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Cronaca

Orgoglio e pregiudizio

“Nell’Inghilterra rurale di fine Settecento, il signor Bennet vive nella sua casa in campagna con la petulante, pettegola, imbarazzante moglie e le loro cinque figlie: la dolce e bella Jane, l’intelligente e sveglia Elizabeth, la studiosissima Mary, l’immatura Kitty e la selvaggia Lydia. La loro vita scorre tranquilla e serena, ma la madre delle ragazze è ossessionata dal desiderio di trovar loro un marito ricco con cui sistemarle a dovere. Quando, nella tenuta vicina a casa Bennet, arriva il giovane e ricco Charles Bingley, la vita delle ragazze subisce un totale cambiamento”.

Ce l’ho fatta, oggi finalmente ho scartato quel sospirato televisore lcd da cinquantacinque pollici, che tanto desideravo e che alla fine sono riuscito ad acquistare. Lo inauguro questa sera, assieme ad alcuni amici guardando “Orgoglio e pregiudizio”. Con loro ci siamo conosciuti al cinema proprio durante la proiezione di questo film e una volta l’anno, per ricordare quell’evento, ci ritroviamo a casa di uno di noi, per cenare tutti insieme e poi rivedere il nostro amato film. È diventata una nostra usanza ed ogni volta la nostra amicizia ne esce rafforzata. Durante la cena mi sono gonfiato come un pavone per esaltare le specifiche di questo grandissimo congegno elettronico, incredibilmente accessoriato. Guardo la mia immensa tv e i miei amici incantati a guardare le bellissime immagini che scorrono sullo schermo. È davvero bella, funzionale e totalmente di designer.

“Ma cosa è quel puntino rosso?” Valter mi indica un piccolissimo puntino rosso, in basso quasi in un angolo dello schermo. Mi avvicino, provo a cambiare canale, ma nulla, lui rimane lì immobile, fermo e limpidissimo. Gli amici non ci fanno più di tanto caso, ma io nulla, continuo a fissare quel puntino come un ebete. Ci sono più di cinquemila pixel nello schermo, come potrebbe rovinarti la serata un pixel solo? Eppure lo sguardo, come la lingua che batte sempre sul dente che duole, torna a inquadrare quel puntino rosso, facendolo diventare incredibilmente grande come tutto lo schermo. Non puoi fare a meno di vederlo, anche se cerchi di pensare a altro, ma quel pixel bruciato, ti rincorre e ti attanaglia lo stomaco.

Nelle ultime settimane avevo “sentito una frequenza” che non andava come doveva. Un referente di Coemm, ai miei commenti sui suoi post, denotava chiaramente un disturbo per quelle mie intromissioni. Avrei potuto evitare semplicemente di disturbarlo, ma quel pixel bruciato, continuava a graffiarmi lo stomaco, chiedendomi continuamente di andare a ripararlo. Così l’ho contattato con una scusa e subito lui mi ha fatto capire che era un po’ che voleva parlare con me, perché c’erano delle cose che non gli piacevano e mi ha chiesto il numero di telefono.

Abbiamo parlato per due ore; all’inizio lui dimostrava chiaramente un forte pregiudizio nei miei confronti, soprattutto perché, erroneamente, aveva ritenuto che il mio fare nel movimento, fosse una operazione commerciale mossa al vendere i miei libri. Io invece di tentare di difendere la mia posizione, mi sono rapportato a lui solo con tanto amore e dopo circa un’ora il nostro interagire, non era più quello di due persone che si stavano chiarendo, ma quello di due amici che si raccontavano le proprie esperienze di vita. Ha ammesso che il suo pregiudizio nei miei confronti era mosso prevalentemente da orgoglio e come sappiamo purtroppo orgoglio e pregiudizi insieme, hanno sempre fatto un sacco di danni. Abbiamo compreso e ribadito l’importanza di chiarirsi sempre e lui mi ha detto che abbiamo fatto bene a sentirci e mi ha lasciato con una battuta napoletana bellissima:

“PRIMM E C’APPICCECA’ CUNUSCIMMECE”.

Possiamo fare finta di nulla, ma se nello schermo della nostra vita c’è un pixel bruciato, per quanto ci sforziamo di non guardarlo, ci torturerà comunque nel profondo dell’anima. Non dimentichiamo mai che su questa terra siamo di passaggio e il tempo, anche se è galantuomo, a volte non ci darà la possibilità di riparare quei pixel difettosi. Perciò facciamolo finché siamo a tempo e subito dopo ci accorgeremo che la nostra vita sarà migliorata.

Ieri sera questo amico, che fino a poche ore prima mi vedeva come fumo negli occhi, mi ha mandato il messaggio più bello che potesse mandarmi. C’era scritto semplicemente “Grazie…” e d’improvviso ho constatato che un altro puntino rosso, era sparito dallo schermo della mia esistenza.

Per raccontare cosa voglia dire per noi essere Coemm and Clemm, acquistate “Il Salotto – Storie di Coemm”. Potete farlo contattandomi direttamente oppure cliccando sul link seguente: https://goo.gl/HArGYz

Daniele Lama Trubiano 2017©

 

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