: “I numeri della paura”.

“Per la morte non c’è spazio, ma le vite volano e si aggiungono alle stelle nell’alto cielo”. Publio Virgilio Marone

Ogni giorno questa società corrotta, menefreghista e decadente, ci presenta il conto dei numeri che rappresentano drammaticamente il livello di difficoltà nel quale ci siamo ritrovati a vivere, a causa di una gestione della vita degli esseri umani, idealizzata come ricchezza a favore di pochi, invece che come valore a disposizione di tutti. Sono numeri freddi, a volte addirittura agghiaccianti, spesso intrisi di morte, che ci raccontano una società nella quale non sappiamo più riconoscerci. E quando il fato ci mette le mani, scoperchiando situazioni che dimostrano ampiamente questi nostri timori, puntualmente a seguito di questi accadimenti, che molto spesso risultano drammatici, scopriamo tutta una serie di altre situazioni, nelle quali l’uomo ha giocato spudoratamente sulla pelle dei suoi simili, al solo scopo di arricchire se e la sua casta.

Sono i numeri della paura:

Il numero 14 rappresenta il giorno di agosto, nel quale un ponte che collegava i due versanti di Genova, stramazza a terra sconfitto dai colpi dell’avidità umana.

Il numero 1 rappresenta quel Pilone di calcestruzzo, che si è sbriciolato come le certezze di credeva che il cemento armato fosse qualcosa di eterno.

Il numero 100 sono i metri di asfalto che hanno trascinato auto, camion, impegni e sogni, verso il greto di un fiume di sangue.

Il numero 43 rappresenta tutti quei morti, che urlano nella coscienza di chi ha preferito il dividendo tra i soci, alla manutenzione delle strade.

Il numero 700 rappresenta tutte quelle persone che da tre mesi, non conoscono più la parola casa.

Il numero 331 rappresenta tutte quelle famiglie, alle quali dal 14 agosto è stato cancellato il ricordo della loro esistenza.

Il numero 11 rappresenta i palazzi che dopo la pioggia di cemento che li ha colti o sfiorati, hanno capito che per loro non vi sarà una seconda possibilità.

Il numero 1432 rappresenta le aziende che hanno subito danni o ripercussioni dal crollo del ponte Morandi.

Il numero 2 rappresenta i milioni di euro di danni al giorno, provocati all’autotrasporto in Italia.

Il numero 20 rappresenta gli attuali indagati per il crollo del ponte.

Il numero 30 rappresenta i milioni stanziati per l’emergenza dallo stato nei primi giorni seguenti alla tragedia.

Il numero 500 rappresenta i milioni messi a disposizione, come primo stanziamento, dal cda di Autostrade per la ricostruzione del Ponte di Genova;

Il numero 43 rappresenta quei piloni che Renzo Piano,ha voluto inserire nel progetto del nuovo ponte, che ha regalato alla città di Genova, a futura memoria per non dimenticare mai le vittime della stupidità umana;

Sono tanti numeri, ma tutti questi numeri non rappresentano una paura dei numeri, casomai una rabbia che sentiamo salire nello stomaco, quando pensiamo che tutto questo poteva essere evitato, solamente se le persone che erano predisposte al controllo di questa struttura, avessero svolto il loro compito con coscienza ed onestà. E allora da dove ci scaturisce la paura dei numeri che citiamo in questo nostro articoletto? La paura dei numeri ci monta proprio dalla mancanza di quelle verifiche e di quei controlli, che puntualmente scopriamo quando accadono cose drammaticamente analoghe a quelle del crollo del ponte di Genova. Ed ecco che in questi giorni, nel momento in cui sono usciti i risultati di alcune verifiche fatte su una serie di viadotti in cemento armato nel centro sud Italia, a seguito proprio dell’allarme per il crollo del Ponte Morandi, quella paura dei numeri è esplosa dentro di noi trasformandosi immediatamente in terrore:

Il numero 89 corrisponde infatti ai viadotti in cemento armato, controllati “a campione” sulla rete autostradale del centro sud Italia.

Il numero 89 corrisponde a tutti quegli stessi viadotti controllati, che sono risultati in condizioni di non sicurezza e parzialmente inagibili e verso i quali sono stati presi dei provvedimenti di riduzione del traffico.

Questi sono i numeri della paura! Centinaia e centinaia di ponti, rampe e viadotti, inseriti nella nostra rete autostradale, che risultano fare parte di una serie di circa 30 mila interventi, che ad oggi ancora non hanno visto la luce e che forse, per Aspera ad Astra, il crollo del Ponte Morandi, ha evitato che venissero bagnati da ulteriori lacrime e sangue.

Ma vogliamo concludere questo nostro articoletto sulla paura dei numeri, con una speranza che ci viene da quegli stessi numeri, legata alle associazioni dei ristoratori italiani nel mondo:

il numero 2 rappresenta gli euro che ogni “Ristoratore Italiano nel mondo”, donerà alla città di Genova, per ogni piatto che servirà di pasta al pesto genovese. Questa notizia, confermata ieri dal Governatore della Liguria, rappresenta quell’italianità vera, onesta e altruista che deve essere da esempio e sulla quale possiamo poggiare le basi di quei 43 nuovi piloni disegnati da Renzo Piano.

 

“La paura è un romanziere esperto. In pochi istanti ti costruisce storie impeccabili, gialli in cui non si intravede mai uno spiraglio di luce, dove ci sono solo assassini”. (Monica Vitti)

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

 

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